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Recensioni

Published on febbraio 19th, 2012 | by alessandro ludovisi

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40 carati: la recensione

40 carati: la recensione alessandro ludovisi
Voto CineZapping

Summary:

3.3

Buon Film


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“40 carati” (titolo originale il più fedele “Man on a Ledge”) è un adrenalinico thriller diretto da Asger Leth e interpretato da Sam Worthington (“Avatar”, “Terminator Salvation”), Elizabeth Banks (“The Next Three Days”), Jamie Bell (“The Eagle”, “Le avventure di Tin Tin – Il segreto dell’Unicorno”) e dal sempre bravo Ed Harris (“Apollo 13”, “A beautiful Mind”).

40 carati

Il film

Nick Cassidy (Sam Worthington) è un ex poliziotto accusato di un crimine che sostiene non aver commesso e per il quale dovrà scontare venticinque anni di carcere. Riuscirà ad ottenere un giorno di permesso che gli consentirà di architettare una rocambolesca fuga che si concluderà con un soggiorno nel Roosvelt Hotel di New York. Nick si professa innocente, sostenendo di non essere stato lui a rubare un prezioso diamante del valore di quaranta milioni di dollari dalle mani di un avido magnate (interpretato da Ed Harris). Deciso al tutto per tutto, Cassidy, dopo aver consumato una “ultima colazione” si dirige sul panoramico cornicione al di fuori della stanza, a oltre settanta metri d’altezza. La curiosa New York si paralizza, il traffico impazzisce e in molti si dirigono sul posto per assistere al pericoloso show dell’aspirante suicida. Nick non ha particolari richieste se non di essere assistito dalla bella Lydia Spencer (Elizabeth Banks) una detective dal passato turbato a causa di un suicidio avvenuto sotto i propri occhi. Lui è tassativo, lei rivive un incubo mai superato. Ma quali sono le reali intenzioni di Nick? Vuole davvero suicidarsi? Tra doppiogiochisti, fratelli determinati e bellezze al femminile scopriremo la verità.

Sam Worthington

Giudizio sul film

Due spazi, uno stretto e a settanta metri di altezza, l’altro claustrofobico tra stanze blindate, condotti d’aria risicati e casseforti nascoste. Due luoghi per una storia che alterna il parlato all’azione, i sentimenti alle acrobazie, la ricerca della verità con il mezzo per perseguirla. E poco importa se il nostro Nick Cassidy ha dei complici, dopotutto non ha nulla da perdere, ora, sotto gli occhi di polizia e media. Nella prima parte del film assistiamo alla mise en scène dell’opera, ci vengono delineati i profili dei protagonisti, e, come in un puzzle, viene “montata” la storia, aggiungendo sempre nuovi – fondamentali – pezzi. Il presunto innocente, il detective con una perdita alle spalle, sono temi già sfruttati, cinematograficamente parlando eppure risultano decisamente funzionali per la riuscita del film. Intricato, ma non troppo con numerosi colpi di scena (soprattutto nella parte conclusiva) sale decisamente di tono nel momento di “regolare i conti”. Dicevamo, due luoghi (molto vicini) diversi personaggi (tutti decisivi) sullo sfondo di una tranquilla giornata newyorkese, dove un “Man on a Ledge” può diventare un eroe, con un seguito di curiosi e fan. Anche i giornalisti fiutano la preda ed ecco che il nostro Cassidy si trasforma nel classico personaggio da mostrare in apertura di Tg. Dopotutto, se una notizia è tale solo se sostenuta dall’ausilio di carta stampata e immagini, Nick sa bene che sarà definitivamente libero solo quando “tutti” lo riconosceranno innocente.

Commenti finali

Nell’epoca del bombardamento mediatico solo un fatto eclatante può fare notizia e richiamare l’attenzione di polizia, media e gente comune. Un ex poliziotto, evaso, che si professa innocente e che minaccia di gettarsi nel vuoto rientra in quel cerchio di notizie con molto appeal. E molto fascino ha anche questa pellicola sapientemente diretta e discretamente recitata che trova il suo punto di forza nelle spericolate acrobazie ad alta quota, che accompagnano lo spettatore. L’atletico Worthington e la bella Banks formano una coppia affiatata e parlano lo stesso linguaggio. Jamie Bell è perfetto nel ruolo del fratello coraggioso e Harris è un perfetto e crudele magnate

Consigliato

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