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Posts Tagged ‘Storico’

Tre Moschettieri 3D: ecco il primo poster

29 agosto 2010 sally Nessun commento

Tre Moschettieri 3D” è la nuova pellicola di Paul W. S. Anderson per la Summit Entertainment, le cui riprese sono appena iniziate.

Il film uscirà il 15 aprile 2011 negli Stati Uniti e per quanto riguarda il cast, c’è da dire che è davvero notevole: Milla Jovovich, Logan Lerman, Ray Stevenson, Luke Evans, Matthew Macfayden, Mads Mikkelsen, Christoph Waltz, Orlando Bloom.

Dopo le prime foto dal set che vi abbiamo mostrato, arriva anche il primo poster di lancio del film. La locandina è tutta nera, non appare nessuno dei protagonisti per il momento, ma solamente il logo con il titolo che annuncia l’arrivo in sala nel 2011.

Date un’occhiata alla locandina qui di seguito, secondo voi il film riuscirà ad ottenere successo?
Guarda la locandina di Tre Moschettieri 3D

Prime foto dal set di “Tre Moschettieri 3D”

27 agosto 2010 sally Nessun commento

Tre Moschettieri 3D

Tre Moschettieri 3D” è la nuova pellicola di Paul W. S. Anderson per la Summit Entertainment, le cui riprese sono appena iniziate.

Nel film, la cui release è prevista per il 15 aprile 2011 negli USA, il cast è davvero notevole: Milla Jovovich, Logan Lerman, Ray Stevenson, Luke Evans, Matthew Macfayden, Mads Mikkelsen, Christoph Waltz, Orlando Bloom.

Da Comingsoon arrivano le prime foto dal set, che ritraggono Mads Mikkelsen, che interpreta il villain di turno Rochefort. C’è una foto con Logan Lerman, protagonista di “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo: il ladro di fulmini” che interpreta il celebre D’Artagnan.

Qui di seguito le foto dal set, enjoy!

Robert Pattinson e Kristen Stewart sul set di “On The Road”

15 agosto 2010 sally 1 commento

Dal 4 agosto sono iniziate le riprese del nuovo film di Walter Salles, già regista de “I diari della motocicletta“. Si tratta di “On the road“, tratto dal celebre romanzo di Jack Kerouac, “Sulla strada”.

Nel cast Garrett Hedlund, Sam Riley, Kirsten Dunst, Amy Adams, Viggo Mortensen, Steve Buscemi, Elisabeth Moss, Alice Braga, Tom Sturridge, Danny Morgan, Terrence Howard.

Robert Pattinson e Kristen Stewart

Proprio oggi vi abbiamo mostrato la prima immagine di Kristen Stewart, che fa parte del cast del film, sul set. Adesso arrivano nuove immagini che mostrano Kristen in dolce compagnia. La giovane attrice ha ottenuto il suo strepitoso successo grazie alla Twilight Saga, in cui interpreta Bella Swan. Assieme a lei, come potrete vedere dalle foto, c’era anche Robert Pattinson, Edward Cullen nella saga.

Se qualcuno avesse ancora dubbi sulla loro presunta storia d’amore, queste immagini potrebbero essere una conferma che le voci non sono affatto infondate.

Rivedremo i due attori nella Twilight Saga nell’episodio conclusivo, “Breaking Dawn“, le cui riprese avranno inizio l’1 novembre e si protrarranno fino a marzo.

Intanto date un’occhiata alle foto e commentate, stanno insieme oppure no secondo voi?
Guarda le foto di Robert Pattinson e Kristen Stewart sul set di On the Road

On the road: la prima foto di Kristen Stewart sul set

15 agosto 2010 sally Nessun commento

Dal 4 agosto sono iniziate le riprese del nuovo film di Walter Salles, già regista de “I diari della motocicletta“. Si tratta di “On the road“, tratto dal celebre romanzo di Jack Kerouac, “Sulla strada”.

Tra le protagoniste della pellicola troviamo la star della Twilight Saga Kristen Stewart, che arriva nella prima immagine dal set con un look completamente diverso da quello a cui siamo abituati.

Capelli biondi e abiti anni ’50, che ve ne pare? La Stewart sarà affiancata da Garrett Hedlund, Sam Riley, Kirsten Dunst, Amy Adams, Viggo Mortensen, Steve Buscemi, Elisabeth Moss, Alice Braga, Tom Sturridge, Danny Morgan, Terrence Howard.

