Curiosità

Published on luglio 11th, 2011 | by Elide Messineo

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“Dreamland – La terra dei sogni”: perché?

Il pubblico potrà indignarsi ad oltranza, darmi della critica improvvisata o dell’incompetente, non ho alcuna pretesa, vorrei solo che lo spettatore medio italiano rispondesse al mio quesito: “Dreamland – La terra dei sogni” può essere considerato un film?

Dreamland

Uscito lo scorso 8 luglio, il film è diretto da Sebastiano Sandro Ravagnani (un nome, una garanzia!), autore televisivo che a un certo punto ha deciso di buttarsi, come molti altri, sul grande schermo. E fin qui, nulla di male. Almeno fin quando non prendiamo in considerazione il fatto che, nome a parte, il film sembra essere stato realizzato da Maccio Capatonda e i vari Luigi Liegibastonliegi. E se c’è una cosa che stupisce ulteriormente, è la presenza di un attore del calibro di Tony Sperandeo, e c’è anche Marco Balestri! Il protagonista di questa storia è un altro nome che equivale a garanzia, Franco Columbu, l’unico italiano ad aggiudicarsi il titolo di Mister Olympia, caro amico di Arnold Schwarzenegger che ultimamente, viste le malefatte, di certo non è un’amicizia di cui vantarsi. Insieme a lui c’è il gonfiatissimo Ivano De Cristofaro, il Mister più bello d’Italia-USA 2009, ennesima garanzia di questa pellicola, “per la prima volta”, e si spera ultima, sul grande schermo. Un viaggio da migrante, dal Sud Italia verso l’America, una storia vista tante volte, che però in questo caso funziona malamente. Vi lasciamo il trailer per farvi un’idea di quello che potreste trovarvi davanti, nel caso in cui vi venisse voglia di vederlo. Dopo “6 giorni sulla terra” (checché ne dicano i seguaci di Malanga e i profeti delle abductions) con “Dreamland – La terra dei sogni” possiamo considerare il cinema italiano momentaneamente morto e sepolto. Momentaneamente, dico, perché si spera che qualcuno arrivi in soccorso di noi poveri spettatori e ci regali un’opera che sia degna di nota. Perché “Dreamland“, che avrà pure un sequel, non può considerarsi un’opera e non regge nemmeno per un istante la giustificazione “è stato riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali“, perché è evidente ormai da tempo che in questo Paese, e non solo cinematograficamente parlando, c’è qualcosa che non va. Tra un bicipite e l’altro, c’è una frase che racchiude in sé tutto il pensiero che sta dietro a questo film: “Tutti gli uomini hanno un dono. Io non so quale sia il mio“. A me piace pensare che questa frase sia assolutamente autobiografica, che sia ciò che Ravagnani ha pensato di se stesso, dopo aver guardato attentamente le immagini che aveva messo insieme. “Il film che scriverà una pagina di storia del cinema italo-americano”. Strappiamola, và.

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5 Responses to “Dreamland – La terra dei sogni”: perché?

  1. sandro says:

    SI PUO’ UCCIDERE COSI’ UN’IDEA ?!?

    Negli ultimi tempi vedendo le recensioni e le critiche che appaiono nei siti online e sulle pagine di alcuni quotidiani nonché tv e radio, appaiono curiosamente come una valanga di fango che sia stata gettata sull’opera “prima” del regista Sandro Ravagnani il film Dreamland.

    Forse qualcuno si aspettava di vedere un “action movie” o una commediola all’italiana a lieto fine o un cosiddetto film “panettone” o l’apologia noiosa di uno sport ma non è così!

    In effetti “un’opera prima” dove il regista racconta una sorta di parodia della vita dalla sua ottica, Dreamland è un sogno, una consapevole intersecazione tra biografia, sogno, realtà, al di là dei confini spazio-tempo, una costante sequenza di episodi, ognuno di loro metafora di ideali nascosti nell’inconscio collettivo a firma Sigmund Freud.

