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Published on maggio 31st, 2010 | by Elide Messineo

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“Dylan Dog: Dead of Night”: ecco cosa cambia dal fumetto al cinema

Dylan Dog: Dead of Night” è il film basato sul celebre fumetto di Tiziano Sclavi che sarà diretto da Kevin Munroe. Quest’ultimo, che tiene sempre aggiornati i suoi fan, ha spiegato quali sono le differenze tra il fumetto originale e la versione cinematografica.

Molti fan rimarranno delusi dall’assenza di Groucho Marx, per esempio, ma ci sono delle motivazioni concrete che hanno portato il regista e il vicepresidente dello svilippo dei Platinum Studios, Dan Forcey, ad eliminare alcune delle caratteristiche del personaggio.

Entrambi hanno spiegato tutto, a partire dall’ambientazione, che non sarà Londra, ma New Orelans:

[…] Sento che New Orleans sia stata la scelta migliore che ci è stata offerta. Il dover girare il film negli Stati Uniti (anzichè in Europa) è sicuramente stata una soluzione legata al budget, non voglio mentire, ma sono pienamente a favore della location di New Orleans. E’ una città straordinariamente ricca dal punto di vista visivo, ed è la più europea fra gli insediamenti che abbiamo in America. E si, anche se non è Londra, ha le stesse sfumature inquietanti che aderiscono perfettamente al setting londinese. Come fan, sarei lieto del risultato una volta visto sul grande schermo. E’ uno sfondo notevole. Ma, cosa più importante, è in sintonìa coi personaggi e la storia, ed è questo quello a cui l’ambientazione dovrebbe sempre rispondere. Per la “storia di partenza” (perchè dopo questa, si può andare ovunque), penso che abbiamo preso la decisione giusta. Questo film è un introduzione molto più focalizzata sulla figura di Dylan Dog e il suo tormentato recente passato avente luogo a New Orleans. E’ lontano dal suo habitat. Ed è questo che noi ora dobbiamo vedere. E la cosa divertente, ciò che amo del suo personaggio, è che il suo habitat è tra mostri e creature soprannaturali. La storia non specifica se Dylan sìa inglese o meno. Ma abbiamo molti indizi nel corso del film che suggeriscono il fatto che Dylan abbia avuto un passato internazionale (come una tazza di Scotland Yard sulla scrivanìa). Quindi penso che l’idea che potrebbe aver vissuto a Londra sìa ancora intatta. New Orleans è il posto dove si trova da poco.. Per questa ragione, non vedremo neanche alcuna traccia di Xabaras (principale antagonista e padre di Dylan) nel film. Ma non mi sento di escluderlo per il futuro. E se Londra è una parte così importante per lui, possiamo solo immaginare quale orribile evento lo abbia costretto a lasciarla… Questo è un enigma che mi piacerebbe vedere risolto in un possibile sequel.

Kevin Munroe ha poi parlato del look del protagonista:

All’inizio del film, vediamo Dylan a un punto molto basso della sua vita. E, come sempre, ogni aspetto del film – dalla grafica, all’illuminazione, all’abbigliamento – deve riflettere i personaggi e la loro storia. E quella scena riflette quello che vediamo anche un pò attraverso il reparto costumi. Aldilà di tutto, Brandon Routh ce l’ha davvero messa tutta nell’interpretare quella parte buia della vita di Dylan in cui si sente “estraniato”. E’ stata comunque una parte divertente. Dylan Dog ha un passato molto complicato, anche dal punto di vista emotivo, ma deve andare avanti e riuscire a superare le difficoltà. Questo aspetto rende Brandon Routh una grande scelta. Brandon ha una grande durezza come attore, ma ha anche un notevole sense of humor e un lato umano molto gentile. Una volta che lo vedi incarnare il ruolo, si avverte che è perfettamente in linea con quello spirito, quindi penso che il tutto rispetti ancora bene il franchise originale.

