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Published on febbraio 1st, 2013 | by Giuliana Cernuschi

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La nascita del cinema, un evento formatosi nei secoli

Il 28 dicembre 1895. Una data come tante, ma allo stesso tempo è una data molto famigliare. Non è un giorno qualunque, infatti, è il giorno in cui inizia la storia del cinema. “L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat” (“L’Arrivée d’un train en gare de La Ciotat”), dapprima simile ad una fotografia, che pian piano inizia a muoversi, provocando il panico in sala. A guardarlo oggi ci metteremmo certamente a ridere. Che sarà mai un cortometraggio bianco e nero, della durata di 45 secondo circa, e muto per di più! Ma siamo nella Parigi di fine Ottocento, in un’epoca di grandi invenzioni. Tra le più importanti vi sono il telegrafo, il telefono, preceduti dalla fotografia. E’ proprio quest’ultima ad essere la base del cinema.

Il filmato, esposto al Salon Indien nel Grand Cafè, sul Boulevard des Capucines, con il cinematografo dei fratelli Auguste e Louis Lumière, è proprio una successione di fotografie, che danno l’impressione di movimento. Vi furono una decina di pellicole presentate (come anche “L’uscita dalle officine Lumière”, “La sortie des usines Lumière”, o anche “L’innaffiatore innaffiato”,”Arroseur arrosé”), ma quella più famosa rimane quella del treno che spaventò il pubblico pagante, almeno secondo la tradizione, poiché impauriti dalla locomotiva che avanzava verso di loro. Che questo fatto sia vero oppure no, dobbiamo riconoscere ai fratelli Lumière una grande abilità nell’uso della fotografia. Si può notare nel cortometraggio una straordinaria messa a fuoco del treno in arrivo sia in lontananza sia in primo piano. Il tutto avviene grazie alla profondità di campo, che permette di vedere le persone alla stazione. Il corto non presenta alcun montaggio, ma un solo punto di vista, in quanto la macchina da presa era fissa in un solo punto.

Locandina del cinematografo Lumière | © Hulton Archive / Getty Images

Locandina del cinematografo Lumière | © Hulton Archive / Getty Images

Il confine tra fotografia e cinema è stato varcato dai fratelli francesi, ma il loro lavoro è frutto di scoperte, di invenzioni e di idee risalenti a secoli prima. In primo luogo vediamo un altro grande inventore dell’Ottocento, Thomas Edison. Egli, insieme al collega William Dickson, inventarono nel 1891 il kinetografo. Il concetto era lo stesso del cinematografo, ovvero uno scorrere di fotografie che creassero l’idea di movimento. Ma sia Edison che Dickson non pensarono al loro progetto come qualcosa di collettivo, bensì individuale. Il kinetografo era formato da una grande cassa, con un oculare che permetteva di vedere il filmato (ovvero lo scorrere di fotografie all’interno della cassa), una sola persona per volta. Destinato a fallire rispetto all’invenzione dei Lumiére, il cinema dimostrò fin da subito di essere un’invenzione per la visione collettiva.

La domanda non ha ancora avuto una risposta, sono stati i fratelli Lumiére, o Edison, o Dickson, a trasformare la statica fotografia in movimento?

Louis Lumiere | © STAFF/AFP / Getty Images

Louis Lumiere | © STAFF/AFP / Getty Images

Étienne Jules Marey, grande precursore della cinematografia. Egli inventò il cronofotografo, un apparecchio che gli permise di fotografare le varie fasi di un corpo movimento. Con la sua successiva invenzione, il fucile fotografico, che funzionava come un normale fucile da caccia in cui la canna fungeva da mirino e all’interno vi era l’obiettivo, realizzò ulteriori studi sul movimento. In particolare è famoso il suo studio sul volo degli uccelli, mostrato nei suoi minimi dettagli. Un intreccio tra fotografia e cinema, tra staticità e movimento è avvenuto proprio con questo personaggio. Ancora prima di lui, però, vi furono altri personaggi con le loro rispettive invenzioni, quali il prassinoscopio di Charles-Émile Reynaud, lo zootropio di William George Horner, il fenachistoscopio di Joseph Plateau. Tutte innvovazioni che si svilupparono nel corso dell’Ottocento, e tutte con il medesimo principio: una serie di disegni su una superficie che scorre, e che con la persistenza retinicaconferisce l’illusione di movimento. Si tratta della nostra capacità di trattenere un’immagine per qualche frazione di secondo anche dopo che l’immagine stessa non era più visibile, come una specie di memoria.

Infine dobbiamo ringraziare anche Athanasius Kircher per la sua grande intuizione: egli realizzò addirittura nel Seicento la cosiddetta lanterna magica, strumento con il quale si vedevano proiettate su di una parete delle immagini dipinte su vetro, grazie ad una luce filtrata da una candela.

Come avrete potuto capire il cinema, l’idea del cinema, fotografare analizzare il movimento è stato un processo che ha coinvolto diverse persone di epoche diverse. Il 28 dicembre 1895 è solo una data convenzionale, che semplifica e riassume una delle più importanti scoperte della nostra storia.

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