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Di nuovo in gioco: la recensione





Recensioni

Published on Dicembre 7th, 2012 | by alessandro ludovisi

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Di nuovo in gioco: la recensione

Di nuovo in gioco: la recensione alessandro ludovisi
Voto CineZapping

Summary:

2.75

Buon Film


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“Di nuovo in gioco” (“Trouble with the Curve”) segna l’esordio cinematografico di Robert Lorenz che si affida all’amico e collaboratore Clint Eastwood per il ruolo da protagonista. I due hanno lavorato insieme, con Lorenz nelle vesti di produttore, per “Lettere da Iwo Jima”, “Mystic River”, “Flags of Our Fathers” e “Million Dollar Baby”. Clint, che ritorna sul grande schermo nelle vesti “semplici” di attore, è affiancato da Amy Adams, Justin Timberlake, John Goodman e Robert Patrick. Il film, l’ennesimo di una lunga tradizione sul baseball, è stato girato in Georgia  e vede Eastwood nei panni di uno scout degli Atlanta Braves.

La trama

Gus è uno degli scout più importanti della MLB e lavora per la squadra degli Atlanta Braves. Nonostante lo straordinario talento  non ha però mai accettato la modernizzazione dell’ambiente dei talent scout, rifutando l’utilizzo del computer per analizzare dati dei giocatori di college e liceo, preferendo il campo alla scrivania. Ormai a tre mesi dalla scadenza del contratto e con le nuove leve che cercano di soffiargli il posto, si recherà nella Carolina del Nord per osservare un promettente battitore.

Di nuovo in gioco

Segnato dalla età e dalla perdita, molti anni prima, della moglie, avverte un clamoroso calo di vista che molto probabilmente lo renderà cieco. Gus ha una figlia, Mickey (Amy Adams), che lavora come avvocato presso uno studio di cui prestà diventerà socia. Sarà proprio lei ad accompagnare il padre in quello che si preannuncia come un ultimo viaggio di lavoro. Le condzioni fisiche di Gus e la possibilità di ricostruire un rapporto padre e figlia spingeranno Mickey in questa folle avventura sui campi da baseball dove la ragazza troverà l’amore di Johnny (Justin Timberlake) un ex giocatore che ora fa lo scout per i Boston Red Sox.

Giudizio sul film

Quando c’è Clint Eastwood l’aspettativa è alta, questo lo sappiamo e lo stesso pluripremiato attore e regista è ben consapevole dei suoi mezzi tanto da aver rinunciato ai ruoli da protagonista per accomodarsi comodamente dietro la macchina da presa, da “Gran Torino” in poi. Così come per Gus il protagonista del film, il richiamo è però troppo forte, e probabilmente anche la voglia di venire incontro alla prima da regista di Lorenz, tanto che troviamo l’attore californiano “di  nuovo in gioco”. In realtà il titolo italiano inganna e non poco, rispetto all’ originale, il più aderente “Trouble with the Curve”. “Di nuovo in gioco” racconta la parabola discendente di un uomo ferito, che dietro allo sguardo imperscrutabile nasconde una vita di sofferenze con la passione, e la capacità, di trovare sollievo solo sulle modeste tribune dei campi di periferia, alla ricerca di talenti in erba.

Onesto e commovente nella prima parte, Clint trasmette tutto il disagio di un malato che rifiuta la sua malattia, incanalando il film su un binario drammatico che il regista sembra conoscere fin troppo bene. Le difficoltà nel leggere il giornale, o tirare fuori la macchina dal garage, abbandonano però – troppo – presto il campo visivo dello spettatore che si ritrova immerso in una storia parallela che esplode improvvisa nella sua staticità e prevedibilità. Altro che palla curva.

Il tentativo di una ricostruzione famigliare tra padre e figlia non appare poi così difficoltosa, se si esclude un buon colpo di scena finale, mentre i titoli di coda alla pellicola dimostrano l’intenzione di voler portare sullo schermo una storia melliflua. Ed è un peccato considerate le enormi potenzialità della trama. Lo script è debole e  l’ancora di salvataggio alla fine è rappresentata da un cast decisamente all’altezza dove oltre ad Eastwood (che in questi ruoli difficilmente fallisce), spicca la talentuosa Amy Adams e si ritaglia il suo spazio un discreto Justin Timberlake, che ancora una volta dimostra di non essere arrivato ad Hollywood casualmente.

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