Ecco la foto di Kristen Stewart, vi piace con questo look?

Kristen Stewart

“Tre Moschettieri 3D” di Paul W. S. Anderson sarà ambientato in Germania

13 agosto 2010 sally Nessun commento

Tre Moschettieri 3D

Dopo aver parlato del casting di “Tre Moschettieri 3D“, la nuova pellicola di Paul W. S. Anderson per la Summit Entertainment e finalmente ACN rende nota la location delle riprese.

Il tutto avrà inizio a settembre ed attualmente si stanno cercando 2.500 comparse per le scene di massa, mentre tra le location troviamo il Festung, castello medievale di Wuertzburg, la Residenz, nella cui Kaiseraal (il salone principale) verrà girata la scena del ballo, e la Alte Mainbruecke, un ponte panoramico sulla città vecchia. Il tutto servirà a riprodurre la Parigi del 1600.

Nel film, la cui release è prevista per il 15 aprile 2011 negli USA, il cast è davvero notevole: Milla Jovovich, Logan Lerman, Ray Stevenson, Luke Evans, Matthew Macfayden, Mads Mikkelsen, Christoph Waltz, Orlando Bloom.

Kristen Stewart sul set di “On The road”

11 agosto 2010 sally Nessun commento

Negli ultimi tempi si è parlato poco di Kristen Stewart e si è vista in giro altrettanto poco, poichè impegnata sul set del nuovo film di Walter Salles, regista de “I diari della motocicletta”, “On the road”.

Il film è tratto dal celebre libro di Jack Kerouac che noi conosciamo con il titolo “Sulla Strada” ed ancora non era arrivata alcuna immagine dal set.  Un fan è riuscito a scattare un paio di foto per poi pubblicarle sul web, ed ovviamente i fan ne sonos tati contenti.

Insieme alla star della Twilight Saga, che proprio per le riprese non ha potuto prendere parte ai Teen Choice Awards, ci sono anche i colleghi Garrett Hedlund e Tom Sturridge.

Foto dal set di "On the road"

Foto dal set di "On the Road"

Steven Spielberg cerca un nuovo Abramo Lincoln

31 luglio 2010 sally Nessun commento

Il regista Steven Spielberg da diverso tempo è al lavoro su un progetto che riguarda Abramo Lincoln, il presidente degli Stati Uniti assassinato nel 1865.

Liam Neeson, attore legato al progetto sin dall’inizio, ha deciso di lasciare il film, quindi non sarà lui a prestare il volto al presidente nella storia.

E’ stato lo stesso attore a darne notizia, a GMTV, sostenendo di essere troppo avanti con l’età. La scusa non sembra reggere molto, comunque al momento alla sceneggiatura c’è il premio Pulitzer Tony Kushner e a quanto pare la pellicola si concentrerà su due mesi della vita del Presidente, staremo a vedere come procederanno i lavori per il film e la ricerca di un nuovo attore che interpreti Lincoln.

Steven Spielberg

Paolo Sorrentino dirigerà Sean Penn nel drammatico “This must be the place”

10 luglio 2010 ila Nessun commento

Il talentuoso regista italiano Paolo Sorrentino (“Il divo”) è pronto per sbarcare oltreocaeano. Ad agosto infatti inizieranno le riprese della sua prossima fatica “This must be the place”, che vede il bell’attore statunitense Sean Penn come protagonista.

Sean Penn

La storia è davvero intensa e toccante: una ex rockstar (Sean Penn) scoprirà inaspettatamente di essere figlio di un deportato del campo di concentramento di Auschwitz. Profondamente turbato l’uomo si metterà alla ricerca del carnefice del padre. Ma durante il viaggio la sofferenza verrà lentamente metabolizzata: l’uomo sentirà più forte il desiderio di punire l’aguzzino nazista o perdonarlo e trovare pace?

Una prospettiva inedita quindi nel guardare alla tragedia dell’Olocausto, dove da un dramma particolare si aprirà una riflessione di più ampio respiro. Nel cast troviamo il premio Oscar Sean Penn (“Mystic River”) insieme a Frances Louise McDormand e a Harry Dean Stanton. Le riprese coinvolgeranno diverse location: America, Irlanda e Italia.

