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Short Skin - I dolori del giovane Edo: la recensione | CineZapping





Recensioni Short Skin

Published on Aprile 16th, 2015 | by sally

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Short Skin – I dolori del giovane Edo: la recensione

Short Skin – I dolori del giovane Edo: la recensione sally
Voto CineZapping

Summary: Coraggioso e mai volgare, il lungometraggio d'esordio di Chiarini è assolutamente da vedere.

4

Piccolo gioiello del cinema toscano


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Primo lungometraggio di Duccio Chiarini, “Short Skin – I dolori del giovane Edo” è un’altra chicca del cinema toscano  nata nell’ambito di Biennale College – Cinema ed è stato presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia. Il protagonista della storia è l’adolescente Edoardo (Matteo Creatini) che, come tutti i suoi coetanei, deve affrontare i dilemmi della sua età e soprattutto deve superare la paura di confrontarsi con gli altri e del loro giudizio. I suoi amici hanno già perso la verginità – o almeno così dicono – ma lui ancora no. Perché, come se non bastasse, c’è un piccolo intoppo, la fimosi, che richiede un intervento chirurgico. Edoardo è un ragazzo insicuro, che ha paura di affrontare la vita (“Vorrei mettere la testa fuori dal finestrino ma ho sempre paura di una galleria, di un palo“, dice) ma quella dei suoi 17 anni sarà l’estate decisiva, quella della svolta.

Ci sono l’amore per Bianca (Francesca Agostini), l’amica di sempre che torna da Milano per le vacanze, i problemi in famiglia, l’arrivo inaspettato di Elisabetta (Marianna Raschillà), l’essere circondato perennemente da persone che parlano solo del sesso. I genitori di Edo sono molto presenti, ma tendono a prendere troppe decisioni al posto suo, perdendo di vista le loro, di scelte. E poi c’è la piccola Olivia (Bianca Ceravolo), che non vede l’ora di fare accoppiare Teagan, il cane di famiglia. La sua adolescenza è appena iniziata, Olivia è alla ricerca di una sua identità e di punti di riferimento, ma subisce e assorbe tutto quello che succede attorno a lei e solo in apparenza non è influenzata e travolta dagli eventi, che distolgono l’attenzione dai segnali che tenta di mandare.

Edoardo invece trascorre le sue giornate con Arturo (Nicola Nocchi), che rappresenta la parte machista con cui prima  o poi ogni adolescente deve fare i conti. Anche in questo caso però la facciata mostra tutt’altro rispetto a quello che si cela in profondità. Ossessionato dal sesso e dall’idea di dover perdere la verginità al più presto, Arturo in realtà è un sentimentalone che cerca di nascondere la sua parte più tenera per difendersi dal mondo esterno.

Edo e Bianca

In “Short Skin” ha un ruolo importante anche la colonna sonora: è dei Woodpigeon, che vengono da Calgary (Canada). Non proprio toscanissimi, per cui attraverso le musiche il film assume una dimensione più ampia e non rimane relegato alla provincia pisana, contrariamente a quanto succede invece con altre produzioni.

Ottima la prova dei giovani attori, Edo/Matteo su tutti. Alto, magrissimo, con la voce spezzata e le spalle curve, chiuse per paura di uscire dal guscio e lasciare il suo nido. Il ruolo sembra essere cucito addosso a Matteo Creatini, che in realtà nella vita fa altro ma che ha un futuro promettente davanti. Lo stesso vale anche per gli altri attori – da Francesca Agostini a Miriana Raschillà passando per Nicola Nocchi, rientrano tutti perfettamente nella parte, come se fosse del tutto naturale.

Duccio Chiarini non si fa problemi ad osservare le cose da molto vicino, affrontando un argomento scomodo riuscendo al contempo a non essere mai volgare, pur mostrando nel dettaglio i corpi nudi degli attori.  Emblematica è la scena del rapporto tra Edoardo e il polpo: inizialmente potrebbe risultare comica ma è qui che il protagonista raggiunge l’apice del suo dramma esistenziale, rimane incapace di minimizzare e affrontare il suo problema. La bravura di Chiarini è stata anche quella di essere riuscito a dare carattere e spessore anche ai personaggi secondari: tutti hanno una personalità definita, dal medico alla prostituta, e nessuno sembra essere stato scritto con superficialità. Inoltre il regista mostra i corpi dei ragazzi da vicino, con tutte le loro imperfezioni, senza nasconderle attraverso qualche stratagemma. Dopotutto sono lecite e naturali, il messaggio che ne deriva è assolutamente apprezzabile. Niente machismo nè troppa disinvoltura, tutto è talmente naturale da far tirare un sospiro di sollievo. Siamo tutti esseri umani, di certo non siamo impeccabili, men che meno da adolescenti.

È così, quindi, questa fase della vita che è l’adolescenza,come la lunga estate di Edoardo: tra giorni di sole e giorni di pioggia e ostacoli che sembrano insormontabili, arriva il momento di lasciare perdere i bagni al mare e salire sul treno, riuscire finalmente a mettere fuori la testa dal finestrino.

Short Skin - I dolori del giovane Edo

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