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Blue Valentine: la recensione | CineZapping





Recensioni

Published on settembre 10th, 2012 | by sally

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Blue Valentine: la recensione

Blue Valentine: la recensione sally
Voto CineZapping

Summary:

3.75

Film Grandioso


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Negli USA è uscito nel 2010, in Italia forse non lo vedremo mai, ma un film come “Blue Valentine” va assaporato in lingua originale, lontano dal doppiaggio italiano che spesso, per forza di cose, stravolge il significato e l’intensità dei discorsi. Candidato all’Oscar per l’interpretazione di Michelle Williams, oltre che ai Golden Globes e ai Satellite Awards, l’opera di Derek Cianfrance ha conquistato pubblico e critica al Sundance Film Festival.

Opera indie dall’inizio alla fine, “Blue Valentine” racconta con estremo realismo e in totale assenza di fronzoli cinematografici o trovate hollywoodiane melense e teatrali la storia d’amore di Dean e Cindy, interpretati rispettivamente da Ryan Gosling e Michelle Williams, attori di nuova generazione assolutamente capaci.

Se qualcuno aveva dubbi sul fatto che Gosling avesse altre abilità oltre a quella di mostrare gli addominali, potrà ricredersi in più occasioni dopo aver guardato i film che ha interpretato, “Blue Valentine” non è che l’ennesima prova. Lo stesso vale per Michelle Williams, che si distacca definitivamente e completamente dai panni della Jen di “Dawnson’s Creek”, per dimostrare di essere un’attrice brillante, ce ne ha dato prova più volte anche lei, guardare “Marilyn” per credere.

Blue Valentine

La storia di Dean e Cindy è giunta a un punto di non ritorno: i due si sono sposati ed hanno una figlia, ma la crisi sembra essere ormai irreversibile e la rottura definitiva nella loro relazione arriva proprio nel momento in cui i due tentano disperatamente di recuperarla. Derek Cianfrance ci mostra questo spaccato di vita in maniera semplice, con abbondanti flashback, saltellando avanti e indietro nel tempo per raccontarci dettagli delle vite dei due protagonisti, come si sono conosciuti, chi erano prima e cosa sono diventati dopo. Dean è un uomo che si accontenta di poco ma ha la grande capacità di amare la vita così come arriva, senza mai arrendersi ed in tutta la sua umiltà e nonostante gli errori, riesce a superare ogni ostacolo. Cindy, invece, è più ambiziosa del marito e vorrebbe che le cose cambiassero per lei e la sua famiglia. Laureata in medicina, sogna un futuro migliore, soprattutto quando vede presentarsi davanti a sé l’opportunità di una carriera brillante. Quando il divario tra i due si fa troppo grande, ogni cosa degenera e Cianfrance non fa altro che raccontarci quella che è una comunissima storia d’amore, con un’intensità che pochi altri sarebbero stati capaci di conferirle.

Parlare d’amore senza perdersi in banalità e luoghi comuni è davvero difficile, soprattutto se la storia, come quella di Dean e Cindy, non è ricca di colpi di scena e grandi eventi. Stiamo parlando di una famiglia media, che deve affrontare tutte le problematiche sociali e private di molte altre; la bellezza di “Blue Valentine“, difatti, non risiede nella sceneggiatura in sé, ma nella capacità degli attori di rappresentare le gioie e i dolori dei due protagonisti. C’è una perfetta sintonia tra Ryan Gosling e Michelle Williams, entrambi ci trasportano nel loro mondo, ci fanno emozionare quando si incontrano per la prima volta, ci fanno soffrire quando non riescono a trovare una via d’uscita per i loro problemi. Sapiente è la mano di Derek Cianfrance, che grazie al tipo di riprese ha saputo offrire diversa intensità e carattere alle immagini del presente e a quelle del passato (digitale in alta definizione il primo e 16 mm il secondo). Nel film sono presenti anche diverse scene di sesso, che però si amalgamano perfettamente al contesto, non risultano volgari nè tantomeno forzate, esistono ai fini della storia e sicuramente potrebbero rientrare di diritto tra le più difficili che i due attori abbiano mai girato.

Proprio grazie alla sua tecnica e alla naturale bravura degli attori, “Blue Valentine” diventa una piccola perla del cinema indipendente, che non spicca per l’originalità della sceneggiatura, ma per i contenuti veri e concreti, per la sua capacità indiscussa di intrappolare lo spettatore e trascinarlo per due ore dentro la vita di due persone, coinvolgendolo nei loro sentimenti, portandolo ad immedesimarsi. Da vedere.

Voto:

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