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Published on marzo 22nd, 2010 | by Elide Messineo

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La Disney dice basta ai seni rifatti

Qualcuno la prende come una mossa di marketing per il prossimo episodio dei “Pirati dei Caraibi“, ma la Disney, nonostante ciò, è riuscita a destare scalpore.

La notizia di oggi è sicuramente quella riguardante il bando della Disney, che ad Hollywood e non solo ha fatto parecchio parlare. Il testo recita:

AAA Attrice bella presenza cercasi, un metro e 70 di altezza, taglia 38 o 40, non più grande e non più piccola, età 18/25 anni, corpo snello da ballerina e soprattutto seni veri: astenersi signore con impianti.

Pare che le mode stiano cambiando e adesso dalla chirurgia plastica si ritorna alla formula più salutare di madre natura. Eppure proprio la Disney, e proprio nei “Pirati dei Caraibi” aveva reclutato la piattissima Keira Knightley e gli addetti ai lavori avevano cercato (impresa ardua) di darle qualche forma in più.

E’ stata la stessa attrice a raccontarlo, ma la cosa era piuttosto evidente. Le forme in giro per la pellicola di certo non mancavano e in gran parte di esse c’era lo zampino del chirurgo. Cambio di rotta, quindi, che appare anche un modo di dire appropriato in tal caso. La Disney le vuole come mamma le ha fatte, ma ne saranno rimaste di donne senza protesi?

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One Response to La Disney dice basta ai seni rifatti

  1. danzatriceorientale says:

    Sarebbe stata un’iniziativa lodevole ed encomiabile, se non fosse stato per quel “taglia 40” che proprio non mi va giù.

    Molta gente è talmente presa dalla sua contrarietà alla chirurgia plastica (a quella al seno in particolare) da non essersi resa conto che, se da un lato Disney è per la naturalezza, d’altro canto è anche pro anoressia e soprattutto a molta gente (compreso il regista del film), sfugge un particolare molto, ma molto importante: anche la taglia 40, volendo, può essere ottenuta a suon di bisturi e cannule dal chirurgo plastico, dunque perché demonizzare proprio l’intervento al seno?

    Alcuni rispondono: “Perché per un’adolescente è rischioso voler emulare una donna col seno rifatto!”

    E certo, invece emulare una donna che indossa la taglia 40 tanto acclamata dal regista, magari sottoponendosi a diete massacranti o alla liposuzione (molto più invasiva di una mastoplastica additiva), non è affatto rischioso, vero?

    Troppo comodo fossilizzarsi nella demonizzazione di un solo intervento solo perché risulta essere il più diffuso e ambito dalle donne e chiudere invece gli occhi su altri interventi che, seppur meno diffusi e spesso taciuti, esistono… troppo comodo fare tutto ciò ora, quando a suo tempo i complessi alle donne col seno piccolo li ha fatti venire proprio la Disney con le sue Jessica Rabbit e Betty Boop e soprattutto, troppo comodo imporre un veto che altri non è che una becera forma di pubblicità per fare ottenere consensi alla pellicola!

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