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Intervista a Roberto De Feo, regista di "Ice Scream" | CineZapping





Interviste ice scream

Published on Settembre 20th, 2011 | by johnbuckley

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Intervista a Roberto De Feo, regista di “Ice Scream”

Ice Scream” è il corto del momento. Ne parlano tutti, in giro per il web. A ragione: il thriller-horror tutto italiano è ottimamente realizzato, ha attori “in parte” che non fanno venir voglia di trapanarsi le orecchie, un’ottima sceneggiatura che ottiene il risultato voluto: coinvolge, turba, disturba dall’inizio fino alla fine. E il colpo di scena finale, con tanto di lunga coda in cui presenta una “stramba” famiglia, non è altro che la conferma che dietro la macchina da presa c’è un giovane talento con le idee ben chiare. Il giovane talento si chiama Roberto De Feo (che ha girato il corto in tandem con Vito Palumbo). Lo abbiamo intervistato:

Ice scream

Intanto parlaci di te. Ho studiato alla SDAC, la scuola di cinema di Genova. Scelsi di andare lontano da Roma perchè lì c’è troppa confusione in questo settore, ed è difficile trovare la serenità giusta per cominciare un percorso così tanto complesso. Ho fatto la scelta giusta. Anche se in Italia le scuole di cinema servono solo per darti le basi, niente di più. Dopo la scuola di cinema ho girato i miei primi corti, ricevuti i primi premi, poi da lì è nato tutto. “Ice Scream” è ispirato veramente ad una storia vera? Certo, in provincia di Catanzaro, due anni fa, un ragazzo cadde con il proprio motorino sull’auto di un delinquente del suo paese. Questo qui con l’aiuto di un suo amico lo rapì, lo portò in campagna, lo legò ad un albero e dopo averlo torturato lo bruciò vivo. La realtà è peggio di “Ice Scream”. Come hai scelto gli attori? Abbiamo organizzato provini a Roma e Bari. Ma alla fine ho trovato i protagonisti guardando film italiani al cinema e in tv (cosa che non faccio mai!). Li guardavo solo nella speranza di notare qualcuno, e così è stato. Damiano lo conoscevo dai tempi dei Liceali, Davide e Alessandro li ho notati nel film “Ti stramo” di Pino Insegno. Il corto ha una doppia regia, infatti è firmato da te e da Vito Palumbo. Come vi siete divisi i compiti? Con Vito abbiamo collaborato su tutto, dalla scrittura, agli storyboard, al piano delle riprese, tutto. Sul set ci dividiamo i compiti, lui si occupa degli attori e io più della preparazione delle inquadrature.
Ice Scream Foto Film 01

Ice scream foto di scena

E’ vero che verrà realizzato un film americano dal corto? C’è la volontà di una casa di produzione che sta facendo scrivere la sceneggiatura. A sentire loro si farà. Ma dal dire al fare… Nei venti minuti di cortometraggio delinei un “mondo” intero, pieno di personaggi negativi e di situazioni sgradevoli, perchè questa scelta? Perchè il mondo è pieno di personaggi negativi e situazioni spiacevoli. Il corto è una specie di avvertimento. “Ice Scream” è tratto da un episodio di cronaca nera che finisce peggio di come termina il corto. Presto la realtà potrebbe essere quelle del corto, o forse già lo è. Si, già lo è. Ho notato molte affinità con Tarantino… gli stessi due schizzati mi hanno ricordato i fratelli Gecko… Tarantino è il mio mito. “Ice Scream” ovviamente è pieno zeppo di riferimenti ai suoi film. Ma non mi piace che si parli di “scopiazzature”. La trama di Ice Scream è originale, sono i personaggi ad essere visti e stravisti. Però attenzione, noi ovviamente volevamo che loro fossero proprio così, degli stereotipi, e chi ha visto il corto sa bene perchè. Stai già lavorando ad altro? Tanti progetti in fase di scrittura. C’è una serie tv, due lunghi e un corto. Vedremo. Sta per uscire comunque il mio nuovo corto, girato sempre con Vito Palumbo, co-regista di “Ice Scream“. Si intitola “Poppitu“. E’ il nostro miglior lavoro. Speriamo bene. Realizzare un cortometraggio di valore e presentarlo in giro, distribuirlo gratuitamente in rete può aprire delle porte? Si, potrebbe. “Ice Scream” prima di finire su Youtube è stato per due anni in giro per il mondo in festival e rassegne. Grazie ai premi internazionali e alle selezioni del circuito Academy molte società si sono interessate per la distribuzione. Così è stato il primo corto italiano ad essere distribuito in 14 nazioni. Per un corto è qualcosa di pazzesco. Secondo te è questa la strada da percorrere per far si che in Italia qualcosa si muova? Non c’è nessuna strada. In Italia la situazione è tremenda. Non ci sono spiragli. Rai e Medusa hanno ammazzato il mercato. Il mercato è loro e non c’è spazio per nessun altro. Ai ragazzi dico di guardare all’estero, qui non c’è nulla e non ci sarà per ancora moltissimo tempo.

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