Recensioni 34

Published on Aprile 4th, 2011 | by letizia rogolino

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Offside: la recensione

Offside: la recensione letizia rogolino
Voto CineZapping

Summary: Gli attori protagonisti, per scelta del regista, sono persone prese dalla vita quotidiana, sono ancora più credibili e conquistano la fiducia degli spettatori.

3.25

Buon Film


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Dall’8 Aprile è al cinema il film iraniano “Offside”, vincitore dell’orso d’argento al Festival di Berlino del 2006, diretto dal regista Jafar Panahi.

Offside

Egli racconta una storia ispirata da un fatto di cronaca che seguì la vittoria dell’Iran contro l’Australia nel 1997, realizzando una commedia dolce e amara che fa riflettere con leggerezza su alcuni temi importanti di quel paese. Un gruppo di ragazze vuole entrare allo stadio per assistere ad una partita di calcio , qualificazione ai mondiali, ma le autorità vietano loro l’accesso poiché donne. Non possono sedersi a fianco degli uomini all’interno dello stadio, così dopo aver pregato inutilmente la polizia, restano fuori e devono seguire la partita da lontano. Ma, senza arrendersi, decidono di tentare il tutto per tutto, travestendosi da ragazzi… ce la faranno? Il film abbastanza lineare, si svolge solo durante l’arco di durata della partita, tra cori e tifo che sono l’unica colonna sonora presente. La sceneggiature è ricca di battute e di un dialogo dinamico e acuto che pone l’accento su molti temi tabù di quella parte del mondo, in particolare la figura della donna che vuole crescere professionalmente e umanamente all’interno della società. Tutto però può sembrare troppo serio, invece è affrontato con il sorriso, risultando forse più diretto e più comprensibile al pubblico vasto. Il cast non è costituito da attori protagonisti per scelta del regista, ma persone prese dalla vita quotidiana, che quindi sembrano reali e conquistano la fiducia degli spettatori. Non si delinea un protagonista soltanto, ma il gruppo lo è con la sua tenacia e la sua voglia di cambiare le cose e il mondo di pensare degli altri. Panahi vuole far capire in questa occasione che uomo e donna sono uguali, sono persone con la stessa passione dello sport e vogliono entrambi seguire la loro squadra dal sedile dello stadio. In un mondo che vuole essere ogni giorno sempre più moderno, è impensabile che un paese resti così indietro come civiltà tanto da vivere ancora tra questi preconcetti e questo film ben riuscito e ben girato, lancia quel sasso nell’oceano che però può accendere i riflettori sul problema e aiutare a risolverlo.

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