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Published on ottobre 4th, 2017 | by Elide Messineo

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Le dichiarazioni di Roman Polanski sul caso Samantha Geimer

Roman Polanski ha parlato apertamente del caso di cronaca che lo vede coinvolto da oltre 40 anni durante una conferenza stampa a Zurigo.

Il regista ha parlato di Samantha Geimer, nel 1977 è stato accusato di averla drogata e di aver abusato di lei, che all’epoca aveva solo 13 anni. La questione è andata avanti per moltissimo tempo, Roman Polanski ha scontato 42 giorni di carcere allora dichiarandosi colpevole. Il regista si è poi stabilito in Europa sapendo che la condanna sarebbe potuta essere ben più pesante. Nel frattempo Samantha Geimer ha richiesto l’archiviazione del caso, che non è avvenuta. Basti pensare che nel 2009 è stato arrestato a Zurigo, mentre si recava al Festival, lo stesso al quale ha partecipato in questi giorni per presentare “Based on a true story“, il suo nuovo lavoro. Nel 2009 le conseguenze della domanda di estradizione da parte degli USA furono due mesi di prigione poi tramutati in arresti domiciliari e una cauzione di oltre 4 milioni di franchi svizzeri. Tornato al Festival di Zurigo, Roman Polanski si è espresso nuovamente sul caso:

Come sapete Samantha Geimer ha chiesto per trent’anni che questa storia fosse archiviata. Ma mi dispiace dire che i giudici che hanno gestito questo processo negli ultimi quarant’anni fossero corrotti, coprendosi uno con l’altro. Non so se uno di loro, prima o poi, smetterà di farlo.

Purtroppo per lui, però, della Geimer non si smetterà di parlare e ci sono altre accuse nei suoi confronti.


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Le altre accuse di violenza sessuale

Ieri hanno fatto il giro del mondo le dichiarazioni dell’attrice tedesca Renate Langer, che oggi ha 61 anni. Gli abusi da parte di Roman Polanski sarebbero avvenuti quando la donna aveva 15 anni, nel 1972. Si tratta della quarta donna che accusa pubblicamente il regista, ha raccontato di essere stata abusata nella sua casa a Gstaad nel febbraio del ’72. La Langer ha deciso di non dire nulla per non creare troppo dolore ai suoi familiari (“A mia madre sarebbe venuto un infarto”) ma lo ha raccontato qualche anno dopo al suo ragazzo. Harland Braun, avvocato di Roman Polanski, ha deciso di non commentare le accuse della donna. Un’altra accusa era arrivata lo scorso agosto, da parte di tale Robin M., che ha dichiarato di essere stata aggredita sessualmente quando aveva 16 anni, nel 1973. Due mesi fa l’avvocato aveva riportato che Roman Polanski aveva dichiarato di non sapere nulla sulla vicenda. Renate Langer ha spiegato di aver raccontato la storia solo adesso sia perché ha ricevuto una spinta di coraggio dalla denuncia dell’altra donna avvenuta lo scorso agosto, sia perché i suoi genitori non ci sono più. Il padre è morto proprio la scorsa estate, la madre invece è scomparsa due anni fa.

All’epoca Renate Langer aveva iniziato a fare la modella per un’agenzia di Monaco e aveva conosciuto Roman Polanski perché lui le aveva fatto credere di volerla assumere per un suo film. Si trovavano a Gstaad, la Langer sostiene che il regista la stuprò nella sua abitazione, nella camera da letto della ragazza. Langer non riuscì ad opporsi o a difendersi e un mese dopo il regista la ricontattò per farsi perdonare e offrirle una parte nel suo film “Che?“. L’attrice decise di accettare sperando che si sarebbe comportato in modo professionale e si recò a Roma per le riprese. Renate Langer fu stuprata una seconda volta, una notte in cui era rimasta sola nella casa che condivideva con altre persone a Roma. In quel caso, ha spiegato, tentò di opporsi lanciando contro Polanski una bottiglietta di profumo e una bottiglia di vino.


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