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Total Recall: la recensione





Recensioni

Published on Settembre 5th, 2012 | by alessandro ludovisi

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Total Recall: la recensione

Total Recall: la recensione alessandro ludovisi
Voto CineZapping

Summary:

2.75

Buon Film


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“Total Recall” è ambientato alla fine del ventunesimo secolo dopo che una guerra chimica di proporzioni globali ha compromesso l’esistenza del pianeta rendendolo un posto invivibile dove, ora, la risorsa più importante è la ricerca e il mantenimento di un proprio spazio vitale. La cartina geografica postbellica è stata ridisegnata e limitata a due soli territori: Federazione Unita della Britannia (FUB) e la Colonia (Australia). Le due zone sono collegate dal funzionale e veloce The Fall, una sorta di ascensore, che sfruttando l’inversione gravitazionale permette ai lavoratori della Colonia di raggiungere la Britannia in poco più di quindici minuti. I due territori sono agli antipodi: la FUB si fregia di una architettura futuristica e lussuosa mentre la Colonia è tetra, piovosa e dall’aspetto ben poco rassicurante  e ricorda  la Los Angeles distopica di “Blade Runner”.

Il film

“Total Recall”, così come l’originale realizzato nel lontano 1990 da Paul Verhoeven e interpretato da Arnold Schwarzenegger e Sharon Stone, è l’adattamento cinematografico del breve racconto “We Can Remember It For You Wholesale” di  Philip K. Dick che racconta dell’impiegato Douglas Quail ossesionato dall’idea di andare su Marte e disposto a rivolgersi a una società specializzata in impianti di falsi ricordi per coronare, artificialmente, il suo sogno. Alla regia del film troviamo Len Wiseman (“Underworld”) che dirige sua moglie Kate Beckinsale (Lori), Colin Farrell (Douglas), Jessica Biel (Melina) e Bryan Cranston (Cohaagen).

Total Recall

La trama

Douglas e Lori sembrano una cobbia felice e li vediamo nella loro abitazione nella Colonia impegnati in un veloce risveglio e una rapida conversazione interrotta da una chiamata urgente che costringe la ragazza a recarsi subito sul posto di lavoro. Lei è una poliziotta  e ultimamente la FUB è stata scossa da numerosi attentati di stampo terroristico perpretrati dalla cosiddetta resistenza, un manipolo di uomini decisi a ribaltare lo status quo imposto dall’ambiguo Cohaagen. Douglas è invece un semplice operaio, non sembra avere molti amici se escludiamo Harry (Bookem Woodbine) con il quale condivide, ogni mattina, il viaggio  fino alla Britannia. Costretto in una routine indigesta, Douglas decide di recarsi presso la Rekall, una società esperta nell’installazione di ricordi fittizi che gli prometterà una storia vissuta nei panni di  un avventuroso agente segreto. Qualcosa però andrà storto ed inizieranno ad affiorare i “veri” ricordi…

Colin Farrell in Total Recall

Giudizio sul film

Come nell’ormai classico del 1990 anche qui si comincia da un sogno/incubo come prologo alla storia. Ma in questo caso, e sicuramente più che nella pellicola di Verhoeven, viene svelato “troppo” della trama lasciando presagire quelli che saranno gli eventi futuri e diciamocela tutta: in un film che è già un remake, e che oltretutto ha già una versione cartacea, non è proprio il massimo. Fino all”incontro con l’equipe della Rekall la pellicola segue un canovaccio simile all’originale ma ben presto scopriamo che una delle componenti che hanno fatto la fortuna della pellicola del 1990, ovvero il ricorrente pianeta Marte, è stato eliminato dalla storia, ed è un peccato se consideriamo che è stato probabilmente l’ingrediente principale della appetitosa ricetta cucinata dal regista olandese. Il film prende una deriva, seppur piacevole, ormai classica delle pellicole sci-fi di vecchia  e nuova generazione con una contrapposizione evidente tra ricchi e poveri e tra tiranni e combattenti per la libertà. Piacevole, dicevamo, perché nonostante tutto il buon Wiseman confeziona una messa in scena adrenalinica  e la piovosa colonia ci ricorda molto gli scenari del “Blade Runner” di Ridley Scott. Il film inizia a balbettare però, e non poco, dopo lo sbarco nella Federazione Unita della Britannia e appare fin troppo evidente il tentativo di ritagliare per la Beckinsale un ruolo oltre le sue possibilità e oltre quelle che erano le premesse. Se ricordavate una Sharon Stone bella ma marginale rispetto al buon Schwarzy, in questo caso preparatevi al Kate show con la sensuale attrice inglese capace di rivestire il doppio ruolo di amorevole mogliettina e spietato agente segreto. Ed è cosi, che dopo la prima ora – passabile -aspettiamo con ansia il colpo di scena, il raggiungimento del climax e invece ci ritroviamo con una belloccia in più, Jessica Biel e una storia sonnolenta, con un doppio finale del quale avremmo volentieri fatto a meno.

Non siamo amanti dei remake, questo ve lo possiamo ammettere ma, in questo caso, “Total Recall” perde nettamente il confronto con l’originale nonostante presenti un cast decisamente più funzionale alla storia. Eccoci qua, quindi, a rimpiangere il buon ex Governator (visto recentemente anche su I mercenari 2) con i suoi muscoli e le limitate espressioni. Eccoci a rimpiangere quella pellicola dal sapore irresistibilmente vintage, ironica e dagli spettacolari colpi di scena.

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