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Published on giugno 28th, 2010 | by Elide Messineo

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Le femministe americane si scagliano contro “Toy Story 3”

Dopo gli incassi record, a pochi giorni dalla sua uscita nelle sale statunitensi, “Toy Story 3” viene fortemente criticato dalle femministe americane che hanno visto il film di animazione della Pixar sotto un’ottica decisamente influenzata dalle loro idee e convinzioni politiche e non, tant’è che un semplice film destinato ad un pubblico composto prevalentemente da bambini e quindi nato per divertire i bambini, conterrebbe messaggi omofobici e sessisti.

Toy Story 3 - La grande fuga

Sessista perchè la maggior parte dei personaggi in “Toy Story 3” sono maschili e le donne sarebbero mostrate in maniera poco elegante: Barbie sarebbe troppo emotiva, la mamma di Andy sarebbe troppo assillante. Considerando che nell’industria dei giocattoli la situazione è realmente così e che sicuramente robot e macchinine prevalgono rispetto a bamboline di vario genere e che le bamboline di vario genere spesso e volentieri sembrano poco di buono, il tutto non poteva che ripresentarsi anche in un film di animazione che riprende i più comuni giocattoli per portarli sul grande schermo. Inoltre la mamma di Andy non è affatto assillante, si comporta da mamma che riprede il proprio figlio se disordinato ed ovviamente non vorrebbe mai vederlo crescere. Come per i giocattoli, anche per la mamma di Andy la partenza del figlio è un triste evento. E per quale mamma non lo sarebbe? E quale mamma farebbe i salti di gioia nel vedere un figlio andar via? E non è da mamme, poi, preoccuparsi che sia tutto ok? Per quanto riguarda l’emotività di Barbie, la biondissima bambola con gli scaldamuscoli si dispera solamente una volta, a metà del film la troviamo nella casa dei sogni di Ken più decisa che mai a fargli sputare il rospo. Sarà emotività quella? L’omofobia invece riguarda Ken: “e per le battute che riguardano questo personaggio, che suggeriscono che la cosa peggiore che possa capitare ad un ragazzo sia di essere una ragazza o un omosessuale.” A primo impatto, visti abbigliamento e atteggiamento, si potrebbe pensare ad un Ken gay e può darsi anche che si sia giocato sul personaggio, soprattutto per una particolare scena in cui Barbie si spaccia per Ken ed un altro dei giocattoli, nel notare i tacchi, non si stupisce della cosa e fa finta di niente, senza minimamente pensare che possa essere Barbie. Ma da qui a parlare di omofobia la strada è davvero lunga: Ken si innamora di Barbie, capisce che anche se ne fabbricano milioni e tutte uguali, lei è quella perfetta per lui. Non la vorrà mica come modella per indossare dei vestiti ed invidiare la sua femminilità e nulla più? Insomma, dopo aver guardato il film, le accuse appaiono eccessive. Ogni volta che esce un film, specie se largamente apprezzato dal pubblico, le critiche non mancano ed è anche giusto che ci siano, ma devono basarsi su considerazioni che possano avere un minimo di credibilità. Sessismo e omofobia si trovano in ben altri posti e in ben altre pellicole, “Toy Story 3″ è una pellicola che i bambini possono guardare tranquillamente e i genitori possono dormire sonni tranquilli, non è per Ken e Barbie che i loro figli avranno una mente deviata.

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