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La Talpa: la recensione





Recensioni

Published on gennaio 14th, 2012 | by sally

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La talpa: la recensione

La talpa: la recensione sally
Voto CineZapping

Summary:

4

Film Grandioso


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Avete sentito parlare di film di spionaggio? Quando pensate a “La talpa“, però, dimenticate le scene eclatanti alla James Bond o Ethan Hunt che corre giù per i grattacieli come se nulla fosse, qui si tratta di una storia completamente diversa. Lo spionaggio non è solo azione, talvolta nel mondo del cinema si creano luoghi comuni, ma cosa succede nella dimensione della burocrazia e nelle menti degli artefici?

La Talpa

E’ quello che spiega Tomas Alfredson, tornato in sala dopo il successo di “Lasciami entrare“. Dall’horror allo spionaggio, il suo “Tinker, Tailor, Soldier, Spy“, titolo preso da una filastrocca britannica che si comprenderà a film avviato, piazza in prima linea un superbo Gary Oldman, che raggiunge forse l’apice della sua bravura, nei panni di un tormentato e silenzioso George Smiley. Insieme a lui c’è un cast davvero stellare a fare da contorno, basta solo leggere un paio di nomi per convincersi che bisogna vedere il film: Colin Firth, Mark Strong, Tom Hardy, John Hurt.

Siamo nell’Europa della Guerra Fredda: da una parte gli Stati Uniti, dall’altra l’Unione Sovietica, nel mezzo la Gran Bretagna. Gli agenti britannici del Circus sospettano dell’esistenza di una Talpa tra loro che comunica con i sovietici. Fresco fresco di pensione, l’agente Smiley viene richiamato ad indagare sulla questione, ritrovandosi così a fare i conti con un passato amaro.

Diciamolo fin dal principio: la sceneggiatura de “La talpa” non è impeccabile, anche perché svela praticamente all’inizio del film chi sia “l’intruso”, perfino l’occhio meno attento non potrà fare a meno di notarlo. Tuttavia, il film funziona perfettamente, anche con la mancanza delle scene d’azione alle quali ci hanno abituato, ormai da moltissimi anni, i consueti film di spionaggio. Qui è tutto diverso, l’agente Smiley medita in silenzio, ride poco, si limita a qualche battuta, è freddo e pensieroso, ha molti drammi interiori ma non li lascia trapelare, a prestargli il volto in maniera impeccabile, con una mimica immortalata nel più piccolo dettaglio, nella smorfia più impercettibile, è Gary Oldman, che ricorda per certi aspetti il Toni Servillo de “Il divo” che tanto piacque oltreoceano.

Gary Oldman - La Talpa

Attorno a lui, altri personaggi loschi e meno loschi, a partire da Mark Strong, protagonista del dramma da cui scaturisce il grande sospetto: quale, tra le persone con le quali hai vissuto insieme per anni, è la vera talpa? Difficile dirlo, perché niente è come sembra, e chi può saperlo meglio di una spia?

Tomas Alfredson ci conduce in un viaggio alla scoperta della risposta al fianco di un pacato Oldman, che si muove a passo lento tra le grigie strade di Londra, aiutato da una fotografia perfetta, opera di Hoyte Van Hoytema, ed i personaggi circondati da ambientazioni ricostruite con attenzione maniacale ai dettagli e dalle splendide musiche di Alberto Iglesias. Con tutta probabilità, il film non riuscirà a superare il romanzo di John Le Carrè da cui è tratto, ma il regista ha comunque compiuto un ottimo lavoro. Forse a risultare troppo “accelerato” è il finale che, dopo un cammino lento nel mondo dell’intelligence qua e là per l’Europa, corre troppo in fretta e si chiude velocemente, peraltro in maniera originale, dopo tanti drammi consumatisi, sulle note di una versione di “La mer” di Charles Trenet (un live di Julio Iglesias del 1976) assolutamente imperdibile.

La talpa” fa apprezzare senza nostalgia anche il cinema che non offre azione spettacolare e grandi effetti speciali; il potere della mente del nostro agente Smiley e i suoi silenzi, sapranno comunque trasportarci piacevolmente in un mondo fatto di intrighi che, prima o poi, finiscono per sporcare anche l’animo più pulito.

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21 Responses to La talpa: la recensione

  1. Massimo says:

    Premesso che sono laureato con 110 in storia della critica del cinema con il professor Aristarco, dichiaro che del film non ho capito nulla. Chi erano i protagonisti, quando si svolgevano le azioni, la successione degli eventi. Credo che al regista sia caduta la sceneggiatura per terra e che abbia raccolto i fogli a caso e poi con quell’ordine abbia montato il film.

  2. caterina says:

    Film orribile!!! Lento, ambienti bui ed estremamente noioso! Se fossimo stati vicini ad una uscita, avremmo lasciato la sala dopo un’ora!!

  3. maurizio51 says:

    Onestamente, a parte la fotografia, il film l’ho trovato veramente noioso e sono d’accordo con Massimo veramente difficile da seguire e capire. Alla seconda programmazione serale ho visto molte persone appisolarsi e qualcuno lasciare la sale prima della fine. Penso visto il cast si potesse fare di meglio. Otto euro e cinquanta buttati.

    • francesco says:

      Hai ragione, soprattutto se il film non piace. Io ho provato la stessa sensazione con “l’ultimo inquisitore” con Javier Bardem!

  4. Roberto says:

    Concordo perfettamente con Massimo che mi ha preceduto.
    In base alla critica ci si orienta per vedere un film, ma forse è meglio lasciar perdere.
    Anche facendo molta attenzione non si riesce a capire un accidente; infatti appena tornato a casa sono andato a vedere la trama.

