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Published on Ottobre 2nd, 2014 | by Erica Belluzzi

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Dracula Untold: la recensione

Dracula Untold: la recensione Erica Belluzzi
Voto CineZapping

Summary: Una versione poco credibile della storia di Dracula, speriamo che Stoker e Murnau non si rivoltino nella tomba.

2.75

Buon Film


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Quando il cinema succhia il sangue…

Il buon Friedrich Wilhelm Murnau non poteva certo sospettare che il suo Nosferatu-Il vampiro,  film muto del 1922, sarebbe stato solo il primo di una lunga serie.

Lunghissima a dire il vero, dato che si contano più di 650 pellicole in cui si fa riferimento al Conte Dracula, per non parlare poi di quelle cui il vampiro più famoso di sempre è protagonista.
Solo per citare alcuni degli “imperdibili”, da Herzog (Nosferatu, Il principe della notte), a Coppola (Dracula), passando per Polanski (Per favore, non mordermi sul collo!) ed Argento (Dracula 3D), tutti ma proprio tutti —persino Andy Warhol— si sono confrontati col Nobile della Transilvania.

Anche quest’anno la Universal e la Legendary Pictures, case di produzione con una solida esperienza alle spalle di film horror e d’azione, si sono preoccupate per la nostra serata di Halloween: con un tempismo strabiliante Dracula Untold, diretto da Gary Shore, con protagonisti Luke Evans (Lo Hobbit, Fast and Furious 6), Sarah Gadon (Cosmopolis, Maps to the Stars) e Dominic Cooper (Captain America, Mamma mia), uscirà nelle sale italiane il 30 Ottobre.

Dracula Untold di Gary Shore

Dracula Untold di Gary Shore

Peccando forse di tracotanza, il regista definisce il suo prodotto una sorta di prequel del romanzo di Bram Stoker, e vuole renderci edotti sull’aspetto meno indagato della vita — cinematograficamente e non — infinita del Conte, concentrandosi sugli avvenimenti che lo resero celebre ed immortale.
Siamo reintrodotti nel regno del sadico Vlad III che seppur noto come “Vlad l’impalatore” a causa della personalissima usanza di torturare i nemici impalandoli ancora vivi, ha deciso di lasciarsi alle spalle queste usanze barbare e dedicarsi agli affetti — eccolo dare il bacino della buonanotte al figlioletto e perdersi in battutine con la moglie come “la vita è sempre troppo breve per chi vive ma per chi ama è per sempre” che neanche Moccia nei suoi momenti migliori— e al popolo su cui regna, salvaguardandoli dalle mire di uno spietato sultano turco.

Il tutto è affrontato da Vlad-Luke Evans con una presenza scenica non da ridere: abbronzato palestrato e senza un capello fuori posto, si destreggia in improbabili piroette e combattimenti all’ultimo sangue, lasciandosi alle spalle il Dracula con orecchie di ratto, unghie lunghe e aspetto spettrale tanto caro al nostro immaginario. Pare di stare guardando un film d’azione, una specie di Batman decolorato, più che la triste storia un mostruoso vampiro condannato all’infelicità.
Difficile reggere il confronto con una delle saghe più affollate della cinematografia, e pur di differenziarsi, tutto fa brodo: ecco che gli effetti speciali avvicinano le metamorfosi di Vlad alla fantascienza, mentre aleggia lungo tutta la pellicola un qual gusto per gli esorcismi e le saghe medievali.
Se questi elementi rasentando il pleonasmo più che gettar paura stufano, ad inquietare è una certa xenofobia di fondo evidente in battute come “presto il mondo sarà turco“, quel senso di distruzione del diverso che non abbiamo certo bisogno di andare al cinema per scoprire.
Inoltre se Stoker nel suo capolavoro grazie a una doviziosa indagine storica e culturale costruì Dracula quale personaggio che abbracciasse tutti gli stereotipo negativi dello straniero, oggi il sultano cattivo di Shore ha l’accento di un arabo che si destreggia con l’inglese.

Che dire, speriamo che almeno Stoker e Murnau non si rivoltino nella tomba….

 

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