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Published on febbraio 16th, 2016 | by sally

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Vinyl: un pilot perfetto

Non che avessimo dubbi su Martin Scorsese ma a volte uno si crea delle aspettative che finiscono per superare la realtà nuda e cruda e con “Vinyl” niente di tutto questo è successo. Arrivato su Sky Atlantic in contemporanea con gli USA, è una serie tv ambientata tra gli eccessi del mondo discografico (e quelli più generali) degli anni Settanta, un periodo da sempre affascinante e ricco di materiale al quale attingere.

L’idea è partita da Mick Jagger, il frontman dei Rolling Stones e Martin Scorsese hanno un ottimo rapporto e in quanto a musica è ovvio che siano imbattibili; poi si aggiunge la presenza di Terence Winter, che con il regista ha scritto “The Wolf of Wall Street” ma la sua influenza si nota anche come diretta derivazione da “I Soprano” e “Boardwalk Empire”. Perché i personaggi dell’immaginario di Scorsese sono presenti in modo insistente anche in “Vinyl” senza mai diventare caricature di se stessi, gli eccessi ci sono e non si possono nascondere nè tantomeno hanno bisogno di essere spinti oltre per emergere.

Vinyl – Richie Finestra e il mondo della discografia

Il protagonista è Bobby Cannavale nei panni di Richie Finestra e il ruolo potrebbe essere quello definitivo della sua carriera. Col copione in mano da ormai quattro anni, Cannavale si è calato perfettamente nella parte, al punto che non sembra fare grandi sforzi per interpretarlo. Richie però ha molte sfaccettature, il pilot dura due ore e non c’è tempo per esaminarle tutte, ma sono già ben chiare le premesse. Il discografico che si è fatto da solo è pieno di contraddizioni e di lotte interiori, al suo fianco c’è una donna bellissima, ex musa della factory di Andy Warhol interpretata da Olivia Wilde.

Il cast è notevole, le atmosfere sono impeccabili, la ricostruzione di luoghi e tempi è fedele e in sole due ore Martin Scorsese vi permette di costruirvi una cultura musicale invidiabile. I brani si susseguono uno dietro l’altro, hanno scandito la storia dell’epoca in cui è ambientato “Vinyl” e accompagnano le vicende del protagonista, con un tocco registico inconfondibile. Un episodio da divorare tutto d’un fiato, tra eccessi d’ogni tipo e numerose citazioni.

Vediamo, tra gli altri, i Led Zeppelin, osservando da vicino il mondo della discografia popolato da personaggi spietati. Richie non può essere da meno ed è qui che sta il suo fascino, quello del protagonista sporco e corrotto che in qualche modo dovrà pur cavarsela e non vediamo l’ora di scoprire come. New York negli anni Settanta, una città piena di antinomie in un’epoca a sua volta satura, nel pieno dell’esplosione del rock e un mare di squali pronti a staccarne un boccone, avidi e affamati.

Un pilot perfetto

La partenza di “Vinyl” ha tutte le premesse per una serie di successo e destinata ad essere ricordata. Anche se, presi dall’entusiasmo, ci rendiamo conto che è forse un po’ troppo presto per dirlo, ma al momento sembra avere le carte in regola. Non faremo spoiler, ma ci sono più scene degne di nota, gustatevi soprattutto i dieci minuti finali. Alla prossima puntata!

Vinyl

 

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