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Published on agosto 29th, 2013 | by Elide Messineo

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Mostra del Cinema di Venezia: l’arrivo di George Clooney, la Lucarelli contro Eva Riccobono

Ha ormai preso il via la Mostra del Cinema di Venezia, sono tantissime le star attese al Lido ed in particolare ieri era attesissimo George Clooney, arrivato insieme a Sandra Bullock.

La Mostra è giunta alla settantesima edizione, ieri è stato accolto tra gli applausi il film “Gravity” di Alfonso Cuaron con l’accoppiata Clooney-Bullock che si è presentata sul red carpet più radiosa che mai. Il film ha aperto ufficialmente la Mostra ed è stato proiettato in 3D, infatti è iniziato con 30 minuti di ritardo a causa della distribuzione degli occhialini.

L’attrice Sandra Bullock ha parlato della sua esperienza sul set del film, “Gravity” non è stato un’impresa facile e ai giornalisti ha raccontato:

Mio fratello è amico di un astronauta, mi ha chiamato dallo spazio e mi ha dato consulenza. E’ incredibile cosa fa un cellulare. Per noi gli astronauti sono miti, sono invece persone normali con una passione straordinaria per la vita e il nostro pianeta. A parlare con loro ti senti umilissima.

Sandra Bullock e George Clooney | © Ian Gavan / Getty Images

Sandra Bullock e George Clooney | © Ian Gavan / Getty Images

George Clooney invece ha parlato della situazione in Siria, una tematica che da sempre gli sta molto a cuore. L’attore ha raccontato di aver comprato un satellite per sorvegliare la zona del Darfur, i giornalisti hanno posto anche una domanda sulle politiche di Obama e lui ha ironizzato anche su uno degli argomenti più gettonati degli ultimi giorni, Ben Affleck nei panni di Batman:

Mi aspettavo questa domanda e anche una su Ben Affleck – replica ridendo -. Ma devo dire che per la Siria non credo di avere una risposta.

La Mostra del Cinema di Venezia non ha portato fortuna al giurato Razvan Radulescu, derubato mentre si trovava sul treno che dalla Francia lo stava portando a Venezia, come ha raccontato il direttore della Mostra Alberto Barbera:

La madrina di questa edizione della Mostra è la trentenne Eva Riccobono, ex modella ed aspirante attrice, rimasta sopresa dalla scelta di Barbera ma nei panni di madrina ha un obiettivo preciso:

Ho paura del rischio gaffe, impappinamenti… Spero di uscire dal cliché della modella algida e seriosa, quella era una maschera che mi ha anche difesa, ma io non sono così.. anzi, sono piuttosto calda e solare, una cui piace cucinare e pure mangiare i piatti che fa.

Eva Riccobono | © GABRIEL BOUYS / Getty Images

Eva Riccobono | © GABRIEL BOUYS / Getty Images

Qualcuno invece non ha affatto apprezzato la scelta di Barbera ed è stata la blogger Selvaggia Lucarelli, che ha definito la Riccobono “sciatta”, scatenando le polemiche sul web:

Che siamo un paese piccolo, lo grida perfino la scelta della madrina del Festival di Venezia. Che non è una scelta scandalosa. E’ una scelta sciatta, che è peggio. Quella scandalosa era stata due anni fa, quando Ezio Greggio aprì la manifestazione con il suo irresistibile film parodia “Box office in 3d”. La Riccobono è solo l’ennesima sciatteria. Una stampellona sorridente che l’altro ieri ha deciso di fare l’attrice e che noi premiamo così, sulla fiducia, alla faccia di chi il cinema lo fa per vocazione e istinti un po’ più nobili che “sto diventando vecchia per le passerelle”. L’ennesima cosa che non meritiamo e che non merita il cinema, dove il brutto è sempre stato meglio che lo sciatto. Almeno il brutto ha una sua vitalità, lo massacrano e poi c’è sempre un Tarantino o un Marco Giusti a sdoganarlo. Lo sciatto se ne sta lì, accettato e indisturbato senza infastidire troppo, finchè poi non ti ci abitui e non ci fai più caso. Al massimo, se qualcuno lo fa notare, dici “Vabbè dai, c’è di peggio”. La Riccobono? Vabbè dai, c’è di peggio. Certo, c’è Manuela Arcuri. Ma che c’è di meglio finisci che te lo dimentichi. Guardavo Venezia, così bella nelle immagini di Sky stasera e pensavo che proprio lei, la città sull’acqua, tra scontrini folli, gondole impazzite e madrine inspiegabili, quest’estate è stata il simbolo di un paese che fa acqua da tutte le parti. Solo che il resto del paese, galleggia con meno poesia.

 

 

 

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