Avevamo parlato qualche giorno fa dei casi di Avatar: aumentano i casi di depressione post-Pandora | CineZapping





Curiosità no image

Published on gennaio 16th, 2010 | by Elide Messineo

8

Avatar: aumentano i casi di depressione post-Pandora

Avevamo parlato qualche giorno fa dei casi di depressione causati dalla visione di “Avatar“, ma le polemiche attorno al nuovo film di James Cameron non si placano, anzi aumentano. Sembrerebbe infatti che il film istighi al suicidio, almeno come riportato ancora una volta dalla CNN, che denuncia i pensieri suicidi e depressivi di molte persone che hanno visto “Avatar”. Sul diversi forum sono apparsi messaggi del tipo:

Da quando ho visto Avatar sono depresso. Guardando il favoloso mondo di Pandora, ho realizzato che vorrei vivere in un posto così. Ho pensato di uccidermi, magari rinascerò in un luogo simile a quello del film, dove tutto è come in Avatar.

O altri che indicano il disprezzo per la realtà come:

Quando mi sono svegliato la mattina dopo essere stato al cinema, il mondo mi è apparso grigio. Il mio lavoro, la mia vita, tutto ha perso ogni valore. E’ tutto così insignificante, è un mondo di morte.

Come se non bastasse si aggiungono quelli che vogliono fuggire dalla realtà, spesso minorenni, che scrivono:

Sono depresso perchè voglio vivere a Pandora, dove ogni cosa è perfetta. Inoltre, mi sento triste perchè il mio mondo fa schifo, sono disgustato da come la razza umana ha distrutto la Terra.

Tutto ciò a portato diversi studiosi a lavorare al caso, paragonando vita reale e vita virtuale dove le prime conlcusioni portano solo a fatti già noti come lo sforzo mentale causato dal 3D, ma nulla a di più in confronto ad altri film per la storia o i luoghi rappresentati. La conclusione è che solo il fanatismo generico può portare a certi livelli e non un film in sè, perchè “Avatar”, per quanto tecnicamente perfetto e dalle stupende ambientazioni, resta sempre e solo un film.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , ,


About the Author



8 Responses to Avatar: aumentano i casi di depressione post-Pandora

  1. lorenzo says:

    non so cosa ne pensate voi, ma x me questa gente è tutta malata !

  2. ivan says:

    Come al solito si tende a vedere le cose al contrario, io penso che avatar sia una bellissima storia e che contenga un grande insegnamento, dovrebbero vederlo e capirlo anche i fetenti che ci dovrebbero rappresentare a ogni livello politico e sociale, purtroppo sono per la gran parte troppo impegnati a portare l’ acqua al loro mulino ( vedi ad es: la privatizzazione delle NOSTRE acque )ecc.

  3. MICHELE says:

    La depressione post avatar non è che la torrida nostalgia ke proviamo nel riportare alla mente i più bei ricordi. Il film contiene un messaggio ecologico potentissimo ke rappresenta un’utopia per chi veramente si sforza di guardare oltre l’orizzonte dove tutti gli altri sguardi si fermano: un mondo dove l’uomo non domina la terra ma condivide con essa la vita, in completa armonia con spiriti e forme… la filosofia degli indiani pellerossa per farla breve.
    Depositato da qualche parte dentro di noi, credo conserviamo ancora il ricordo della Vita Vera, quella dei primi uomini che non avevano nulla ma potevano dirsi inseriti in una rete di relazioni sincere, nel clan ke avvicinava anzichè dividere come il villaggio globale contemporaneo. Forse la depressione origina proprio da questo, dall’urto fra la reminiscenza di ciò che eravamo (l’istinto trattenuto in noi e scritto nel dna) e ciò che siamo… ovvero qualcosa di profondamente lontano da ciò che vorremmo essere. Avatar ha svegliato i più sensibili, li ha messi davanti a qst fatto, li ha portati a scoprire dentro di se quella scintilla primordiale. Non sono gente malata, sono persone che piombando senza rendersene conto, e x la prima volta, davanti a ciò che tutti noi ‘eravamo’ e dovremmo essere si sono sentiti Soli e Frustrati…
    Io sono tra quelli, ma nn sono d’accordo con chi si limita semplicemente a ‘sputare’ su ciò ke lo circonda; infatti, non solo ci sono molti lati positivi nella società moderna, ma ritengo anke ke piuttosto di voler fuggire davanti alla realtà, bisogna al contrario aiutare anke gli altri ‘a vedere’ affinchè tutti insieme si possa recuperare la nostra vera natura: un modello di vita meno basato sul consumismo e il desiderio di possedere, e improntato sulla reciprocità, il dono e il saper condividere.
    E cmq la tecnologia 3D centra poco o nulla… è sì importante ai fini del convolgimento nella trama, ma nn essenziale per immergersi totalmente in Pandora… anima e corpo…

