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Robin Hood: la recensione | CineZapping





Recensioni Locandina di Robin Hood

Published on 14 Maggio, 2010 | by sally

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Robin Hood: la recensione

Robin Hood: la recensione sally
Voto CineZapping

Summary: Pellicola ben riuscita, solo non bisogna fare troppo affidamento sull'epicità del trailer.

3.5

Buon Film


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Ha aperto il Festival di Cannes 2010 il kolossal “Robin Hood“, ultima fatica del regista de “Il Gladiatore“, Ridley Scott. Il paragone con il kolossal del 2000 appare inevitabile, ma è assolutamente da evitare. I commenti della critica a caldo non sono stati del tutto positivi così come le recensioni in generale.

Locandina di Robin Hood

Locandina di “Robin Hood”

“Robin Hood” è basato, o meglio, ispirato alla leggendaria figura dell’eroe fuori legge che viveva nella foresta di Nottigham, e dell’argomento si è ampiamente parlato. Di certo, non avevamo idea del tipo di storia che Ridley Scott avrebbe dato a Robin Hood, quale sarebbe stata la sua versione dei fatti, insomma. Sarà stato il cambio di sceneggiatura, inizialmente intitolata “Nottingham” ed incentrata sulla figura dello sceriffo, a confondere un pò le idee, ma questa storia non convince abbastanza. Robin Hood diventa eroe della patria e fuori legge, acclamato dalla folla, rubacuori di vedove guerriere, riconosciuto persino dai ciechi per la sua grandezza e per quella di suo padre, che si porta dietro, e che ci viene mostrato con qualche flashback.

Robin Hood: Russell Crowe e Cate Blanchett

Robin Hood: Russell Crowe e Cate Blanchett

Di kolossal, oltre allo scalpitare degli zoccoli dei  cavalli in corsa, all’inizio del film, non c’è molto. Anzi, inizialmente il film ricorda “Le crociate” e sembra a tratti una vera e propria commedia. Senza svelare nulla in particolare, consiglierei a chi non l’ha ancora visto di badare con attenzione all’assurda morte di Re Riccardo durante la guerra in Francia. E i Francesi che se la sono presa per il modo in cui sono stati raffigurati nella pellicola? Nulla di eclatante, sono stati descritti come dei semplici nemici e, come tali, hanno la parte scomoda che avrebbe avuto qualunque altro popolo nei panni del nemico, specie se costretto alla ritirata. Ed anche lì, grasse risate. 148 minuti, uno penserebbe che possa essere una vera impresa guardarlo, eppure il film scorre, nonostante ci si aspetti di più. La bravura è stata tutta nei trailer presentati fino ad ora, fanno immaginare un nuovo gladiatore, eroe d’Inghilterra, che si aggira per le foreste per portare giustizia. 150 milioni di dollari ben spesi, almeno in questo.

Robin Hood - Locandina

Robin Hood – Locandina

Nulla da ridire sulla tecnica, non ci si può non aspettare un buonissimo lavoro da uno come Ridley Scott. E’ la storia, appunto, a non convincere. Soprattutto gli intrecci. Abbiamo poi un Russell Crowe che forse si è fossilizzato nella parte di Massimo Decimo Meridio, ma è ben lontano da quella grandezza. Cate Blanchett veste i panni di un’insolita Lady Marian, guerriera pseduo-Giovanna D’Arco, pronta a combattere per difendere il suo uomo, la sua patria. Mark Strong ancora una volta ha il ruolo scomodo del cattivo di turno, Sir Godfrey, che si prende gioco di un Re Giovanni interpretato da Oscar Isaac, che a mio parere ha il volto perfetto per impersonare il re e il suo carattere. Un ruolo cruciale, sebbene non si veda per molto, è quello di William Hurt, Guglielmo il Maresciallo, mentre Matthew MacFayden interpreta lo Sceriffo di Nottingham, che ha una parte piuttosto limitata rispetto allo script principale. Oltre alle scene comiche, forse troppe per un kolossal, ci sono alcune coincidenze nelle scene d’azione degne di un abilissimo Chuck Norris. L’azione è davvero garantita solo alla fine del film, in una specie di sbarco di Normandia al contrario, con un pò di sangue e frecce giù dalle scogliere, roba da fare intimidire Leonida e i suoi Spartani. Finale tuttavia scontato, ma che non avrebbe potuto avere uno sbocco diverso, molto probabilmente. Non mancano, tuttavia, i dialoghi interessanti, frasi da appuntare tra le citazioni preferite. Se vogliamo continuare con il paragone, le musiche non sono ai livelli de “Il Gladiatore” ma, tutto sommato, Marc Streitenfeld ha fatto un buon lavoro. Nel complesso la pellicola è ben riuscita, solo non bisogna fare troppo affidamento sull’epicità del trailer. I toni sono molto più leggeri, di certo si tratta di un film piacevole se visto senza grandiose aspettative. Notevoli i titoli di coda.

Russell Crowe in “Robin Hood”

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