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Published on aprile 22nd, 2012 | by F. Fortuna

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Rome Independent Film Festival 2012: i corti, i lunghi e i documentari vincitori

Si è conclusa l’undicesima edizione del Rome Independent Film Festival, rassegna di cinema indipendente cui partecipano opere (lungometraggi, cortometraggi e documentari) italiane ma soprattutto internazionali. I premi sono stati assegnati molto bene, secondo il parere di chi scrive, ma non c’è da meravigliarsi: i film in concorso, di tutte le categorie, erano di altissima qualità. Quando si parla di qualità si intende, ovviamente, tecnica e comunicazione; il Riff di quest’anno ci ha regalato delle grandi emozioni raccontate così bene che viene da chiedersi per quale motivo questi film non abbiano trovato ancora una distribuzione nel loro paese d’origine. Il caso dell’Italia, si sa, è a sè stante  ma possiamo sperare che le vittorie festivaliere aprano gli occhi a chi di dovere.

Il Riff award MIGLIOR FILM STRANIERO se l’è aggiudicato “Courage” di Greg Zglinski, presentato la prima serata di festival. Un premio assolutamente meritato per questo gioiello polacco. Intenso e d’impatto, il film racconta la storia di un senso di colpa schiacciante ma ne racconta anche molte altre intorno. Ogni personaggio ha un suo background e un suo carattere che fuoriescono in sceneggiatura così bene da offrire allo spettatore lo spettro completo delle emozioni umane.

Un fotogramma di "Courage"

Il MIGLIOR FILM DOCUMENTARIO STRANIERO è stato invece “Love in the grave” di David Vondracek, che ha aperto il festival. Il regista vuole raccontare la storia d’amore di Jana e Honza, due senza tetto che si erano stabiliti in un cimitero abbandonato a Praga. Coinvolgente, duro e capace di comunicare molto bene l’interiorità dei personaggi, il documentario in questione non poteva passare inosservato.

Jana e Honza, protagonisti di "Love in the grave"

Due storie di donne hanno ricevuto le MENZIONI SPECIALI FILM DOCUMENTARI STRANIERI: “Girls of Hope” di Aysegul Selenga Taskent ci mostra la situazione delle ragazze della Turchia dell’Est che non hanno accesso all’istruzione perchè i loro padri e fratelli le vogliono a casa. Sono ragazze già mature in giovanissima età, determinate, con grande senso del dovere e una voglia di riscatto sociale che farebbe invidia alle femministe più tenaci. “Meet the Fokkens” è invece incentrato sulla storia di due gemelle che hanno lavorato come prostitute, hanno aperto una propria casa di incontri e ora “sono in pensione”, vogliono mollare tutto. Il film di Gabrielle Provaas e Rob Schroder ci offre il ritratto del quartiere a luci rosse di Amsterdam negli ultimi cinquant’anni ma contiene anche la straordinaria storia di due donne “particolari”.

Il premio per il MIGLIOR CORTOMETRAGGIO ITALIANO è stato assegnato in ex aequo a “Cusutu n’ Coddu (Cucito addosso)” di Giovanni La Pàrola e a “Ombre” di Emanuele Pica. Come dare torto ai giudici? Siamo di fronte a due piccoli film davvero fantastici. Escluderne uno a favore di un altro sarebbe stato ingiusto, il talento italiano, soprattutto giovane, c’è e va sostenuto il più possibile. Il festival è anche l’unica vetrina che i cortometraggi hanno per essere visti da un pubblico numeroso ed è importante che si parli di tutti i più meritevoli, nessuno escluso.

L’elenco dei restanti vincitori:

MIGLIOR FILM ITALIANO “Ristabbanna” di Gianni Cardillo & Daniele De Plano

PREMIO NEW VISION “The Wicked Uncle” (Il Cattivo Zio) di Urs Odermatt  (Svizzera/Germania)

MIGLIOR FILM DOCUMENTARIO ITALIANO “Io sono qui” di Emmanuel Exitu

MENZIONE SPECIALE FILM DOCUMENTARIO ITALIANO “Pino Masciari, Storia di un calabrese imprenditore” di Alessandro Marinelli

MENZIONE SPECIALE CORTOMETRAGGIO ITALIANO “Nostos” di Alessandro D’Ambrosi & Santa de Santis

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO STRANIERO “Two Hearts” di Darren Thornton (Irlanda)

MENZIONE SPECIALE CORTOMETRAGGIO STRANIERO  “Him (El)” di Lídice Abreu & Andrés Zawisza (Spagna) “Legacy” di Bryn Chainey (Germania)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO STUDENTI “Controlled (Ferngesteuert)” di Hendrik Maximilian Schmitt (Germania)

MENZIONE SPECIALE CORTOMETRAGGIO STUDENTI “Martha Must Fly(Al Martha Lauf)” di Ma’ayan rypp (Israele)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D’ANIMAZIONE “Caldera” di Evan Viera (USA)

MENZIONE SPECIALE CORTOMETRAGGIO D’ANIMAZIONE “Much Better Now” di Philipp Comarella & Simon Griesser (Austria)

MIGLIOR MOVIE PITCHER “Gli occhi di una vita” di Michele Antonio Parisi

Rome Independent Film Festival

La maggior parte delle opere vincitrici, malgrado siano indipendenti e dunque realizzare con un budget molto basso per gli standard del cinema istituzionale, sono di altissima qualità tecnica. Regie moderne e ben fatte, bellissime illuminazioni, colonne sonore azzeccatissime e montaggi a regola d’arte. L’edizione 2012 del Riff è pienamente riuscita a dimostrare che nel mondo il cinema indipendente non solo è vivo più che mai, ma è anche estremamente valido e merita la stessa attenzione di un film da botteghino. Per altro, se film così (viene puerilmente da dire) “belli” fossero nelle sale, gli spettatori sarebbero numerosi e, all’uscita, anche interiormente appagati. Cosa piuttosto rara negli ultimi tempi.

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