Recensioni

Published on luglio 25th, 2012 | by alessandro ludovisi

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El Campo: la recensione

El Campo: la recensione alessandro ludovisi
Voto CineZapping

Summary:

4.4

Film Grandioso


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Al Label, in una suggestiva location nel cuore di Roma, abbiamo assistito alla proiezione del film “El Campo” del regista Hernán Belón con protagonisti Leonardo Sbaraglia (“La notte delle matite spezzate”, “Plata Quemada”, “Intacto”) e Dolores Fonzi (“Esperando al mesìas”, “El Fondo del mar”). Quella di Belón è una suggestiva opera prima nella quale l’ambiente, la location, si affianca agli attori in una sorta di oscura collaborazione diventando la vera protagonista del film. Nel corso dell’incontro un piacevole sottofondo sonoro, ottenuto attraverso una  installazione realizzata da Silvie Loto utilizzando i suoni del film, ha accompagnato la nostra visione e ci ha permesso di intraprendere al meglio il viaggio all’interno di quel microcosmo bucolico sognato e immaginato dal talentuoso regista argentino.

Il film

Buenos Aires: Santiago (Leonardo Sbaraglia) ed Elisa (Dolores Fonzi) sono una giovane coppia in viaggio verso la loro prossima casa, un apparentemente spartano rudere immerso nella campagna argentina. Insieme alla piccola figlia Matilda intendono intraprendere un percorso diverso dalla routinizzata vita di città immaginando una ideale fuga dalla frenesia del lavoro e dal caos della città. Arriveranno in tarda serata e con l’oscurità le prime sensazioni della coppia saranno assolutamente contrapposte: Santiago è entusiasta, nonostante il freddo e la mancanza di comodità delle classiche case di città, mentre Elisa è pensierosa e avverte come uno strano senso di inquetudine….

Dolores Fonzi

Giudizio sul film

Nel prologo del film assistiamo a un viaggio notturno con una coppia, sembrano felici, e bambina al seguito. Devono raggiungere quella che sarà la loro prossima casa, una dimora sita nella verde campagna di Buenos Aires, lontana dai rumori della città. C’è nebbia, un sapiente gioco di luci ed ombre, dialoghi ridotti all’osso e una misteriosa e avvolgente nebbia che ingloba la dimora tentando di nasconderla. L’inizio perfetto per un horror movie? Assolutamente no: Belón scherza con lo spettatore e lo sottopone a una volontaria situazione che provoca quel déjà vu dell’orrore pressoché istintivo. Il pubblico, una volta in difensiva e in attesa dell’evento terrorizzante, vive una tensione palpabile, costante, e a tratti insostenibile. Tutto e il contrario di tutto: dal semplice rumore alle improvvise apparizioni della vecchietta di turno (avete mai fatto caso quanto ci terrorizzi la terza età nel cinema horror?) fino alle corse disperate senza senso nella pioggia battente con la macchina impantanata nel fango. Avvisaglie continue di un qualcosa di inellutabile. Eppure, i rumori sono semplicemente dovuti alla mancanza di manutenzione della casa, disabitata da anni, e la vecchietta non è altro che una docile e simpatica nonna, di quelle affabili e fin troppo invadenti. E allora cosa spaventa terribilmente la protagonista del film?

El campo

Nonostante non si possa percepire in maniera tangibile il malvagio, né tantomeno parlare di Haunting o Poltergeist, quelle mura sembrano comunicare ad Elisa delle oscure sensazioni, probabilmente mai provate prima. Dalla paura della morte, ai dubbi sul rapporto con il marito alla preoccupazione e morbosità nei confronti della figlia. Partendo da un ideale punto di partenza comune, la coppia del film decide di percorrere due strade diverse, seppur involontariamente: Santiago sembra perfettamente a suo agio nei panni dell’improvvisato uomo di campagna, mentre Elisa ha costantemente gli occhi lucidi come se la casa, e la campagna circostante, le avessero annunicato un nefasto destino.

La coppia maturerà una amicizia, superficiale, con Odelsia (la “spaventosa” vecchietta di cui parlavamo prima) e Alberto. Loro vivono in quel immaginario verde da una vita e sembrano assuefatti. Eppure, qualcosa ci dice che potrebbero rappresentare una proiezione temporale della giovane coppia e di quello che potrebbero diventare. È forse questo che spaventa la giovane Elisa?

Suggerendo il dramma Belón ci invita  a riflettere sui significati più reconditi della nostra esistenza, sia di coppia che individuali, sulle paure latenti e/o manifeste e su quella inevitabile e insostenibile sensazione di reciproca comprensione invocata dal nostro stato d’animo che,  troppo spesso, viene ignorata costringendoci e condannandoci a una dolorosa solitudine. Il finale aperto permette di proseguire con l’esperienza anche oltre e ritornando a casa vi chiederete ancora: ma cosa è successo?

El campo uscirà nei cinema nostrani il prossimo 31 agosto

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