  4. Ruben says:

    Sono d’accordo con quanto scritto su da Michele.Mi rifaccio alla sua citazione “…bisogna al contrario aiutare anke gli altri ‘a vedere’ affinchè tutti insieme si possa recuperare la nostra vera natura…”! Secondo me è 1 impresa impossibile considerando che quasi la totalità del mondo è ‘infettata’. Come fai ad aiutare tutti e in particolar modo il mondo del commercio che va avanti esattamente per le cose che ci hanno rovinato?(del resto anche dalle profezie bibliche è stato scritto che il mondo sarebbe andato cosi,di male in peggio ma non per molto). Per il resto sono perfettamente d’accordo con te. Anche io ho fatto molte riflessioni. Saluti

  5. MICHELE says:

    Grazie del commento, Ruben.
    Hai ragione, in effetti l’impresa pare abbastanza ardua, ma personalmente credo non impossibile. E’ vero, una persona sola, per quanto animata da sani principi, non può cambiare radicalmente le cose. Anzi, rischia addirittura di essere fraintesa, allontanata, marchiata come fanatica, bollata come un pericolo per l’intera comunità.
    Ma se passo dopo passo, giorno dopo giorno, quella persona stringe i denti, coltiva e mantiene vivo il proprio ideale (il desiderio profondo di riscopertà della naturalità) e si apre intanto alle persone che le sono vicine… in breve non sarà più sola.
    Le vere rivoluzioni del pensiero partono dal basso, non piovono mai dai vertici del sistema. Ecco perchè, se una rete diffusa di persone si prodiga a consumare meno e aiuta anche altre persone a fare piccoli sacrifici e rinunce, presto o tardi pure la logica del mercato sarà obbligata a piegarsi…a starle a sentire… ad imporsi dei limiti.
    Il sistema vuole farci credere che non possiamo fare niente: nulla di più sbagliato. Se la gente impara a liberarsi dall’indolenza e dalla frivolezza tipiche della post-modernità, si può fare moltissimo. Dopotutto… il mercato esiste perchè ci siamo noi, non viceversa!
    Queste, voglio ricordarlo, e qui concludo, non sono illusioni caratterizzate dall’egoismo o dalla sterilità. Ma speranze, animate dalla passione e dalla dedizione.
    Io credo valga sempre la pena tentare, muovere il primo passo… scegliere di non bendare gli occhi, di non tacere, di non sprofondare nell’inerzia del quotidiano.

    Per chi volesse provare ad approfondire il tema consiglio alcuni libri:
    Ivan Illich, La convivialità.
    Emmanuele Morandi, la società è un uomo in grande.
    Mauro Corona, la fine del mondo storto.
    Un saluto.

  6. andrea says:

    <a Michè..ammazza che sciocchezze dici.. ma ci credi veramente o lo fai per darti le arie? perchè in questo caso sei un grande…ahahahhaha

  7. MICHELE says:

    “Io credo valga sempre la pena tentare, muovere il primo passo… scegliere di non bendare gli occhi, di non tacere, di non sprofondare nell’inerzia del quotidiano” e aiutare chi non riesce ancora a coltivare dentro di sè la Speranza.
    Tu, Andrea, dici che le mie sono solo sciocchezze. E difatti per molte persone effettivamente lo sono. Sciocchezze talmente irritanti e ‘improponibili’ da suscitare il riso… quando non l’aperto conflitto. Ciò che mi impedisce di mollare, tuttavia, sta proprio nel fatto che per migliaia che la pensano così esiste ed esisterà sempre una coriacea minoranza tesa a scegliere, nonostante tutto, la via più difficile: la sana inquietudine di portare avanti un’Idea, una Proposta, un Ideale!
    Spero di aver risolto il tuo dubbio. Un saluto.

Commenta il post

Back to Top ↑

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi