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Published on dicembre 14th, 2012 | by Andrea Lupia

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Recensioni cult: Forget Paris

Recensioni cult: Forget Paris Andrea Lupia
Voto CineZapping

Summary:

3.75

Film Grandioso


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Gli anni ottanta non finiscono con l’arrivo degli anni novanta. Può sembrare un controsenso ma non è questo il caso. L’impronta culturale che caratterizzò i due lustri della musica pop, non si esaurì infatti con l’avvento del decennio successivo, prolungando, di fatto quel periodo in una eco molto più duratura. Opere tanto musicali, quanto cinematografiche hanno continuato ad essere portate avanti sviluppandosi in maniera autonoma e naturale, ma risentendo di quello stile, di quella maniera anche nelle produzioni meno note. Di quest’epoca d’oro scomparsa, “Forget Paris” è l’esempio perfetto.

Scritto, diretto ed interpretato da un Billy Crystal in grande spolvero, “Forget Paris” è una commedia sentimentale particolarissima che racconta la relazione fra Mickey (Billy Crystal) e Ellen (Debra Winger) attraverso le voci dei loro amici e conoscenti. Varie coppie riunite a cena aspettando Mickey, raccontano a turno gli episodi di questa storia d’amore fra l’arbitro di basket che deve volare in Francia per via della morte del padre e la bella Ellen che lavora per una compagnia aerea. Alternandosi nel racconto, le coppie narrano l’evoluzione di questa storia tanto avventurosa, quanto divertente, ma a tratti commovente, fino al (bellissimo) finale a sorpresa.

La locandina di “Forget Paris”

Figlio come già detto di un certo modo di fare cinema, “Forget Paris” è un film godibilissimo, romantico e molto divertente, che si fa forte di una recitazione incredibilmente buona da parte dei protagonisti, di un ritmo perfetto e, soprattutto, di dialoghi esilaranti. Il personaggio di Mickey, capace di scherzare anche sulla bara di suo padre (letteralmente) è un fiume in piena di gag e battute fulminanti, ma anche capace di momenti di rara intensità. La bellissima Debra Winger è un contraltare perfetto, assolutamente incapace di sfigurare, forte di una presenza scenica impareggiabile. Per intenderci:

Ellen: Tu dormi con la finestra aperta?
Mickey: Sì, perché?
Ellen: A me non piace. Dovrai abituarti a tenerla chiusa.
Mickey: Va bene. Tu da che parte spremi il dentifricio, dalla cima o dal fondo?
Ellen: Dal fondo, credo.
Mickey: Beh, io non lo sopporto, quindi non farlo.
Ellen: Se usi la mia macchina, rimetti le chiavi dove le avevo lasciate.
Mickey: Non usare il mio rasoio per radere una qualsiasi parte del tuo corpo. E non porgermi mai qualcosa da mangiare dicendo: assaggia, dimmi se è andato a male.
Ellen: D’accordo. Vuoi parlare di sesso, religione, politica?
Mickey: Nah, quelle stronzate si risolvono da sole. Abbiamo sistemato l’essenziale.
Ellen: Ok. Allora ti sposo…”

Non anticipo nient’altro. Bello, divertente e davvero ben fatto e con un cast davvero azzeccato. Uno di quei piccoli film, che pur nascendo senza pretese, fa il suo lavoro con cura e rispetto, ottenendo risultati che al giorno d’oggi sarebbero impensabili. Un film che è senz’altro uno degli ultimi esempi di quella Hollywood scomparsa misteriosamente, ad un certo punto e che oggi stenta a recuperare ciò che ha perso. Specialmente in termini di leggerezza ed umiltà, idee e fascino. Un piccolo gioiello di pellicola, ingiustamente sconosciuto ai più che, poveri loro, non sanno cosa si perdono. Assolutamente da recuperare.

Voto:

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Scrittore, disegnatore, attore e poeta lo-fi.



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