Interviste

Published on ottobre 29th, 2011 | by alessandro ludovisi

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Conferenza stampa di Jamie Bell al Festival di Roma

Prosegue  a vele spiegate il Festival cinematografico di Roma, tra film, red carpet e conferenze stampa. Nella giornata di ieri si è concesso a giornalisti e fotografi Jamie Bell, l’attore inglese che interpreta Tin Tin nell’adattamento cinematografico dei romanzi grafici scritti e disegnati da Hergé. La pellicola diretta da Steven Spielberg e prodotta da Peter Jackson è stata girata con la tecnica del performance motion capture.  

Jamie Bell

Grazie  a Jamie, divenuto celebre per la straordinaria interpretazione in “Billy Elliot”, scopriamo che è stato proprio Peter Jackson a consigliare all’amico e collega Spielberg di girare il film in motion capture:

“Alla fine è stato Peter Jackson a dire a Spielberg di usare il performance motion capture; lui aveva una tecnologia molto avanzata in Nuova Zelanda. Jackson si travestì da Capitan Haddock e girò un video di prova con Milù in motion capture per dare un esempio a Spielberg. Avevo già lavorato con Peter in King Kong, lui mi conosceva e mi ha telefonato per dirmi se volevo andare in Nuova Zelanda per divertirmi con Tintin. All’inizio non ero convinto: bisognava indossare tute strane e un casco, con una telecamera che ti spara una luce addosso, ma poi diventa come un gioco: per me è stata una grande occasione. Queste immagini realizzate da Peter Jackson sono poi state inviate a Spielberg e io sono stato felicissimo di avere il ruolo.”

Ricordiamo che, in realtà, il destino di Jamie Bell era già “segnato” e  da adolescente ebbe i primi contatti con Steven Spielberg. Di cosa hanno parlato? Di Tin Tin, ovviamente:

“Il casting per Tintin è stato ristretto a pochi aspiranti, perché Spielberg e Jackson sapevano molto bene quello che volevano: un attore europeo, perché Tintin ha una sensibilità europea, qualcuno che conoscesse Tintin e infine naturalmente che si trovasse a suo agio lavorando con il performance motion capture. Kathleen Kennedy disse che avrei dovuto incontrare Spielberg quando si parlava di un film tradizionale sulle avventure di Tintin: così lo incontrai; avevo solo 15 anni e questa per me è stata una cosa straordinaria. Ma poi il film non si è fatto.”

Jamie Bell ha dimostrato una notevole cultura dei fumetti di Tin Tin, ricordando Tin Tin nel Tibet (scritto da Hergé durante un periodo di crisi d’identità e considerato da molti fan come il suo miglior lavoro) e Tin Tin sulla luna: “Potrei emozionarmi come se ci fossi veramente, senza doverci andare!”. Non è semplice per un attore abbandonare il set tradizionale e lasciarsi sedurre da casco e sensori, ma è necessario se si vuol girare un film in motion capture (tecnica molto cara a Peter Jackson):

“La lavorazione del film si basa sulla tecnica del performance motion capture; abbiamo già visto esempi di questa tecnica nei film di James Cameron e Peter Jackson. Si tratta di un processo tecnicamente complicato da spiegare, è difficile comprenderne il meccanismo. Non ci sono set, luci, cose a cui siamo abituati, l’ambiente può sembrare diverso, però l’elemento fondante è la prestazione dell’attore, per questo si parla di performance motion capture, gli attori sono al centro di questo meccanismo. Non è frustrante, perché agli attori è consentito interpretare ruoli che altrimenti non potrebbero mai vestire. Si tratta di uno spazio libero, ed è anche molto divertente, perché si può usare la fantasia ed essere creativi. Bisogna usare la fantasia per immaginare come sarebbe interagire con un ambiente reale. Per Tintin, l’85% è stato realizzato con l’animazione e il 15% con la recitazione”

Nel corso dell’incontro l’attore inglese ha raccontato di come il film “Jurassic Park” gli abbia cambiato la vita (“Uscendo dalla sala mi sono chiesto cos’è il cinema?”), non tralasciando i ricordi sull’altra sua grande passione: la danza. Jamie Bell si definisce “un disastro” in danza classica ma un grande esperto di tip tap. Peccato che con molta probabilità sotto questo punto di vista non avrà molte occasioni cinematografiche per dimostare, anzi ridimostrare, il suo talento. Per ora godiamocelo nelle vesti del curioso e intrepido reporter belga nel film  “Le avventure di Tin Tin: il segreto dell’Unicorno”,  in quello che sarà il primo episodio di una trilogia.

 

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