Joy", il nuovo film di David O. Russell Joy: la recensione | CineZapping





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Published on febbraio 8th, 2016 | by Elide Messineo

Joy: la recensione

Joy: la recensione Elide Messineo
Voto CineZapping

Summary: Il peso dell'intero film sulle spalle di una salvifica Jennifer Lawrence.

3

Un'occasione sprecata


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Inizia come una favola moderna “Joy“, il nuovo film di David O. Russell arrivato nelle sale italiane il 28 gennaio con protagonista Jennifer Lawrence. Basato sulla vera storia di Joy Mangano, il film parte con ottime premesse, ma la storia non viene sfruttata al meglio.

Sembra la storia di Cenerentola, Joy ha sulle sue spalle il peso di una famiglia sgangherata: un padre assente, che va e viene a seconda della donna che riesce a rimanere al suo fianco; la madre è sprofondata nella depressione e passa le sue giornate appiccicata alla tv guardando soap opera; il suo ex marito vive nel seminterrato ed è la persona di cui si fida di più, da lui ha avuto anche due figli; la sorellastra, invidiosa perenne, trova sempre il modo per darle fastidio. Poi c’è la nonna, l’unica che veramente crede nelle capacità della ragazza, mai realmente valorizzate. La vita reale di Joy Mangano viene mescolata alla finzione voluta da David O. Russell e il confine tra le due parti è spesso poco nitido. Questo agevola la narrazione da una parte, ma dall’altra la tecnica adottata dal regista è del tutto incomprensibile.

Joy, le donne alla riscossa nel sogno americano

David O. Russell ha scelto uno stile registico parecchio strano, con dei tagli buttati qua e là che di certo non lo aiutano a valorizzare una storia con un grandissimo potenziale. Carina l’idea di rendere la protagonista la moderna Cenerentola, intenta a badare a casa e famiglia che, lavando i pavimenti, ha l’idea di realizzare un mocio innovativo mentre deve fare i conti con una madre assente, una matrigna fin troppo presente e perfino con una sorellastra. Perché è dalla sua piccola illuminazione che ha avuto inizio l’impero di Joy Mangano, diventata presto protagonista indiscussa del mondo della telepromozione, al tempo in cui Joan Rivers non era ancora leggenda ma il suo futuro era quasi del tutto chiaro.

Joy deve superare una serie di difficoltà che avrebbero smontato la maggior parte delle persone, ma la sua determinazione riesce a farle avere la meglio. Con una pazienza invidiabile, la donna riesce a fare slalom in mezzo ai personaggi della famiglia, sempre pronti a metterle il bastone tra le ruote. Ma lei non li condanna mai ed è sempre pronta a dare una mano a tutti, qualunque cosa accada. Questo concetto viene ribadito in più modi, lo si capisce dall’inizio quando apprendiamo che l’ex marito della donna vive nella sua stessa casa. E, come dice la donna, i due formano la coppia di divorziati più bella del mondo. Per poco non rischia di scadere nel banale, della volontà di “santificare” il personaggio principale a tutti i costi.

Il regista rimarca spesso un altro concetto, quello del sogno americano. Negli USA ogni giorno qualcuno ha la possibilità di fare qualcosa di grande, questo è il pensiero alla base dell’intero film, anche se al sogno americano ormai ci credono in pochi. Ma qui David O. Russell riesce a colpire nel segno, perché al centro della storia c’è una donna capace, nella quale non crede nessuno ma che tuttavia riesce ad ottenere ciò che vuole, perché crede fortemente in quello che fa.

Un cast sprecato

Come la povera Joy, anche Jennifer Lawrence deve avere tutto il peso su di sé, la responsabilità di tenere in piedi un intero film dalla sceneggiatura traballante e con un cast assente. Qui la colpa va tutta alla regia e anche se JLAw si è dovuta beccare tutte le critiche possibili, se non fosse per la sua interpretazione il film sarebbe passato del tutto inosservato. Insomma, ci sono Isabella Rossellini, Robert De Niro e Bradley Cooper, ci vengono concessi a piccole dosi e in ruoli insopportabili. La prima è la vedova arricchita che però sembra essere uscita da una puntata de “La tata”, il secondo ormai si è ridotto a macchietta e Bradley Cooper ha un ruolo marginale, come se fosse un appunto del regista stesso per ricordarsi che è uno dei suoi attori-feticcio.

Peccato per l’occasione mancata, in ogni caso la storia rimane interessante e un esempio di donna capace di farsi da sola di crescere e di mettersi alla guida di un impero superando ogni singolo ostacolo. La parte più bella di tutto “Joy“, infatti, è quella in cui la protagonista affronta faccia a faccia il suo “nemico” e tutte le paure che ne conseguono, liberandosi una volta per tutte dei suoi pesi sotto una nevicata in pieno Texas.

Jennifer Lawrence

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