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Published on settembre 2nd, 2011 | by Marco Valerio

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68.Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – Giorno 3

Giornata caldissima al Festival di Venezia, e non solo dal punto di vista climatico. Sbarcano oggi in Laguna, infatti, due dei film che con molta probabilità faranno discutere maggiormente: “A Dangerous Method” di David Cronenberg e “Un ètè brùlant” di Philippe Garrel con Monica Bellucci. Il film del regista canadese ha ricevuto una buona, ma non straordinaria accoglienza in proiezione stampa. “A Dangerous Method” racconta la storia del legame tra Carl Jung (Michael Fassbender) e Sabina Spielrein (Keira Knightley), che si evolve raggiungendo pericolose spirali di morbosità sotto gli occhi di Sigmund Freud (Viggo Mortensen).

La Biennale di Venezia

A Dangerous Method

“A Dangerous Method”è un affresco sul primo novecento, periodo di grandi cambiamenti, tra cui la psicanalisi è solo uno dei più noti e celebrati. Tutto cambia alle soglie del nuovo secolo: l’uomo scopre di essere abitato da creature interiori cui Freud dà il nomi di Es, Ego, Super Ego. L’identità si frantuma e si muove, come al cinema lo sguardo e in letteratura il punto di vista. E con Jung le creature interiori si diffondono, invadendo l’inconscio collettivo. Per questo “A Dangerous Method” è un film profondamente cronenberghiano che si sposa alla perfezione con l’idea di cinema e le ossessioni del maestro canadese. A lasciare perplessi è quindi una certa freddezza con cui la materia viene affrontata, oltre a scelte di casting non sempre felicissime (vedi Keira Knightley e Vincent Cassell), ma che sono compensate da altre interpretazioni di livello (Fassbender su tutti). “Un ètè brulant” è il ritorno al Lido di Philippe Garrel, già vincitore del Leone d’Argento alla regia per “Les amants reguliers”. Per il regista francese questa è la settima partecipazione alla Mostra, a partire dal 1989, quando presentò “Baci” nella sezione collaterale Orizzonti. L’intreccio del film si configura come una catena di triangoli amorosi, innestati l’uno nell’altro ad opera di un destino beffardo.

La Biennale di Venezia

Un ete brulant

Frederic è un pittore ed è innamorato di Angele, un’attrice che è anche sua moglie. Ma Angele si innamorerà di Paul, un amico comune, e finirà per divorziare da Frederic. Paul, a sua volta, incontrerà Elizabeth, si innamorerà di lei e si separerà da Angele. Sarà la notizia della morte improvvisa di Frederic a riallinare i destini dei personaggi. Destinato a restare nella memoria collettiva per il nudo integrale della Bellucci, il film è stato sonoramente fischiato dalla stampa.

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