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Taken 2 - La vendetta: la recensione





Recensioni taken

Published on Ottobre 10th, 2012 | by alessandro ludovisi

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Taken 2- La vendetta: la recensione

Taken 2- La vendetta: la recensione alessandro ludovisi
Voto CineZapping

Summary:

2.75

Buon Film


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“Taken 2 – La vendetta” (da questo fine settimana nelle sale) è il sequel della fortunata pellicola del 2008 realizzata da Pierre Morel con la supervisione di Luc Besson, nelle vesti di sceneggiatore e produttore. Il protagonista della pellicola, l’attore nordirlandese Liam Neeson, torna ad interpretare quindi il personaggio di Bryan, un ex agente segreto della Cia ormai in pensione a cui nel primo episodio è stata rapita la figlia. Il film fu un successo di botteghino grazie alle qualità artistiche e fisiche del buon Neeson (esperto, anche nella vita reale, di arti marziali) e come spesso succede l’esigenza  del sequel a tutti i costi appare inevitabile. E non sempre è la scelta migliore…

La trama

Bryan cerca faticosamente di ricostruire il rapporto con la sua famiglia, riavvicinandosi alla ex moglie  e alla giovane figlia a cui da lezioni di scuola guida in vista del prossimo e terzo tentativo della ragazza. L’occasione per provare a riportare una certa armonia si presenta quando l’ex agente viene chiamato ad Istanbul per lavoro e viene raggiunto dalla sua famiglia. La vacanza si trasformerà però ben presto in un incubo e in una lotta per la sopravvivenza con i parenti delle vittime del primo film – che Bryan torturò ed uccise – che direttamente dai Balcani si dirigono nella suggestiva vecchia Costantinopoli in cerca di vendetta.

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Taken 2

Giudizio sul film

La vendetta del titolo è quella cercata da Murad, il padre di uno dei rapinatori torturati nel primo film. E in questo caso il regista Olivier Megaton (“Transporter 3 , “Colombiana”) mette da subito le cose in chiaro portandoci direttamente in terra d’Albania dove assistiamo a un funerale che fa da prologo alla pellicola e che ci indirizza su quello che sarà il canovaccio del film: trovare Bryan e i suoi cari, torturarli ed ucciderli. In seguito la pellicola rimbalza, in stile Saga Bourne, da un luogo all’altro (Los Angeles, Parigi, Istanbul) con  Neeson che viene arruolato come Guardia del corpo in Turchia. Una occasione d’oro per i criminali visto che nella capitale turca Bryan sarà raggiunto dalla bella moglie Lenore e dalla figlia Kim.

Alla banalità della trama e al debole script viene contrapposta una serena lucidità nella direzione delle scene d’azione tra inseguimenti ad alta velocità tra le stradine di Istanbul e corse sui tetti con tanto di lanci di granate. In piena concezione da action movie tutto il resto viene tralasciato dipingendo addosso a Liam Neeson un ruolo che lo rende simile al giustiziere classico da B-Movie con una non latente venatura comica – probabilmente involontaria – alla Chuck Norris (“sistemo una cosa e arrivo”, “sono loro che avranno problemi”, sono solo alcune delle frasi ad effetto espresse dall’attore nordirlandese sprezzante e un po’ “coatto”) che influisce sul giudizio cinematografico ed estetico. Va bene la sospensione della incredulità, siamo d’accordo sulla visione  per mero divertimento e non possiamo negare l’evidenza della messa in scena accattivante ed esplosiva ma la sceneggiatura è ben poco solida e la recitazione, escludendo Liam, è carente con i cattivi oltremodo stereotipati.

Salviamo, e non è poco, la brillantezza delle scene d’azione (con tanto di irruzione nella Ambasciata americana di Istanbul) realizzate in spazi spesso angusti e suggestivi dal ritmo frenetico ma mai confusionarie.

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