Ed ecco che Dan Forcey spiega l’assenza di Groucho Marx:

[…] La sola ragione per cui è avvenuto ciò si riduce a una sola parola: denaro. Per quelli di voi che non lo sapessero, la spalla originale di Dylan è un attore che, mentre recitava la parte di Groucho Marx, è rimasto intrappolato nel ruolo, a causa di una perdita di memoria. Attualmente vive e si comporta proprio come Groucho. Quando abbiamo iniziato a sviluppare il film, abbiamo immediatamente iniziato la ricerca, scoprendo che la figura di Groucho Marx è di proprietà di una società a cui è stata concessa. Siamo così giunti insieme da loro, chiedendo se fosse possibile fare un film con il loro personaggio. Ma il costo di licenza era davvero troppo alto. E così è nato Marcus. Non abbiate paura: lo spirito irriverente della classica spalla di Dylan, rivive nella performance di Sam Huntington. Il suo rapporto con Dylan nel film è sicuramente un omaggio al comico Groucho (ci sono anche un sacco di cenni a lui nel film). Sam e Brandon sono grandi amici nella vita reale, e questo rapporto di amicizia traspare in maniera evidente anche in questo film.

Nel film manca anche l’ispettore Bloch, che però potrebbe riapparire in un probabile sequel:

Non avremmo mai tenuto Bloch fuori dal film per motivi finanziari. Il personaggio di Bloch è talmente radicato nel passato di Dylan a Scotland Yard. Adoro il rapporto mentore-amico che c’è tra i due. Trasportare anche lui a New Orleans (l’avere una sua versione americana) avrebbe definitivamente tradito la discendenza dei personaggi, a mio parere. Non dimentichiamo che all’inizio del film si suppone che Dylan sìa andato vìa. Senza una direzione. Senza amici e tutto solo verso un sentiero sconosciuto. Quindi penso che sìa giusto per lui, in questo film, non avere quel mentore a cui appoggiarsi, e rialzarsi da solo da questo basso punto della sua vita. Quindi sì, come detto, penso che Bloch potrebbe (e dovrebbe) essere inserito in film futuri.

Dylan non sarà nemmeno alla guida del suo leggendario maggiolone:

(Nel fumetto Dylan) guida un Maggiolone. E non stiamo parlando di una moderna e scintillante “VW New Beetle”. Stiamo parlando di un Maggiolone Volkswagen d’epoca che si rompe molto spesso e che è targato “DYD 666”. Abbiamo avuto diverse pressioni per trasformarla nel film in qualcosa di più “moderno e figo”. La gente era perplessa nel vedere l’eroe guidare una certa auto. Era anche preoccupata di come sarebbe potuto sembrare buffo un tipo alto, come Brandon Routh, alla guida di una VW. Ma per Dylan (ed i suoi fans), il Maggiolone è una esternazione importante di chi lui è in realtà. Ovvero un cimelio di una generazione diversa, che rifiuta di cambiare e adattarsi, semplicemente perchè non ne vede la necessità. Il Maggiolone è un classico, come Dylan stesso. […]Nel film l’auto è nera (con cappotte bianca), anzichè bianca (con cappotte nera). L’immagine del Maggiolone bianco su pellicola è di proprietà della Walt Disney Corporation (Grazie al film su Herbie). Ecco perché non vedrete mai altri maggioloni bianchi al di fuori di un film Disney. La vernice nera era l’unico modo per aggirare l’ostacolo.

E non esclamerà nemmeno il suo celebre “Giuda ballerino!”:

Nella serie a fumetti, Dylan usa abitualmente l’esclamazione “Giuda Ballerino!”. Abbiamo eseguito un paio di tentativi durante le riprese, ma nella versione finale del montaggio ci è sembrato poco appropriato al resto. Comunque, proveremo a farlo funzionare in futuro (se ne avremo la possibilità, ovvio)!

Insomma, a giudicare dall’assenza di tutti questi dettagli, il film non si prospetta molto interessante per i fan del fumetto, ma Kevin Munroe potrebbe aver fatto ugualmente un buon lavoro, lo scopriremo il 29 ottobre.

Fonte: Facebook

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