    Il film può piacere o meno ma sicuramente andrebbe fatto lo sforzo per interpretarlo, è un dovere intellettuale per chi ha l’onere della critica.

    Ma tutto questo fervore idealista e giustizialista nei confronti di un film (!!!) risulta decisamente esagerato, concretizzatosi in un fenomeno che sembra far prevalere il sentimento dell’odio piuttosto che di una critica, pur feroce, per uno degli innumerevoli film che escono annualmente al cinema.

    E a questo punto, chiunque abbia l’abitudine a ragionare con la propria testa, si pone alcuni interrogativi, della serie: ma è vero che l’intero film sia stato sovvenzionato da soldi pubblici?

    Quali sono gli atti e i documenti reali che comprovano queste dazioni di denaro?

    E perché tutto questo astio e questo interesse (in negativo!) per un semplice film di un regista indipendente alla sua prima fatica, nemmeno si fosse macchiato di chissà quali nefandezze?

    Qualcuno potrebbe anche pensare che forse questo ometto abbia messo “paura” a qualcuno molto forte ed organizzato che avrebbe potuto creare una campagna diffamatoria, considerato che Ravagnani dichiara di non aver ricevuto soldi pubblici dallo Stato e che i 30mila euro (20+10) della Regione Puglia devono essere ancora elargiti, tranne 3.840 euro anticipati e spesi sul posto per le maestranze locali e ospitalità …?!?

    Tali e tante gravi inesattezze, non possono essere taciute, e pertanto abbiamo conferito incarico al fine della salvaguardia legale dei nostri interessi.

    A cura dell’Ufficio stampa della World Business Entertainment

    Produttore di Dreamland La Terra dei sogni

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    • sally says:

      “Dreamland” è uno dei peggiori film della storia del cinema, sono spiacente per le buone intenzioni del regista ma forse il risultato ottenuto non corrispondeva a quanto il regista avesse realmente immaginato. Ma se era una “parodia della vita” che intendeva ricreare, è riuscito in pieno nell’intento, ma ciò che è emerso, è anche una parodia del cinema stesso.
      Ringraziamo per le precisazioni sui soldi pubblici e specifichiamo che non si tratta di una campagna diffamatoria, almeno per quanto ci riguarda, ma solamente di un giudizio su un film. Ci sarà un motivo se in molti si sono presi la briga di gettare “una valanga di fango” sull’opera, di certo non ci siamo messi d’accordo.

