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Published on dicembre 15th, 2010 | by Wiicio Sh-B

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Megamind: recensione in anteprima

Megamind: recensione in anteprima Wiicio Sh-B
Voto CineZapping

Summary: Divertente, fresco, ricco di citazioni, lo apprezzerà anche chi non ama i cartoon. Perfetta colonna sonora.

4

Film Grandioso


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Oggi non è stato un martedì qualunque a Roma. Gli scontri hanno creato apprensione e magari la preoccupazione non rendeva l’animo leggero per recarsi al cinema a vedere “Megamind“, il nuovissimo lavoro della Dreamworks, che mette insieme un cast molto ben congeniato per realizzare l’ormai non insolito cartoon per non più giovini, tutto sotto la supervisione del geniale Tom McGrath (già consacrato dalla serie Madagascar) e la recitazione di Will Ferrell, Brad Pitt e Tina Fey, insomma gente che quando, al mattino, va a controllare la cassetta della posta, si aspetta di trovare la nomination all’Academy Award o al Golden Globe, piuttosto che la bolletta della luce!

Megamind

La trama del film è molto semplice quanto sorprendente, l’unica cosa adatta ai bambini, giusto per non far loro perdere il segno. L’incipit del film è un pretesto perfetto per inserirvi la narrazione, previo poi far scordare allo spettatore che la pellicola è un racconto, se non per l’inizio, uno stile simile a quanto già visto in “Le Follie dell’ Imperatore”, dove il nostro Megamind (Will Ferrell nella versione originale, Roberto Pedicini in Italia) narra la sua storia, molto ma molto strana. Ancora una volta il tema della fortuna la fa da padrone in sala, infatti il neonato cattivone viene spedito sulla Terra dai suoi genitori, abitanti di un pianeta che sta per essere inghiottito da un buco nero. Stessa sorte tocca al suo antagonista temporaneo, il supereroe di tutti i fumetti, l’ennesima versione di Superman, Metro Man (Brad Pitt, mentre a noi tocca “accontentarci” di Adriano Giannini). Le loro navicelle in rotta d’atterraggio sul pianeta verde e blu si sfiorano a pochi metri dal suolo di Metro City creando una carambola che permette all’infante Metro Man di scaraventarsi in una famiglia ricca ed agiata, dove apprenderà una buona educazione che lo porterà ad utilizzare i suoi poteri alieni al servizio del bene, mentre il piccolo Megamind atterra nel cortile di una prigione per talenti criminali, i cui detenuti ottengono il permesso di adottarlo. In questo caso mi sembra superfluo dire che l’educazione ricevuta dal nostro cattivissimo sia l’antitesi di quanto inculcato dalla Signorina Rottermaier ad Heidi!

Megamind

Ed è qui, nell’infanzia prima, nell’adolescenza poi, fino ad arrivare all’età adulta che la sfida tra i due alieni diviene l’incarnazione della solita dicotomia: Bene VS. Male. Ma c’è dell’ inaspettato, il trionfo stavolta è del male. Infatti durante un fantastico combattimento a metà tra “Dragon Ball” ed i “Transformers” la mente di Megamind trionfa contro i muscoli di Metro Man, che nel tentativo di salvare il solito ostaggio, la sexy- giornalista Roxanne Ritchie, (una donna tutto pepe capace di tirarsi fuori dai guai con la sua lingua arguta e molto fascinosa, una specie di Jessica Rabbit della porta accanto, nella versione originale Tina Fey, in italiano Stella Musy), viene battuto. A Metro City inizia un’era buia, dove Megamind ed il suo fedele compagno Minion (David Cross, Nanni Baldini) spadroneggiano dall’ufficio del Sindaco nel quale depositano merce saccheggiata tra cui: l’Arca dell’Alleanza, la Monna Lisa, i Gioielli della Corona, un Van Gogh, una Ferrari appesa al muro in verticale, una Vespa Gialla, la Coppa del Mondo, vasi Ming ed una copia originale della Costituzione Americana! Di tutto ciò, però, presto o tardi ci si stanca e non c’ è protagonismo senza un degno antagonista che Megamind e Minion finiranno così per crearsi in modo di poter ancora continuare a sprizzare cattiveria da tutti i pori, così come riesce solo a chi ha voglia di misurarsi, di portare avanti una doppia, eterna sfida: prevarranno i muscoli contro il cervello? Avrà la meglio il male sul bene o si trattava solo di una casualità? Si sa, il dolce sapore della vittoria è troppo gustoso per essere percepito un’unica volta soltanto! Ma si sa, nella vita è sempre possibile inzuccherarsi il carattere e la ricetta giusta per riuscirci e mescolare la  cattiveria con una bella dose di amore, così come scontato è che certe posizioni possano sempre essere sovvertite. Ma ovviamente questa parte è meglio riservarla al mistero, seppur si tratti di quella che è quasi l’ architrave di tutta la storia.

Megamind

La pellicola è dunque molto interessante, anche per coloro i quali non prediligono i cartoon. In genesi la produzione indicava la via del live-action per la realizzazione del lungometraggio, in seguito sostituito dall’animazione. Dettaglio, quest’ultimo, che balza molto ben in vista oltre che per la somiglianza dei personaggi agli attori o comunque alle proprie espressioni vocali, anche per la trama molto “commediosa”, quasi parodica. E ritengo sia un è bene che per un copione del genere sia stata prediletta questa tipologia di ripresa, proprio per non banalizzarne i contenuti, utilizzando l’ espressività dei disegni per esaltare le gag oltre che per non mandare in sala il solito copione di sfavillanti effetti speciali che non accattiverebbero più come un tempo lo spettatore. Altra fantastica scelta è la colonna sonora che accompagna l’azione con tracce come “Highway to Hell” e “Back in Black” degli AC/DC o “Welcome to the Jungle” dei Guns n’ Roses, perfettamente congeniate coi costumi di Megamind. Sono presenti, naturalmente, anche delle composizioni originali, curate da Hans Zimmer con la collaborazione di Lorne Baffe. Degna di nota anche l’ennesima citazione de “Il Padrino“, che come non mai riesce a strappar risate, anche dai più piccoli che probabilmente ancora non lo conoscono. Questo Natale, insomma, è decisamente consigliabile versare la nostra pecunia per questo spettacolo, lasciando perdere il solito cinepanettone. Voto? 8/10, solo perché pochi mesi fa il ruolo del cattivo ribaltato è stato già lanciato in “Cattivissimo Me”!

Vicio Scibilia

 

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