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American Horror Story: My Roanoke Nightmare, 6x02





Recensioni

Published on settembre 23rd, 2016 | by sally

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American Horror Story: My Roanoke Nightmare, 6×02

La stagione più horror in assoluto di “American Horror Story” potrebbe essere proprio questa, “My Roanoke Nightmare“, che ha debuttato la scorsa settimana ed ha già ottenuto risultati ottimi, sia in termini di spettatori che di critica.

Cambiando totalmente l’assetto degli episodi, adesso presentati nella forma dei moderni documentari che si occupano di crimine, con le vere testimonianze affiancate dalle riproduzioni fittizie, “American Horror Story” ha già avuto un notevole impatto sul pubblico. Ryan Murphy e Brad Falchuk possono gioire, sono riusciti a mantenere il loro segreto fino alla fine e, come hanno annunciato nei giorni scorsi, non è finita qui.

Parliamo del secondo episodio della sesta stagione di “AHS“, limitiamo al minimo gli spoiler!

My Roanoke Nightmare, il secondo episodio

La legge di Murphy (nome azzeccatissimo in questo caso) dice che se una cosa può andare peggio, lo farà: nel secondo episodio scopriamo che la casa in cui Shelby e Matt sono andati a vivere la situazione peggiora notevolmente. I due sono convinti che siano i vicini di casa redneck a creare tutti quei problemi per riavere la proprietà, ma troppi episodi assurdi sconvolgono la loro vita e anche quella di Lee, la sorella di Matt. La donna, costretta a stare lontana dalla figlia, decide di tenerla per qualche tempo con sé, ma anche la bambina inizia ad avere comportamenti strani. Parla di una certa Priscilla vestita in modo bizzarro, nel frattempo Matt e Shelby richiedono l’intervento della polizia dopo il ritrovamento di una macabra costruzione. La polizia serve a ben poco, tuttavia, perché dentro la casa tutto sembra essere fuori controllo.

Un crescendo di tensione, realizzata attraverso stratagemmi classici del cinema horror, che funzionano alla perfezione. Se però tutta l’inquietudine del secondo capitolo non vi è bastata, beccatevi il promo del terzo, c’è ancora tanto da offrire!

Da qui in poi approfondiremo l’episodio, gli spoiler aumentano!

L’incubo di Roanoke e Murder House

I collegamenti con la prima stagione sono più che evidenti ma sappiamo già che Murphy e Falchuck hanno detto che tutte le stagioni sono collegate tra loro e si divertono anche parecchio a farlo. La testa di maiale è un argomento ricorrente, anche se a primo impatto è la casa “infestata” ad essere una copia di “Murder House“. Accadono strane cose ma ci sono anche numerosi riferimenti ad altri episodi che non vanno sottovalutati. Inoltre i due creatori della serie, che sono riusciti a mantenere il segreto sul tema fino alla messa in onda del primo episodio, hanno annunciato che dal sesto le cose cambieranno. Assisteremo a un altro colpo di scena o a un cambio di rotta? Dovremo aspettare per capirlo. È possibile che la formula documentaristica cambi e che si attualizzi, portando i protagonisti narranti al momento successivo alle loro testimonianze di fronte alle telecamere. Oppure potrebbero spuntare altri protagonisti, è tutto da vedere.

Tornando ai riferimenti e ai collegamenti con la prima stagione, Sarah Paulson in “Murder House” interpretava la sensitiva Billie Dean. A casa di Constance (Jessica Lange, che ci manca tanto) la donna aveva parlato di Roanoke, citando un episodio come uno dei migliori esorcismi mai riusciti. Nel 1590, infatti, i fantasmi dei coloni iniziarono a perseguitare i nativi americani. La loro morte è rimasta sempre inspiegata, per scacciare i 117 fantasmi l’anziano della tribù lanciò contro di loro una maledizione, bruciando tutti i loro effetti personali e pronunciando la parola “Croatoan“.

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Nella prima stagione di “American Horror Story” compare anche l’uomo maiale, e l’animale è un altro elemento ricorrente di “My Roanoke Nightmare“. In questo secondo episodio Shelby dopo essere fuggita si ritrova nel bosco e assiste a un vero e proprio sacrificio umano. Kathy Bates, regina delle torture in “Coven“, porta avanti il sacrificio dell’uomo (alle sue spalle c’è un’irriconoscibile Lady Gaga) recitando la canzone di Amergin (“Io sono la regina di ogni alveare, sono la vampa su ogni collina…“). La canzone fa parte della mitologia irlandese, Amergin è un personaggio ricorrente, druido e giudice dei Milesi. Intonare la canzone conferirebbe poteri spirituali: 13 sono le affermazioni del brano, gli studi in merito propongono svariate interpretazioni, tra cui la possibilità che si riferiscano al calendario lunare, ma tutto torna ad intrecciarsi sempre con la mitologia.

Sarebbe bello, ma non è finita qui. In questo episodio Lee decide di portare Flora nella casa. Lo sappiamo, uno dei grandi cliché dell’horror è la presenza di personaggi che fanno cose stupide e prendono solo decisioni sbagliate. La piccola Flora sostiene di parlare con una certa Priscilla e parla di una cuffietta che la sua nuova amica vuole regalarle. Inizialmente Lee pensa che la bambina stia metabolizzando il divorzio inventando strane storie, ma Priscilla parla di sangue e omicidi e poi Lee trova la cuffietta accanto alla finestra rotta. Inoltre, per seguire l’invisibile Priscilla, Flora esce di casa e sparisce nel nulla. La sua giacchetta gialla è in cima a un albero, che fine avrà fatto la bambina?

Matt si convince finalmente che è il caso di cambiare casa ma (cliché) adesso è Shelby ad essere determinata, vuole tenersi la casa. Matt vede due infermiere uccidere una donna anziana costretta a letto, le stesse infermiere che sono apparse nel primo episodio e che vede anche Lee, convinta però sia frutto della sua sbronza. I due però scoprono una botola che porta alla cantina in cui trovano i video registrati da Elias Cunningham, interpretato da Dennis O’Hare. Lo stesso uomo del video che si vedeva nel primo episodio, intento a riprendere l’uomo-maiale. Professore alla Bradley University, Cunningham ribadisce di non essere impazzito e vuole documentare quello che gli sta accadendo. Ha abbandonato la casa, dove si era trasferito per scrivere il suo nuovo libro su “Helter Skelter” (lasciate perdere i Beatles, vi dice qualcosa Charles Manson?) ma dopo i macabri episodi vissuti ha deciso di nascondersi in cantina. Il video risale al 1997, il professore racconta la storia delle due infermiere sadiche, che selezionavano i loro pazienti tramite le iniziali dei loro nomi. Le due infermiere scomparvero prima di completare la scritta “Murder” sul muro (ogni riferimento a “Shining” è puramente casuale), l’ultima è la lettera mancante ma la loro scomparsa è senza spiegazioni. Il professore è convinto è che ci sia un’entità malvagia superiore – e torniamo alla legge di Murphy. Matt e Shelby trovano effettivamente la scritta sotto la carta da parati, coperta perché continuava a riaffiorare nonostante la vernice. E per ora ci fermiamo qui, siamo certi che i prossimi episodi ci offriranno ancora molto materiale su cui riflettere.

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