  2. Sandro says:

    Ho sempre dialogato e ascoltato i più giovani ed in modo particolare coloro che nel settore trovano una specializzazione e una professione, se ci sarà una occasione sarò felicissimo di potermi confrontare con te e con quanti come te condividono un pensiero, una opinione e il senso di una professione, innanzitutto devi apprendere ciò che ti viene comunicato attraverso un messaggio diretto e incisivo come ad esempio il film che scriverà una pagina di storia del cinema italo americano e indubbiamente devi guardare le immagini per ciò che rappresentano ovvero ciò che per me è la leggenda, la storia, il racconto, il cameo, la carriera, il senso vero e crudo della vita, un uomo di 72 anni che ha avuto riconoscimenti mondiali, che con ironia si mette in gioco, con i capelli bizzarri dai colori svarianti, dai muscoli ancora preropenti e con la grinta di un uomo di 50 anni, che riesce a tramettere energia da tutti i suoi movimenti, e cosi via con il resto del film, ma cosa importa se il pantaloncino e del 30 o del 60, ma chi se ne frega se lo spagnolo portoricano e di origine controllata brianzola, e cosi via devi capire che se il film lo faccio io a 54 anni non me ne frega nulla della sgrammatica sia verbale che fotografica, non mi interessa la ricostruzione delle scene ma il mio sogno in bianco e nero sporco della vita, la perdita di un padre, la mancanza di una madre, la partenza verso un viaggio infinito, la voglia di essere qualcuno … ma anche e soprattutto l’essenza di una storia di simboli il legno, il dialogo, la raccolta dei fondi, la parodia della mia vita i soldi… i soldi… i soldi e sempre solo i soldi… ho lavorato da oltre 35 anni in un mestiere che si è sempre deriso da solo ho seguito Pasolini, quando ero piccolo con incoscienza, ma poi grazie a Nando Orfei il patacca di Amarcord ho seguito il Maestro Fellini, e poi tanti film con Moira Orfei, Profumo di donna, Vacanze di Natale, natale in India e tanti ancora con Franco Franchi, Maurizio Arena, Maurizio Merli, Gasparri, Momo, e tanti tanti altri e perchè solo oggi e non prima dopo tanta televsione in qualità soprattutto di autore non ho pensato alla regia, perchè avevo la stessa tua idea il sistema, la logica, il fuoco, la prospettiva, il controcampo, l’obbiettivo e tanto ancora ma poi … essenza zero… reality zero… sensazioni zero… ebbene ho svoltato pagina ed ecco la storia del mio film se ne parla in Italia, in America, in Giappone, in Brasile… sto preparandomi alla seconda e terza parte… sto scrivendo una nuova storia fantasy e soprattutto mi sento in un surrealismo nife ovvero… corro sempre da solo, nessuno regge il passo, la velocità, la continuità. Inesorabile, senza fermarmi per nessun motivo mai… ma soprattutto chi mi conosce e sa chi sono si rende conto del mio salto temporale tra gli ostacoli della vita da Gioca Salerno al festival del cinema, da grazie dei fiori rap a Sanremo a Cosa farò da grande… ho iniziato a 14 anni a Centocelle e sono arrivato a Los Angeles, ho girato il mondo 2 volte.. ho visto il terremoto, ho visto delle persone morire, io stesso sono un uomo fortunato eppure ancora oggi devo lottare cosi come dice il protagonista del film Ivano De Cristofaro James… Bravi i ragazzi del wab che fanno passare l’idea di un film finanziato e da chi ? dalla Puglia indubbiamente ci ho provato come tutti ci possono provare e comunque con 72 punti si va a casa a mani vuote ebbene io non mi sono arreso e ho dato fondo a qualsiasi forma di rifornimento per portare a casa una opera compiuta, che piaccia o no il film è al cinema ed è al cinema che un regista viene consacrato fosse anche una schifezza ebbene la mia opera io la difendo come ognuno difende le proprie idee, il proprio figlio, fosse anche un film horror o a luci rosse, ma chi se ne frega, in ogni caso ho scritto a te nel rispetto di tutti il film va visto va considerato una commedia fantasy e oggi grazie a voi direi la mia armata Brancaleone alla faccia di Capotonda e dello zoo di 105 capitanato da Jerry Calà che ringrazio… e che passi la distorsione nel sistema distorto ma oltre 700.000 utenti oggi sanno che esiste Sandro Ravagnani, Ivano De Cristofaro e l’Armata Brancaleone della Repubblica di Dreamland.

    • sally says:

      Difatti l’opinione altrui non deve compromettere il Suo lavoro, sia a livello professionale che affettivo. E sono felice che difenda la sua opera a spada tratta, poi se i pareri non convergono, è tutt’altra storia, l’importante è portare avanti i propri progetti con convinzione. Grazie per aver espresso la sua idea, in questo modo i lettori avranno modo di vedere le due facce della medaglia ed ovviamente potranno capire a fondo cosa realmente intendesse trasmettere con “Dreamland”-

  3. Mirko says:

    alla fine, disquisizioni o no, questo progdotto diventerà un “cult movie” del trash. Alla fine, tutto ciò avrà un senso e prenderà senso. Alla fine, ne sentiremo parlare negli anni a venire citato in programmi televisivi, radiofonici o all’interno di magazine, settimanali o quotidiani. Alla fine, questo film, o prodotto, avrà un suo perché. Che i più non riuscirannno mai a decifrare (me incluso), ma avrà un suo “perché”.
    Alla fine, questo film rappresenta la realtà di oggi: il cinema del Bel Paese oggi è solo illusione, un flebile e rarefatto ricordo di ciò che fu’.. ma chiara rappresentazione di ciò che “può funzionare”.

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