Varie mira nair the reluctant fundamentalist

Published on Agosto 29th, 2012 | by Marco Valerio

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Venezia 2012: si apre con Mira Nair e Jonathan Demme

È iniziata quest’oggi la sessantanovesima Mostra del Cinema di Venezia, con la proiezione per la stampa del film di apertura, “Il fondamentalista riluttante” di Mira Nair.

Changez (Riz Ahmed), il “fondamentalista riluttante” del titolo è un professore universitario che lavora in Pakistan e si racconta a Bobby Lincoln giornalista americano (Liev Schreiber) anni dopo la tragedia dell’11 settembre, a Lahore, mentre infuriano le proteste studentesche.

Con un flashback si torna al 2001: Changez è un neolaureato a pieni voti appena uscito da Princeton, lanciato verso una brillante carriera a Wall Street, pupillo di uno squalo della finanza (Kiefer Sutherland) e innamorato di Erica (Kate Hudson) un’artista upper class di New York.

Poi all’improvviso le ambizioni e le certezze di Changez crollano quasi in contemporanea con lo skyline della Grande Mela, facendo scivolare via dalle mani del giovane il suo sogno americano, minato da insicurezze e paure individuali e collettive.

La dissoluzione della storia d’amore tra Changez e Erica si fa metafora di una mutazione irreversibile, i cui fuochi sono ben lontani dall’essere sopiti, tant’è che la pacata intervista con Bobby rivela presto un doppio fine, agganciandosi allo scenario politico attuale.

mira nair the reluctant fundamentalist

Kate Hudson e Riz Ahmed, protagonisti de Il fondamentalista riluttante, film di apertura di Venezia 2012

“Il fondamentalista riluttante” vorrebbe raccontare il post 11 settembre da una prospettiva nuova e inconsueta per il cinema mainstream, ovvero quella di chi da ospite e straniero ha vissuto da spettatore la più grande tragedia del nuovo millennio e solo per la sua diversità è stato additato come nemico.

Patinato, piatto, sempre troppo attento al politicamente corretto, il film di Mira Nair è un compitino senza infamia e senza lode, schematico e banale nelle sue riflessioni sociologiche, scolastico nella forma e nella sostanza. Un pampleth di condanna all’acqua di rose contro ogni forma di fondamentalismo, noioso, incapace di appassionare minimamente, ennesima conferma della mediocrità cinematografica di una regista tanto amata, chissà poi perché, qui al Lido dove vinse la Mostra nel 2001 con “Moonsoon Wedding” . Voto: 4,5

Nella giornata di ieri, pre-apertura del Festival sono stati mostrati alla stampa altri tre film.

“Shokuzai” di Kurosawa Kiyoshi è l’unica pellicola presentata a Venezia non in anteprima mondiale, in quanto già uscito in patria come film televisivo diviso in cinque puntate. In Laguna “Shokuzai” è stato presentato nella sua versione integrale di 270 minuti: 4 ore e mezza di pura confusione drammaturgica e piattezza filmica (l’origine televisiva si sente eccome), colpi di teatro (in)degni di una fiction nostrana di medio/basso livello. Noioso, prolisso e a tratti, involontariamente, esilarante. Voto: 4

All’insegna dell’horror divertito e divertito invece il secondo film della giornata di ieri, vale a dire “Bait 3D” che da noi uscirà a settembre con il titolo “Shark”. Un supermercato viene allagato da uno tsunami di proporzioni bibliche e una dozzina di sopravvissuti dovranno affrontare un affamatissimo e cattivissimo squalo. Un film che non si prende mai sul serio, regala qualche perla di comicità splatter, diverte e intrattiene discretamente, benché si perda in qualche lungaggine narrativa di troppo e soffra di una mano registica non sempre all’altezza della situazione. Ennesimo caso di 3D assolutamente inutile. Voto: 6

Ha chiuso la giornata di pre-apertura “Enzo Avitabile Music Life”, documentario del premio Oscar Jonathan Demme e omaggio al grande musicista napoletano di nascita ma dalle mille e più disparate influenze artistiche.

Demme, a cui l’idea per realizzare il film è venuta ascoltando, per caso, Salvamm’o munno, brano che, a suo dire, gli ha cambiato la vita, racconta la vita del musicista filtrandola con la sua musica nota e stimata in tutto il mondo. La macchina da presa di Demme si muove sinuosamente in simbiosi con il frenetico artista, sempre in movimento sia quando compone che quando suona che quando semplicemente racconta con orgoglio la storia delle sue due figlie. Ammaliante. Voto: 7

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Un’immagine di Enzo Avitabile Music Life di Jonathan Demme

Ricordiamo che la sessantonovesima Mostra del Cinema di Venezia si aprirà ufficialmente con la proiezione per il pubblico del film di Mira Nair questa sera alle 19 in Sala Grande.

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