Interviste

Published on giugno 17th, 2011 | by alessandro ludovisi

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“L’Arca di Giada”: intervista al regista Toni Verde e foto del musical in 3D

Un grande evento in una suggestiva cornice. Gli ingredienti per il successo ci sono tutti: il 18 giugno del 2011, alle ore 19:00 a Trinità dei Monti in Piazza di Spagna, si terrà l’anteprima del fantasy musical in 3D “L’Arca di Giada”. Questa mattina noi di Cinezapping ci siamo recati nella “sala prove” al Molinari Art Center di Roma. “L’Arca di Giada” è ambientato in un villaggio medioevale, nell’Arcipelago del Sole,  sconvolto dal rapimento di una bambina che , secondo profezia, sarebbe la figlia del Sole e la futura sovrana del Regno. Ad architettare il terribile piano è stato Azar, il capo dell’Arcipelago della Luna, insieme al perfido Kascir, l’alchimista. Molti anni dopo troviamo Gioviska, la bambina ormai cresciuta, che intraprende un lungo percorso che la porterà ad attraversare la Porta del Sole per esser poi consacrata come unica regina. Partendo dal Regno del Mare, Gioviska percorrerà luoghi misteriosi fino a giungere nel Regno delle Terre Incantate, popolato da creature diaboliche e fantastiche per concludere il suo cammino nel Regno dell’Aria.  Una vera epopea per la nostra eroina che saggerà l’odio, dei suoi rivali e l’amore del giramondo Sansar, che, coraggiosamente, sfiderà la morte per starle vicino fino alla fine.

L'Arca di Giada

“L’Arca di Giada” è una idea coraggiosa, uno spettacolo unico nel suo genere che abbina personaggi virtuali a personaggi reali in un rimando continuo tra realtà e fantasia. Le proiezioni tridimensionali rendono interattiva la messa in scena e garantiscono un continuo rapporto e dialogo tra attori  e proiezioni virtuali. Regista del musical è il bravissimo Toni Verde, compositore napoletano a cui va riconosciuta una grande abilità nella sperimentazione. Uno dei suoi primi successi è stato Calypso (1977), in cui Verde spazia con destrezza tra sonorità Jazz e Soul con ritimi del Centro America. Calypso viene da molti riconosciuto come uno dei primi esempi di Acid Jazz.  Dal 2007 è impegnato nel progetto “L’Arca di Giada”. Nel cast del musical spiccano il tenore Piero Mazzocchetti e il ballerino (ex Amici) Leon Cino. Mazzocchetti è stato fortemente voluto dal regista Verde al punto da scartare altri 400 artisti (tenori) che avevano partecipato al provino per il ruolo di Igar, il saggio. Per Mazzocchetti è stato un volersi mettere in gioco, non è infatti comune vedere un cantante lirico di questo livello cimentarsi in balli e coreografie. Fondamentale è stata l’umiltà mostrata e il senso di “gruppo” che lo trascina ogni giorno, durante le prove. Dopo il terzo posto al Festival di Sanremo del 2007 con la romanza “Schiavo d’amore” (di Guido Morra e Maurizio Fabrizio) Mazzocchetti, conosciuto in tutto il mondo grazie alle esperienze in Brasile Marocco Argentina Canada e Guatemala,  si prepara ad emozionare il pubblico di tutta Italia  grazie alla sua partecipazione in questo musical in 3D. Leon Cino, ballerino albanese di 29 anni, salito alla ribalta grazie alla partecipazione nel talent show di Maria De Filippi Amici, interpreterà il magnifico cigno Desire. Leon, che ha già partecipato ai musical “Footloose” e “Io ballo”, sarà il primo ballerino dell’ “Arca di Giada”. Completano il cast: Valentina Spreca (nel ruolo di Gioviska), Giorgio Adamo (Sansar), Giuseppe Pellingra (Azar), Alessandro Campone (Kascir), Lucia Casagrande Raffi (Jadira), Maria Teresa D’Alise (Amaneka) e Ilaria De Angelis (Amabika). Il cast è arricchito dalla presenza di 42 bambini, voci bianche del coro Arcobaleno dell’Accademia di Santa Cecilia.

Successivamente alle prove abbiamo avuto il piacere di intervistare Toni Verde.

Come cambia il rapporto con il pubblico in una rappresentazione di questo tipo, in 3D?

“L’interazione tra personaggi reali e personaggi virtuali crea una esperienza e un emozione diversa nel pubblico. Nella mia opera c’è molta emotività, è molto emozionale. La nostra opera va dal rock alla lirica. Dietro al musical “L’Arca di Giada” ci sono tre anni di lavoro e l’opera è già stata presentata in anteprima. Quello che ho notato è un abbassamento del target. Il musical è stato pensato per un pubblico dai 30 ai 60/70 anni. Invece, durante l’anteprima, abbiamo notato come i bambini siano restati ammaliati dal 3D. Sono affascinati da questa interazione. Una cosa che non ci aspettavamo. Erano emozionatissimi. Non si sono mossi un attimo.”

