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Published on novembre 2nd, 2014 | by Elide Messineo

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Recensioni cult: “Freaks” di Tod Browning

Recensioni cult: “Freaks” di Tod Browning Elide Messineo
Voto CineZapping

Summary: Un film che ha segnato per sempre la storia del cinema e che continua tutt'oggi ad essere fonte di ispirazione e oggetto di omaggi e citazioni.

5

Imperdibile


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E’ considerato uno dei migliori cult movies di sempre, “Freaks” di Tod Browning è diventato anche un’icona del cinema horror, ma su questo punto c’è un malinteso che dura da fin troppi anni.

Il regista, tuttavia, ne fu più che lieto, la cosa contribuì a dare maggiore visibilità alla sua pellicola, che viene considerata ancor oggi maledetta. La MGM sperava di potersi risollevare con l’uscita di “Freaks” ma per il 1932 l’opera di Tod Browning era fin troppo audace, tanto da essere etichettata come horror e da provocare malori nelle sale. Da qui deriva il taglio di trenta minuti in cui le scene più cruente, che poi sono quelle essenziali dell’intera opera, sono state eliminate. Il film fece talmente tanto scandalo che anche la donna barbuta, tra i protagonisti, lo rinnegò.

Tod Browning conosceva molto bene il circo e il mondo dei freaks, che frequentava fin da quando aveva 16 anni: in questo film non si vede nessuno schieramento, nè contro nè a favore di questi “scherzi della natura” che tanto incuriosiscono e intimoriscono il pubblico. Ancora oggi i fenomeni da baraccone, anche se non più sotto i tendoni, attirano l’attenzione della gente “normale”, non c’è più un circo itinerante ma ci sono i programmi del Guinness dei primati, in cui per la maggior parte troviamo personaggi simili a quelli del film che ha ispirato la quarta stagione di “American Horror Story” (di somiglianze e riferimenti ne troverete a centinaia).

La trama

Il nano Hans e la fidanzata Frieda stanno attraversando una profonda crisi: lui ha perso la testa per Cleopatra, la trapezista, una donna normale, alta e affascinante che accetta continuamente le sue avances pur di strappargli qualche soldo o regali molto costosi. Frieda si rende subito conto del gioco a cui sta giocando Cleopatra, supportata dall’avido Ercole ma, accecato dall’amore, Hans preferisce allontanarsi da lei e decide di sposare l’altra donna. Durante il banchetto nuziale Cleopatra prova ad avvelenare Hans e rifiuta di far parte del gruppo dei freaks. Ben presto Hans si renderà conto che aveva ragione la povera Frieda e decide così di vendicarsi dei due cialtroni, supportato dagli altri freaks del circo. In una notte di pioggia, con le carovane in viaggio, tutti i fenomeni del circo attaccano Ercole, castrandolo e costringendolo ad esibirsi cantando in falsetto. Sarà ancora peggiore la vendetta su Cleopatra, trasformata in “donna gallina” ed esposta alle attenzioni di un pubblico curioso e inorridito nel vederla.

Freaks - Cleopatra

Conclusioni

Chi sono i buoni e chi sono i cattivi? Tod Browning non si concentra molto su questo problema e sviluppa “Freaks” nella maniera più naturale possibile. Gli attori sono dei veri freaks, con tutte le loro deformità e disabilità, ma sconvolge la spontaneità con cui si muovono davanti alla cinepresa, conferendo però maggiore credibilità alla pellicola. Si capisce ben presto che però “Freaks” non è un film horror ma un melodramma in cui l’unica parte che si potrebbe definire spaventosa è la vendetta dei circensi, proprio quella che è stata tagliata fuori, in cui emerge tutto il loro sadismo. Considerati da tutti dei mostri, i freaks legano tra di loro, formano una grande famiglia in cui le loro diversità sono del tutto normali e si proteggono a vicenda: Browning ci mostra che in realtà i “normali” possono essere i veri mostri, nella fattispecie Cleopatra ed Ercole, capaci di arrivare ad uccidere pur di accaparrarsi un po’ di denaro. La fotografia è eccelsa ed aiuta molto ad apprezzare ulteriormente questo film, che va visto senza pregiudizi nè aspettative sul genere, tenendo in considerazione l’audacia sfoggiata dal regista nel mostrare personaggi considerati ripugnanti e impensabili sul grande schermo nel 1932, avanguardista e geniale.

Curiosità sul film

Su “Freaks” ci sarebbero moltissime cose da dire ma è molto importante ricordare l’impatto culturale che il film ha avuto non solo a livello cinematografico. Una delle scene più famose in assoluto è quella del banchetto nuziale in cui Cleopatra rifiuta di entrare a far parte dei freaks, che intonano lo slogan “Gooble, gobble, we accept her, we accept her, one of us, one of us!.” ripreso poi dai Ramones in “Pinhead” e trasformato in “Gabba Gabba Hey!“. Il titolo stesso della canzone rimanda al film. E a proposito di “Pinhead”, vi dice niente Pepper di “American Horror Story“? Il primo omaggio a “Freaks” con lei presente (che poi sarebbe un omaggio a Schlitzie) è arrivato in “Asylum“, il personaggio è piaciuto così tanto che è stato reinserito in “Freak Show” insieme a molti altri “scherzi della natura” ispirati al film originale, dalle gemelle siamesi alla donna barbuta, passando per i nani e gli uomini senza arti.

In ambito musicale, oltre ai Ramones, ad omaggiare il film ci hanno pensato anche David Bowie e gli U2, rispettivamente con “Diamond Dogs” e il video di “All I want is you“.

Altre citazioni di “Freaks” di Tod Browning ci sono in “Futurama” e ne “I Simpson” nel memorabile episodio “Freaks no Geeks” de “La paura fa novanta XXIV“. La citazione più celebre dell’intero film è proprio la frase “Lo accettiamo, uno di noi!” che non è stata apprezzata solo dai Ramones, ma è stata citata in altre opere, come “The Dreamers” di Bernardo Bertolucci e “The Wolf of Wall Street” di Martin Scorsese.

Freaks di Tod Browning

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