Ecco cosa ha spiegato Paolo Sorrentino a proposito del film:

“Il film si muove su tre diversi registri. Il primo è ironico, quasi da commedia, legato al protagonista interpretato da Sean Penn. Il secondo, molto intimo, ruota intorno al mancato rapporto tra padre e figlio. Il terzo, di enorme complessità, riguarda il dramma delle persecuzioni naziste e le conseguenze tragiche che quell’avvenimento tuttora comporta. Con una intuizione su una possibile forma di pacificazione rispetto all’orrore che fu di quei giorni”.

E sulla scelta del protagonista Sean Penn, il regista napoletano rivela:

“Ci siamo incontrati a Cannes: Sean Penn, che era presidente della giuria, mi ha detto ‘tienimi presente’ e la frase, vista la distanza tra noi due, mi sembrò sconclusionata. La spinta, insomma, viene da lui. Lo considero il miglior attore della sua generazione, prima c’è stato Brando, poi De Niro, ora c’è Sean Penn”.

Staremo a vedere come evolverà questo affascinante progetto, che tra pochissismo entrerà in produzione!

 

 

 

Quentin Tarantino innamorato di “Bright Star”, ultima fatica di Jane Campion

8 giugno 2010 ila Nessun commento

Quentin Tarantino dimostra, in modo assai poco velato, il suo apprezzamento per l’ultimo lavoro della collega Jane Campion, “Bright Star, presentato con successo lo scorso maggio al Festival di Cannes.

Ecco cosa scive il regista con tanto di inchiostro rosso su foglio candido:

 ”Cara Jane, Brava, brava, brava. Bright Star è il mio favorito dei tuoi film, lo amo, mai un innamoramento è stato così realisticamente e cinematograficamente ritratto come la scena in cui Abbie porta John nel suo letto e i due si baciano e si toccano. Amo questo film, il tuo fan, Quentin Tarantino”.

Chissà se anche noi saremmo travolti dalla stessa passione. Gli elementi per innamorarsene però ci sono tutti: il film drammatico della regista neozelandese è centrato sugli ultimi tre anni di vita del poeta inglese John Keats. La storia narra della tormentata passione del poeta (Ben Whishaw) per la studentessa Fanny Brawne (Abbie Cornish), sua vicina di casa. I due iniziano a frequentarsi nonostante il sentimento non nasca immediatamente, ma sia preceduto da una profonda e intima conoscenza. A lei Keats dedica numerose delle sue poesie, tra cui quella che da il titolo alla pellicola, la fulgida stella.

Bright Star, scritto e diretto da Jane Campion nel 2009, uscirà nelle sale italiane il prossimo 11 giugno 2010. In attesa di gustarci questa travolgente storia d’amore immersa nella Londra ottocentesca, vi lasciamo al trailer del film. Buona (struggente) visione!

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“Il tempo che ci rimane”: la recensione

3 giugno 2010 ila Nessun commento

È un’opera silenziosa “Il tempo che ci rimane”, nuova pellicola del palestinese Elia Suleiman (“Intervento divino. Cronaca d’amore e di dolore”) che uscirà nelle sale italiane a partire da domani 4 giugno.

Il tempo che ci rimane

Un film che è cinema nel senso più profondo del termine – lasciando che siano le immagini a comunicare più dei pochissimi e scarni dialoghi presenti nella sceneggiatura – e non lo è per niente a causa dell’ispirazione documentaristica e semi-autobiografica – dove la finzione non ha respiro, ma è sempre e comunque al servizio del fatto realmente accaduto – e dell’impianto asciutto e antidrammatico, che tanto si allontana da quei film ricchi di effetti speciali, di ansia del gesto e della parola, di costruzione sensazionale e ridondante che costituiscono ormai la maggior parte delle pellicole visionabili sul grande schermo.

Ecco la prima impressione che deriva da “Il tempo che ci rimane”, un pervasivo senso di stranezza. Anche lo sguardo dello spettatore esperto, dell’instancabile frequentatore di sale cinematografiche, davanti alle immagini, al ritmo, al look, al mood del film di Suleiman si ritrova miracolosamente vergine, stupito, a tratti ingenuo.