Il regista ci racconta un aneddoto: un bambino di tre anni in lacrime che non voleva  assolutamente andarsene alla fine dello spettacolo. “L’Arca di Giada” trasmette infatti un “senso di positività”, di bellezza e anche i personaggi (tra cui dei fantasiosi uomini-cane) hanno subito fatto breccia  nel cuore dei più piccoli. Per niente impauriti, piuttosto, estasiati. Come è stata realizzata la scenografia?

“Una cosa che mi piacerebbe dire è il perché dell’arca. L’arca è un luogo che preserva la verità, l’amore, la consapevolezza, la coscienza. Un contenitore di virtù. Di tutte le virtù. Nel musical viene ricostruito un villaggio medioevale. Sono presenti degli schermi di ampie dimensioni, poli e pedane che si aprono. Una vera e propria scenografia  di un villaggio medioevale. Sono stati realizzati anche degli effetti olografici. Vedremo personaggi reali e le loro proiezioni virtualizzate sullo schermo. Come per Kascir che  trasforma i due protagonisti in leone e agnello. Due entità agli opposti che non possono restare vicino. Un tentativo di fermare il loro amore. Kascir sarà rappresentato da un attore  e vedremo anche la sua proiezione virtuale sullo schermo.”

Come nella realtà virtuale, interviene il tenore Mazzocchetti che ci aiuta ad inquadrare il personaggio di Igar e ci racconta del suo impegno nel musical:

Igar ha un peso importante nell’opera, è quello che protegge le scritture.  Ha grande capacità, legge l’animo delle persone. Sulle scritture annota le vicende del villaggio  e verrà accusato di stregoneria. Non sono riuscito a incontrarmi fisicamente con Verde ma ci siamo sentiti telefonicamente e ho subito sposato il progetto. Per la forza innovativa del personaggio, per il crossover tra musica leggera e lirica. Nell‘ “Arca di Giada” si realizza una esperienza tridimensionale che è reale e attuale. Va comunicato  ai giovani che le forme artistiche, qualunque esse siano, se poste con intelligenza, e anche grazie all’aiuto della tecnologia sono una forma di innovazione. “L’arca di Giada” è più un’opera che un musical e rappresenta  un momento di crescita e apertura verso un genere.”

Hai sdoganato l’immagine del cantante lirico?

Si, più movimento, meno staticità. Un lavoro  difficile ma di apertura. Le difficoltà non sono solo nelle coreografie. Pur essendo un cantante devo dire che  le partiture del musical sono difficilissime, probabilmente il maestro Verde odia i cantanti (risate). Le strutture del solfeggio sono complicate . Il filo conduttore è però  mettersi a disposizione del cast. Riconoscere i propri limiti. Nessuno può fare tutto bene. Forse è la prima volta che un cantante lirico si cimenta in balli e coreografie. Ma alla fine la forma d’arte è una ed è universale.

Abbiamo chiesto una opinione sul cinema in 3D, da “spettatori” Verde: “Da spettatore mi piace. Sono sempre per il nuovo, per la sperimentazione, per le nuove forme d’arte. Penso che sia giusto che ci siano questo genere di film ma guardo anche quelli del passato come i fim di Alberto Sordi.” Mazzocchetti: “Non mi piace, estranea il pubblico. “L’Arca di Giada” invece potrebbe mettere d’accordo tutti. Progressisti e conservatori perché alterna personaggi virtualizzati a personaggi reali.” L’impressione è che sia Toni Verde che Piero Mazzocchetti siano molto aperti alle nuove sperimentazioni, alle ibridazioni tra forme d’arte diverse che nonostante tutto parlano lo stesso linguaggio: il  linguaggio universale dell’arte. A proposito: “L’Arca di Giada” è anche un libro (di Daniela Fusco responsabile anche dei testi e delle scenografie in 3D) e un cd, realizzato dallo stesso Toni Verde (uscita prevista Natale 2011). All’interno potrete ascoltare la canzone “Ti regalerò una stella” (vi assicuriamo, avendola ascoltata oggi, che è da brividi) ovviamente eseguita dal tenore Mazzocchetti. In attesa della grande anteprima, nella suggestiva Trinità dei Monti, vi ricordiamo che la prima nazionale sarà il 3 dicembre all’Auditorium della Conciliazione, a Roma. Per ingannare l’attesa godetevi una gallery con alcune immagini, in esclusiva, del musical.  

           

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