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Curiosità no image

Published on dicembre 23rd, 2009 | by Elide Messineo

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Natale a Beverly Hills: il cinepanettone diventa film d’Essai

La Commissione Cinema per i Beni e le Attività Culturali ha giudicato il cinepanettone “Natale a Beverly Hills” come “film di interesse culturale“. La notizia, ovviamente, ha suscitato molte polemiche, soprattutto da parte della Federazione Italiana del Cinema d’Essai (FICE).

Quello che permette al film di ottenere tale qualifica è la legge Urbani del 2004. Diventando film d’Essai, la pellicola potrebbe beneficiare di agevolazioni fiscali, ma abbasserebbe anche la qualità del sistema.

E’ Mario Lorini, presidente della FICE a parlare a riguardo:

Non sappiamo se e quando sarà emanata la tanto auspicata nuova legge per il cinema, ma il primo provvedimento da adottare subito è senz’altro la revisione della disciplina del cinema d’essai: attribuire la qualifica di ‘interesse culturale’ all’ultimo film di Neri Parenti, Natale a Beverly Hills, rappresenta infatti un vero sabotaggio dell’attuale sistema. Negli ultimi due anni siamo rimasti spesso sorpresi dalla scelta di attribuire questa qualifica a opere del tutto prive dei requisiti. Ciò a fronte dei consistenti benefici derivanti, anche indirettamente grazie all’attribuzione automatica della qualifica d’essai, ai film definiti di interesse culturale. La cosiddetta ‘legge Urbani’ del 2004, introducendo il criterio del ‘reference system’ per ovviare alla presunta pioggia di finanziamenti statali ad opere non ispirate a logiche di mercato, ha consentito di privilegiare film commercialmente più ambiziosi e strutturati, ai danni di autori ed opere più sperimentali e dalla minore resa al botteghino.

In base a quanto detto da Lorini, e molti concorderanno con lui, questa tendenza provoca imbarazzo in coloro che cercano di offrire al pubblico un cinema di tipo impegnato, sperimentale, ricercato.

Le critiche non tardano ad arrivare nemmeno dall’Associazione Nazionale degli Autori Cinematografici (ANAC). A parlare è stato Citto Maselli, che ha considerato la scelta del ministero “un precedente di una gravità estrema“.

La scelta del Ministero è ampiamente criticabile. Il film di De Sica e co. non affronta tematiche di alcun tipo, offre una storia che vuole essere comica, ma che sicuramente non diviene spunto di grandi riflessioni o discussioni rilevanti. Al di là del corpo delle donne che ogni anno ci vengono propinate e delle scappatelle del protagonista qua e là per il mondo, il cinepanettone non è che un’ora e mezza di “leggerezza” e “spensieratezza”. Infatti pensare è un atto di poca importanza, quando si tratta di guardare film di questo genere. La scelta del Ministero, mi trovo d’accordo con Citto Maselli, è un precedente di una gravità estrema che permette al cinema cosiddetto “trash” di entrare a far parte di quella sfera che, forse, un tempo, aveva intenzione di diffondere pellicole di diverso valore, e non soltanto dal punto di vista commerciale. Chissà cosa direbbero oggi Vittorio Gassman e Vittorio De Sica, che forse avrebbero voluto vedere i loro figli interpreti di un film d’Essai, sì, ma non esattamente questo.

E secondo voi “Natale a Beverly Hills” è un film d’Essai?

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