Recensioni

Published on marzo 11th, 2017 | by Elide Messineo

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“Feud: Bette and Joan”, recensione del pilot

Che Ryan Murphy fosse un amante delle serie antologiche lo avevamo capito e tra le sue numerose produzioni ha aggiunto “Feud“, che di volta in volta tratterà rivalità tra personaggi famosi.

La prima antologia è “Feud: Bette and Joan“, incentrata sulla celebre rivalità tra le due dive di Hollywood Joan Crawford e Bette Davis. Siamo negli anni Sessanta, l’ascesa di Marilyn Monroe segna il declino delle due attrici, ormai troppo vecchie per essere ancora considerate in ruoli principali. La loro rivalità è nota al grande pubblico e lo appassiona, ma da dove nasce? Come chiarisce fin dall’inizio Olivia de Havilland (Catherine Zeta-Jones), le grandi faide non nascono dall’odio ma dal dolore.

Il ritratto che dipinge Ryan Murphy mostra due donne di successo ma interiormente distrutte. Una carriera brillante per poi sentirsi sole e annegare i propri dispiaceri nell’alcol, Bette Davis e Joan Crawford sono circondate da uomini che non le valorizzano e non le supportano, devono fare da sole tutto il lavoro. Lo dice la stessa Davis, dichiarando di essere quella che ha bisogno di una moglie. Ryan Murphy ha riportato sullo schermo Jessica Lange, con la quale la collaborazione era stata eccellente fin dai tempi della prima stagione di “American Horror Story“. La Lange, che qui interpreta Joan Crawford, ha abbandonato la serie dopo la quarta stagione ma la sua storia per certi versi qui si incrocia con quella del personaggio che interpreta. Sebbene sia stata una grande attrice e abbia tra i vari premi anche due Oscar alle spalle, a riportarla in auge è stato proprio Ryan Murphy quando l’ha scelta per il ruolo di Constance. Prima di allora la Lange era stata accantonata, non certo per mancanza di talento ma perché sono le novità a fare gola alle case di produzione. Esattamente com’è accaduto a Joan Crawford e Bette Davis, riunite per una battaglia all’ultimo sangue sul set dell’horror “Che fine ha fatto Baby Jane?“, progetto peraltro fortemente voluto dalla Crawford, che ha direttamente scelto la rivale come co-star.

Fin dal pilot di “Feud” si nota che le cose sul set non saranno facili da gestire, in particolare per il regista Robert Aldrich (Alfred Molina), costretto a scendere continuamente a compromessi pur di non perdere l’occasione. Murphy mostra un universo che conosce bene, lo sfarzo di Hollywood, ancor più affascinante se in salsa vintage, con una critica nemmeno troppo velata che abbiamo riscontrato già in passato in altri suoi lavori (vedi “Hotel” e “Freak Show“). Per essere il primo episodio di una serie che ne conta 8 è troppo presto per esprimere grandi giudizi, ma per ora “Feud: Bette and Joan” sembra essere abbastanza convincente. Molto belli anche i titoli di testa, una sintesi animata di “Che fine ha fatto Baby Jane?” che fa molto anni ’60 e ricorda anche quelli di “Mad Men”.

Susan Sarandon e Jessica Lange – non è che ci fossero dubbi – sono perfette interpreti delle due grandi dive, che arrivarono perfino a fare a botte sul set. Dal quinto giorno, annuncia la Davis nell’episodio, sicuramente sarà una scena che ritroveremo più in là. Nonostante la massiccia produzione di serie tv, più o meno valide, Murphy non perde il tocco narrativo e la capacità di attirare l’attenzione dello spettatore. Ci è riuscito benissimo con “American Crime Story” e in questo caso ci auguriamo che non cada nell’errore di “American Horror Story“, ovvero quello di mettere troppa carne sul fuoco per poi perdersi a metà strada. Sarebbe un peccato sprecare un cast di questo livello e una storia così affascinante.

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