  5. francesco says:

    Non è un film facile e, soprattutto, come il Codice da Vinci, occorreva prima leggere il libro. Personalmente mi è piaciuto, ma avendo divorato il romanzo di Le Carrè, potevo seguire in scioltezza e spiegarmi un mucchio di cose (perchè Controllo organizza la missione a Budapest, o perchè c’è una lotta ai vertici del Circus, per esempio). Sicuramente chi si aspettava James Bond è rimasto deluso ma, sarò di parte, a me è piaciuto, anche perchè i cambiamenti sono stati minimi, a parte l’omosessualità di Guillam, che invece nella realtà letteraria è un donnaiolo.

  6. Cosimo says:

    Ho fatto fatica a tenere gli occhi aperti e non nascondo che mi sono addormentato una mezzoretta.
    Un film con quel cast e con quella trama poteva essere fatto molto meglio.
    Purtroppo le recensioni ufficiali sono sempre pagate dalle mayor e la fregatura dei film tocca sempre a chi paga un salasso per vedere film mal riuscito come “La Talpa”.
    Se volete bene ad un amico, non consigliatelo.

  7. Giorgio says:

    Era un film?

  8. veronica says:

    A me il film è piaciuto. certo non è un film d’azione e in alcuni punti risulta essere noioso, però la storia non male. è un film piacevole.

  9. laura says:

    D’accordo in tutto con Massimo: film noiosissimo, non ci si capisce nulla, soporifero, m i aspettavo di più con attori di quel calibro, e di film ne ho visti parecchi…….da sconsigliare

  10. antonio says:

    film stupendo…nn capite un cazzo, ma ki te l’ha data la laurea :-D

  11. Roberta says:

    Io non ho capito niente di questo film, è fatto malissimo e soprattutto solo per chi ha precedentemente letto il libro. Mah, l’ignoranza regna sovrana e tu Antonio carissimo stai avanti a tutto e porti la bandiera!!!!

  12. davide says:

    Per vedere questo film occorre aver letto 3 o 4 libri di Le Carrè. Il film è anche troppo rispettoso del clima descritto nel libro La talpa, forse il più famoso. Per me che l’ho visto a San Paolo del Brasile in originale mi ha sorpreso l’interpretazione degli attori, tutti eccellenti, e come si è potuta ricreare l’atmosfera del libro. Fotografia perfetta, sceneggiatura anche, certo Cruise e Craig sembrano dei cafoni che fanno finta di fare gli agenti speciali. Si avvicina molto all’altro memorabile agente interpretato da Michel Caine (Ipcress). Chi cerca azione ed effetti speciali giri al largo questo è un film per palati raffinati (senza offesa per nessuno ovviamente).

  13. Giorgio says:

    film noiosissimo e soporifero..sconsigliatissimo..

  14. alessandro says:

    Premesso che sono laureato con 110 in storia della critica del cinema con il professor Aristarco, dichiaro che del film non ho capito nulla. Chi erano i protagonisti, quando si svolgevano le azioni, la successione degli eventi. Credo che al regista sia caduta la sceneggiatura per terra e che abbia raccolto i fogli a caso e poi con quell’ordine abbia montato il film.

    Massimo, con tutto il rispetto, cosa non ha capito? I protagonisti sono chiarissimi e la successione degli eventi idem, forse non si è accorto che ci sono dei flashback continui? Le azioni si svolgono al presente e al futuro….credo che più del regista il problema sia stata la mancanza di concentrazione….

  15. Bruna says:

    sono convinta che solo chi ha letto precedentemente il libro può capire qualcosa…… io non l’ho letto e ho capito molto poco………speravo tanto in mio marito ma lui ha capito ancora meno di me Bruna

  16. Giovanni says:

    I protagonisti erano chiari ma la successione temporale no. Innanzitutto alessandro, quelli che tu chiami flashback sono piuttosto flashforward. Secondo, come ha detto Massimo la successione temporale non è per nulla chiara (ho rimediato un malditesta solo per capire quando succedeva cosa). Io non me ne intendo di cinema ma penso che per far capire il cambiamento cronologico si debbano usare degli stratagemmi classici e banali come “immagini offuscate” o banalmente “personaggi più giovani/vecchi fisicamente”. Non ho mai capito chi fosse la Talpa e non l’ho capito nemmeno ora che so chi è. L’unica cosa che sono riuscito a dire alla fine del film è stato :”BOH”

  17. Petauro says:

    Film straordinario, unica pecca in un tripudio di bellezza, come accennato, un finale troppo condensato, ma accompagnato da quella splendida canzone lo vale tutto, il difetto.
    Salti temporali azzeccatissimi, mai scontati e mai prevedibili, sforzarsi di tenere insieme la matassa è indispensabile, incredibile l’attenzione ai dettagli che ti fa sempre chiedere se la tua di attenzione non ti abbia lasciato qualche briciola lungo il percorso. Nello stesso finale, basta una smorfia per insinuare il dubbio nello spettatore più attento, insomma, più che un film, una lezione di spionaggio e di cura dei dettagli ma non fine a se stessa, fine ad un corretto modo di seguire la vicenda. Attori magistrali, l’uno per l’altro, forse un Hardy un pelo sopra le righe, ma non guasta la nota stonata, emerge ancor più prepotente il resto.
    Anni che non vedevo una bellezza simile.
    Per palati fini, massima allerta e grande attenzione.

  18. Mic Hey says:

    Allora.. non dirò se è bello o brutto..

    vi dico solo che un certo “Breach-l’infiltrato” con 2(2!) soli attori principali SURCLASSA

    letteralmente questa boiata !

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