Published on novembre 4th, 2009 | by Elide Messineo

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La prima linea: il film più criticato ancor prima d’essere visto

Nel 1989 Sergio Segio è in carcere e decide di raccontare la sua storia. Segio è uno dei fondatori del gruppo armato Prima Linea, responsabile di molti attentati terroristici a sfondo politico tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80. La violenza era considerata una strada necessaria da intraprendere per arrivare alla rivoluzione. Quello che Segio racconta in particolare è la giornata del 3 gennaio 1982, in cui insieme ad un gruppo di attivisti riuscì a far evadere dal carcere il suo amore Susanna, insieme ad altre compagne. Adesso Sergio Segio finisce al cinema, ed ha il volto di Riccardo Scamarcio. Susanna, invece, ha il volto di Giovanna Mezzogiorno. La storia dell’attivista è racchiusa nel suo libro “Miccia Corta” e il film, che uscirà il 27 novembre 2009, è già polemica. L’Italia è un Paese che spesso non riesce a fare i conti con il proprio passato. Infatti il film è stato accolto positivamente al Toronto Film Festival, mentre in casa Renato De Maria deve fare i conti con le aspre polemiche che sono nate dalla pellicola, prendendosi la sua responsabilità, in quanto regista. Ovviamente le prime proteste sono arrivate dalle associazioni delle vittime del terrorismo contro il Ministero che ha finanziato il lavoro, ma bisogna valutare quali siano i personaggi coinvolti nella produzione del film, Ministero compreso. Tra questi troviamo i fratelli Dardenne e poi anche la LuckyRed di Andrea Occhipinti. Quest’ultimo ha parlato a Repubblica:

“Chi ha erogato il finanziamento pubblico ci ha pensato bene, non credo siano tutti pazzi. Non credo siano pazzi i fratelli Dardenne, o Euroimages, o le altre società o istituzioni che sono coinvolte nel progetto. Io sono orgoglioso di aver fatto questo film: credo sia un contributo importante, per parlare della nostra storia recente. Credo abbia ragione il regista, Renato De Maria: quegli anni sono stati il nostro Vietnam. Ed è giusto raccontarli, anche al cinema”. E ancora, per quanto riguarda le famiglie delle vittime: “fanno bene a essere incazzate: perché lo Stato le ha dimenticate, abbandonate”.

Non sarebbe più opportuno guardare il film prima di giudicarlo? Diteci la vostra.

Locandina de "La Prima Linea"

Locandina de "La Prima Linea"

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