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Published on febbraio 12th, 2013 | by Giuliana Cernuschi

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Un viaggio con Georges Méliès

Dopo aver visto la grande evoluzione della nascita del cinema che culmina con i fratelli Lumière, vediamo ora un grande pioniere del cinema: Georges Méliès. Francese anch’egli, a lui è attribuita l’invenzione del cinema di finzione, dei film a trucchi, degli effetti speciale e numerose tecniche di montaggio. Tutta questa fantasia non nasce dal nulla: da giovane era un prestigiatore, tanto che possedeva il teatro Robert-Houdin a Parigi, specializzato in trucchi e giochi di magia. Ma dopo aver assistito nel 1895 alle proiezioni dei fratelli Lumière rimase affascinato dal cinematografo. Secondo Méliès, questa nuova macchina non aveva paragoni, avrebbe avuto un grande successo, molto di più rispetto ai giochi di magia. Non riuscendo ad acquistare il cinematografo dai Lumière, decise di costruirsene uno tutto suo.

Il genio delle persone non ha limiti, e Méliès lo ha dimostrato. Il suo terzo film, “Escamotage d’une dame chez Robert Houdin” risale al 1896, e in esso è presente il primo trucco cinematografico realizzato con il montaggio (ovvero durante un gioco di magia una donna viene fatta sparire da sotto un telo, stoppando la registrazione e poi facendola ripartire). Nel 1897 costruì uno studio cinematografico a Montreuil. Era uno studio realizzato completamente in vetro, in modo da poter utilizzare la luce naturale per le riprese. L’abilità non era cosa che gli mancava, l’inventiva e la fantasia men che meno. Se non con i suoi primi due film, che si ispiravano per lo più agli stessi soggetti dei Lumière, furono gli altri innumerevoli suoi metraggi a far viaggiare virtualmente gli spettatori (che per noi sono cortometraggi di quindici minuti al massimo, ma alla fine dell’ ‘800 il cinema in sè era una novità).

Georges Méliès | © Hulton Archive / Getty Images

Georges Méliès | © Hulton Archive / Getty Images

Egli, infatti, sviluppò storie dal sapore di verniano, come il famosissimo “Le Voyage dans la Lune” (“Il Viaggio sulla Luna”), del 1902, che rappresenta il lancio della navicella e il suo sbarco sulla luna; e “Voyage à travers l’impossible” (“Viaggio attraverso l’impossibile), del 1904. Ad essi seguirono decine e decine di film, diretti fino al 1913. E’ incredibile pensare che tutto fosse stato realizzato senza computer e effetti speciali come quelli odierni, ma semplicemente nel suo studio a Montreuil, con modellini, scorrevoli e altro. I suoi film non potevano che avere un grande successo, sia in Europa che in America. Però Méliès non faceva mai pagare i diritti d’autore, e questo provocò automaticamente il suo fallimento. Mano a mano che il cinema si evolveva il pubblico esigeva sempre più novità, e Méliès venne dimenticato.

Se vi è capitato di vedere il film con protagonista un povero orfano di nome Hugo Cabret non potete aver dimenticato che uno dei personaggi principali del film è proprio Georges Méliès! La storia del regista, seppur modificata con la presenza del giovane Hugo, è vera: il pioniere del cinema venne dimenticato, sostituito dai muti comici piuttosto che d’avventura americani. Aveva escluso il cinema dalla sua vita, fin quando un direttore di un giornale non lo aiutò, diventata ormai passiva.

La locandina del film "Hugo Cabret"

La locandina del film “Hugo Cabret”

Il a sua opera fu riscoperta anche dai surrealisti, poichè il suo stile di trucchi e viaggi fantastici ricorda la dimensione onirica del sogno. Furono i surrealisti, infatti, che per Méliès realizzarono una retrospettiva, la prima retrospettiva cinematografica della storia. Ma è probabile, anche se si tratta solo di supposizioni, che le opere del grande regista siano state riprese anche da altri, come George Lucas, il quale avrebbe preso ispirazione per le navicelle spaziali di “Star Wars”.

In “Le Voyage dans la Lune” (“Il Viaggio sulla Luna”), come anche in altri metraggi, la pellicola risulta colorata, nonostante i film fossero in bianco e nero. Questo perchè le pellicole venivano colorate direttamente a mano, creando un effetto più realistico e soprattutto unico.

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