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Recensioni

Published on maggio 23rd, 2017 | by Elide Messineo

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Scappa – Get out: la recensione del film di Jordan Peele

L’America di Obama, il terrorismo, il razzismo: in “Scappa – Get OutJordan Peele affronta tutte le tematiche contemporanee calibrando perfettamente la satira e l’horror.

Cosa succede quando una ragazza bianca porta il suo ragazzo di colore a conoscere i suoi genitori? In “Scappa – Get Out” le cose non vanno esattamente come in “Ti presento i miei”, sebbene Jordan Peele sia comico d’origine ma in questo caso ha scelto di confezionare un thriller psicologico che, salvo qualche imperfezione, merita sicuramente d’esser visto. Uno degli elementi principali su cui il film si fonda è l’ipocrisia della società odierna, soprattutto quando di mezzo ci sono le questioni razziali. Abbiamo assistito, in questi anni, a un crescendo di tensione tra la popolazione afroamericana e le forze dell’ordine, che mostrano il volto di un’America smantellata dal pregiudizio. Il Paese simbolo dell’integrazione e dell’anti-razzismo, in realtà non ha mai superato i vecchi preconcetti, la segregazione ha mutato forma e i tempi sono andati avanti ma no, non si può dire che tutti siano considerati uguali. Jordan Peele lo sa molto bene e gioca abilmente sull’argomento, costruendo una narrazione in chiave horror, immaginando una situazione surreale che potrebbe scaturire dal pensiero dell’americano – bianchissimo, caucasicissimo – medio; quello che, per capirci, dalla padella di Obama è scivolato direttamente sulla brace Trump. Negli ultimi tempi sia in ambito cinematografico che televisivo questo tema, così come il femminismo, è tornato a farsi sentire con prepotenza, un esempio evidente è stata l’ultima cerimonia degli Oscar. Dopo le polemiche dello scorso anno, a trionfare è stato “Moonlight” e tra i più importanti film nominati c’era anche “Il diritto di contare“. Quella di Peele, è chiaro, non è una polemica sterile basata su argomentazioni trite e ritrite, ma una critica dovuta, proprio perché le argomentazioni, trite e ritrite che siano, non hanno mai attecchito.

Il protagonista  di “Get out” è Chris Washington (Daniel Kaluuya, già apprezzatissimo in “Black Mirror“, ep.3 stag. 1), giovane e promettente fotografo afroamericano che decide di conoscere i genitori della fidanzata, Rose (Allison Williams). Fin da subito Chris ha un po’ di timore, perché sa bene che la reazione della famiglia di Rose potrebbe non essere gioiosa nel vedere un ragazzo afroamericano, ma la compagna lo tranquillizza. “Mio padre avrebbe votato Obama una terza volta, se avesse potuto” è una frase che rimane impressa, motto dell’ipocrisia imperante, ed è alla base del pensiero espresso nel film, luogo comune sulla scia del “non sono razzista, ma…” e “ho tanti amici gay”. Rod (Lil Rel Howery), amico di Chris, gli sconsiglia di recarsi in quella zona, dove ultimamente ci sono state delle sparizioni sospette, ma il protagonista decide di fidarsi della fidanzata. Già al suo arrivo nota molte cose strane ma decide di sorvolare, almeno fin quando le cose non si fanno davvero troppo strane e decisamente pericolose.

Scappa – Get out” non è un film horror comune, sebbene rientri nei canoni e ne rispetti alcune regole. Jordan Peele si gioca forse un po’ troppo velocemente tutte le carte, lasciando troppi indizi già all’inizio del film. Il principio su cui si basa “Get out” è la costruzione progressiva di una tensione destinata a esplodere nel finale, che però si brucia troppo rapidamente nella seconda parte. Una scelta che tuttavia non si rivela mai sgradevole. Il film ha il merito di non rimanere vincolato al genere horror, perché riesce a catturare l’attenzione dello spettatore anche su una critica sociale non da poco, senza rendere il tutto un polpettone indigeribile. “Scappa – Get out” si contraddistingue, poi, per il finale spiazzante, che riporta tutto al punto di partenza: la commedia, mondo da cui Peele proviene e che non necessariamente deve essere estromessa da un film ad alto tasso ansiogeno.

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