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Recensioni Unknown

Published on Febbraio 28th, 2011 | by sally

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“Unknown – Senza identità”: la recensione

“Unknown – Senza identità”: la recensione sally
Voto CineZapping

Summary: Il regista spagnolo sfrutta bene le scene di azione e cerca di creare la dovuta suspance, ad aiutarlo nel duro lavoro ci pensano Neeson e soci.

3.5

Buon Film


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Dopo essersi fatto apprezzare dal pubblico per “La maschera di cera” e “Orphan“, Jaume Collet-Serra è tornato sul grande schermo con un avvincente thriller, “Unknown – Senza identità”, presentato al Festival di Berlino e che ha esordito benissimo al botteghino americano. E’ andata diversamente in Italia, tanto per cambiare, forse anche perché la pellicola convince, ma non fino in fondo.

Unknown

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A suo favore c’è la presenza di attori eccezionali, a partire dal protagonista Liam Neeson, affiancato da Diane Kruger, January Jones, Frank Langella, Bruno Ganz. Il dottor Martin Harris e la moglie arrivano in una splendida e fredda Berlino per un congresso sulla bio-genetica. Il professore ha delle nuove scoperte da rivelare in occasione del congresso, al quale tuttavia non riuscirà mai ad arrivare. Una volta arrivato in albergo, infatti, il dottore si accorge di aver dimenticato la valigia in aeroporto e il viaggio in taxi per andare a recuperarla si rivela fatale. In seguito ad un incidente stradale, Martin finisce in coma per quattro giorni ed al suo risveglio scopre che qualcuno gli ha rubato l’identità. La moglie non lo riconosce, qualcuno ha preso il suo posto, Martin deve fare qualcosa per capire cosa sta succedendo e soprattutto perché qualcuno abbia voluto impossessarsi della sua identità. Ad aiutarlo ci sarà la tassista che era presente al momento dell’incidente, scappata dopo averlo soccorso. Il problema, nel mondo del cinema, è riuscire a dare vita ad un film di genere senza risultare troppo banali. Soprattutto con un action thriller l’impresa si fa ancora più ardua, perché è davvero complicato sfuggire ai cliché. Jaume Collet-Serra ci prova, ma il risultato non è eccellente, prima o poi in qualche cliché bisogna pur cadere. Il problema è che sembra di guardare “Frantic” di Roman Polanski, che a sua volta si ispirava al maestro Alfred Hitchcock, ma dentro si possono catapultare tantissimi altri esempi: da “Le vite degli altri” a la saga di Jason Bourne. Unknown” è tratto dal romanzo “Fuori di me” di Didier Van Cauwelaert, il regista spagnolo sfrutta bene le scene di azione e cerca di creare la dovuta suspance, ad aiutarlo nel duro lavoro ci pensano Neeson e soci, a partire da Bruno Ganz, che ci regala una buona interpretazione nei panni di un ex agente della Stasi, una delle figure più “vive” di tutto il film. Nel complesso, l’opera non risulta noiosa ed è abbastanza avvincente e convincente, ma di certo tra gli svariati film del genere, non è tra quelli che spicca maggiormente.

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