Il tempo che ci rimane

Elia Suleiman riporta sullo schermo una tematica a lui cara, quella del lungo e luttuoso conflitto israelo-palestinese e ce lo racconta attraverso le testimonianze delle generazioni che sono cresciute e invecchiate in una Palestina conquistata dall’esercito israeliano. I diari del padre Fuad (interpretato da Saleh Bakri), che si unì alla resistenza palestinese, e le corrispondenze della madre (da giovane è Samar Qudha Tanus), sono il substrato pulsante a partire dal quale Suleiman realizza il suo film. Sono i ricordi che prendono vita sullo schermo e questo spiega la particolare costruzione de “Il tempo che ci rimane”, film che non racconta una continuità, ma procede per raccordi tra decenni diversi dove il sottile filo rosso del tempo che passa è incarnato proprio da Elia Suleiman, che vediamo passare attraverso l’infanzia e l’adolescenza fino ai tempi odierni (dove Elia invecchiato è interpretato dal regista stesso).

Il tempo che ci rimane

Lascia davvero straniati che un film che racconta una guerra presenti un approccio così intimo, dove momenti universali di storia si uniscono al vissuto familiare e personale fatto di piccole cose, di dettagli apparentemente privi di senso per lo spettatore. In effetti la guerra non vi è rappresentata, ma solo suggerita, sussurrata: nonostante i diversi momenti di violenza all’interno del film – uccisioni sommarie, violazioni delle vite private, saccheggi di ogni bene prezioso rimasto nelle case abbandonate, camionette dei soldati armati che si aggirano per la città ricordando il coprifuoco e limitando le libertà personali –, tutto ne esce ovattato, quasi irreale. Questo non è solo dovuto al fatto che la violenza non è esibita, ma soprattutto perché è descritta in chiave comica e surreale. I soldati sono rappresentati come burattini dai movimenti irrigiditi e meccanici, la cui ottusità li dota della involontaria capacità di trasformare scene squallide in momenti esilaranti: il soldato israeliano che prende un sasso per arrivare all’altezza di Fuad e riuscire a bendarlo; i due militari che piegano un lungo telo rubato da una casa mettendo in scena una sorta di danza di marionette in stile “Il grande dittatore”; o, ancora, i sorveglianti notturni che ogni sera chiedono a Fuad e all’amico impegnati nella pesca chi sono, cosa fanno e da dove vengono, senza riuscire a intuire che si tratta sempre delle stesse persone.

Il tempo che ci rimane

La stessa chiave di lettura ironica, a tratti grottesca, è riservata agli arabi israeliani, ovvero i palestinesi rimasti in patria e privati della loro nazionalità: il vicino di casa che a giorni alterni minaccia di darsi fuoco col kerosene, la zia Olga impazzita e la cui miopia l’ha resa ormai quasi cieca, i genitori preda dei soliti gesti e delle solite frasi e il bambino Elia, che manca di qualsiasi vitalità, tiene sempre la testa abbassata e, dall’inizio del film, nonostante la crescita e la vecchiaia, non pronuncia mai una parola e mantiene sempre la stessa espressione a metà tra l’attonito e l’inebetito. Suleiman descrive così lo straniamento, l’alienazione, la durezza della vita dei palestinesi rimasti dopo il 1948, completamente privati dell’individualità, delle emozioni, dell’anima. Non a caso spesso sono lasciati fuori quadro, quasi non fossero vivi per davvero: quando Fuad innaffia le sue piante in giardino, sono loro le protagoniste, le uniche ad avere mantenuto qualche velleità esistenziale; o, ancora, la mamma che si alza la notte per mangiare il gelato di nascosto, solo il gelato rimane in campo a testimoniare quel barlume di plaisir de vivre che sembra ormai così lontano.

Il tempo che ci rimane

Se la pacata calma con cui Elia Suleiman rilegge la sua storia e quella straniante ironia che a tratti sfocia nel non-sense costituiscono un approccio originale e stimolante, rischiano, protratti per tutta la durata del film, di rendere il tutto un po’ forzato e ripetitivo. Hanno però il grandissimo pregio di avere gettato un’occhiata sulla Palestina sincera e molto lontana dalla mistificazione e dal feticismo in cui la sovraesposizione mediatica l’ha relegata per anni. “Il tempo che ci rimane” è una perfetta testimonianza di come la sobrietà e la limitatezza dei mezzi possano rivelarsi una meravigliosa terapia per la creatività.

Voto: ★★★★★★★★½☆