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Published on febbraio 13th, 2013 | by Giuliana Cernuschi

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Habemus Papam: quando il cinema incontra la realtà

La storia si ispira alla figura di Celestino V, che abdicò nel 1294, a quattro mesi di distanza dalla sua ascesa al soglio pontificio. Tornato in Vaticano il papa si presenta finalmente al mondo, nel tripudio della folla e dei cardinali. Nel discorso ai fedeli, il pontefice ammette di non avere la forza e di non essere in grado di guidare la Chiesa in un momento di scelte tanto difficili per gli uomini. Al termine del discorso il papa abbandona il leggio e scompare nel palazzo, lasciando nuovamente nel vuoto del conclave la chiesa, che resta senza guida nello smarrimento generale.

Risale a due anni fa l’uscita del film “Habemus Papam” di Nanni Moretti. Si trattava di un film comico ma anche drammatico, che nel complesso fa pensare a situazioni che si possono realmente verificare. La storia si ispira a Celestino V, Papa che abdicò nel 1294, a quattro mesi di distanza dalla sua ascesa al soglio pontificio, a causa della sua ingenuità e incapacità di amministrare la Chiesa. Allo stesso modo il Cardinale Melville, il protagonista del film di Moretti, si è reso conto della sua incapacità di diventare Pontefice, poichè soffre di un deficit di accudimento, dovuto ad un trauma infantile.

La locandina di "Habemus Papam"

La locandina di “Habemus Papam”

In entrambi i casi si tratta di persone che hanno preso atto delle loro capacità e hanno rinunciato spontaneamente al soglio pontificio, come dimostra anche il discorso dello stesso Celestino V:

Io Papa Celestino V, spinto da legittime ragioni, per umiltà e debolezza del mio corpo e la malignità della plebe [di questa plebe], al fine di recuperare con la consolazione della vita di prima, la tranquillità perduta, abbandono liberamente e spontaneamente il Pontificato e rinuncio espressamente al trono, alla dignità, all’onere e all’onore che esso comporta, dando sin da questo momento al sacro Collegio dei Cardinali la facoltà di scegliere e provvedere, secondo le leggi canoniche, di un pastore la Chiesa Universale.

Papa Benedetto XVI | © FILIPPO MONTEFORTE,FILIPPO MONTEFORTE/AFP / Getty Images

Papa Benedetto XVI | © FILIPPO MONTEFORTE,FILIPPO MONTEFORTE/AFP / Getty Images

«Rinuncio al ministero di vescovo di Roma», sono state le parole annunciate proprio lunedi da Benedetto XVII. L’incredulità e lo smarrimento è stata la reazione di tutti, ma non basta per far restare il Papa su Soglio pontificio. Eventi che ora ci sembravano lontani, come in “Habemus Papam” piuttosto che fatti storici accaduti secoli fa, sono ora lo specchio del presente. Benedetto XVI, dopo essere stato il capo della Chiesa per otto anni, decide di ritornare Joseph Ratzinger.

Coraggio, umiltà, dignità, sono le parole con cui si descrive la sua scelta. Benedetto XVI è diventato pontefice in un momento in cui gli scandali relativi alla Chiesa sono stati molti. Ora, per vecchiaia e per motivi di salute (secondo alcuni anche dietro un complotto o un ricatto), ha deciso di ritirarsi, poichè dichiara di non avere le forze per fare il bene della Chiesa. La sua carica terminerà il 28 di febbraio alle 20, subito dopo inizierà il regime della sede vacante, durante la quale si faranno i preparativi per il Conclave, a cui Ratzinger non parteciperà.

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