Recensioni

Published on Ottobre 6th, 2016 | by sally

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Pets – Vita da animali: la recensione

Chris Renaud ha già conquistato il pubblico una volta co-creando la Illumination Entertainment con Chris Meledandri, la casa di produzione che ha dato via al successo di “Cattivissimo me” e dei Minions.

Adesso torna alla regia di “The secret life of pets“, ovvero “Pets – Vita da animali” nella versione italiana, un’esilarante avventura che racconta come si comportano gli animali quando i loro padroni non sono in casa. Il trailer prometteva già bene ma, come spesso accade in questi casi, c’era il rischio che la comicità fosse concentrata in quei pochi minuti e che il film non si sviluppasse sullo stesso piano.

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Durante i primi minuti ne sono stata convinta, le immagini del trailer sono concentrate tutte lì, ma “Pets – Vita da animali” scorre divertente, non annoia e anzi, la durata è perfetta. Di certo è un ottimo prodotto per i più piccoli, che si divertiranno a vedere le gag dei simpatici animali domestici (e non solo). Il protagonista della storia è Max, cane domestico che vive giornate felici insieme alla sua padrona, la aspetta diligentemente davanti alla porta per farle le feste ma la sua felice routine viene interrotta dall’arrivo di Duke. Quest’ultimo, appena salvato da un canile, è un cagnone simpatico che si accaparra subito la benevolenza del pubblico ma non quella di Max. I due si ritroveranno a vivere una grande avventura da Manhattan a Brooklyn per riuscire a tornare a casa. I loro amici, con la cagnolina Gidget in prima fila, si attiveranno per riuscire a trovarli, nel frattempo dovranno fare i conti con la banda degli animali che vivono nascosti nelle fogne, capitanata da un insospettabile coniglietto bianco, Nevosetto.

La vera star del film è proprio lui: doppiato nella versione originale in maniera perfetta da Kevin Hart, è il personaggio più esilarante in assoluto, per l’aspetto che si scontra con la sua personalità da duro. “Pets – Vita da animali” raccoglie una serie di scene divertenti che giocano sugli stereotipi e le abitudini legati a questo mondo, dal gatto indifferente al porcellino d’india un po’ stordito. Il film corre ad alta velocità e non mancano le scene di “azione”, tutto chiaramente all’insegna della comicità. Sorge spontaneo fare un paragone con le opere di casa Disney Pixar: a livello qualitativo “The secret life of pets” non si distacca di molto, nemmeno per la sceneggiatura e la caratterizzazione di tutti ma proprio tutti i personaggi, indipendentemente dalla durata della loro presenza sullo schermo. La cosa che manca o meglio, che non viene rimarcata, è la parte sentimentale. Se la Disney Pixar fa leva sui sentimenti più puri e semplici portando lo spettatore a immedesimarsi e a provare le stesse emozioni dei personaggi che segue sullo schermo (“Inside out” ne è l’esempio emblematico visto che sono le emozioni ad avere il ruolo principale, ma vale lo stesso per “Alla ricerca di Dory” e tutti gli altri), in questo caso la priorità viene lasciata al divertimento. I messaggi più sentimentali non vengono messi in primo piano, sebbene non siano del tutto assenti. I sentimenti ci sono ma non vengono messi troppo in gioco, il prodotto finito diventa puro spasso, con poche parentesi sui messaggi positivi che potrebbe mandare. Ma va bene così, non è necessario inserire sempre la morale finché l’opera in toto non rischia di diventare un modello negativo. Rischio che qui è lontanissimo, anzi, inesistente. Vi farete un bel po’ di risate.

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