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Recensioni cult: Punto zero | CineZapping





Recensioni

Published on maggio 24th, 2013 | by Andrea Lupia

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Recensioni cult: Punto zero

Recensioni cult: Punto zero Andrea Lupia
Voto CineZapping

Summary:

4.25

Film Grandioso


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Punto zero” (titolo originale inglese “Vanishing Point“) è un road movie del 1971, diretto da Richard C. Sarafian, con Barry NewmanCleavon Little e Dean Jagger. Si tratta di uno dei capisaldi dell’exploitation degli anni settanta. In considerazione dell’importanza data alla vettura di Barry Newman, si può affermare che la vera protagonista della pellicola è la Dodge Challenger R/T bianca del 1970. Il film è famoso per gli scenari che si snodano lungo il Sud-ovest statunitense e per il suo commento sull’epoca post-festival di Woodstock degli Stati Uniti. È stato uno dei primi film (dopo “Easy Rider“) a usare una colonna sonora prettamente rock. Il film continua a essere – ancora oggi – popolare ed è ritenuto un film culto, citato anche in “Deathproof” di Quentin Tarantino, grande fan della pellicola.

Barry Newman nel ruolo di Kowalski

Barry Newman nel ruolo di Kowalski

Kowalski lavora per un servizio di trasporto auto a Denver, in Colorado. Vari flashback, che si snodano per la pellicola, lasciano intuire che il lavoro è stata una sorta di seconda possibilità dopo aver perso tutto. È un veterano del Vietnam, un agente della polizia giudiziaria, un pilota di auto da corsa e un motociclista. Dopo essere stato scoperto in una cricca di malviventi che aveva a che fare con la droga, ha perso il suo lavoro da poliziotto. Ha dovuto abbandonare la sua carriera da pilota di auto e moto da corsa dopo due incidenti quasi mortali e ha perso la fidanzata in un incidente di surf. All’inizio del film, Kowalski è quasi alla fine del suo inseguimento con la polizia di stato californiana. Un flashback ci riporta a Denver, dove ha inizio il suo viaggio. Quando arriva a Denver con un’auto che sta consegnando chiede quale sia il prossimo trasporto. Il suo supervisore insiste che Kowalski si riposi un po’, mentre questi continua a voler effettuare un altro trasporto quella notte.

Dopo mezzanotte a Kowalski viene assegnato il compito di trasportare una Dodge Challenger bianca del 1970 con motore 440 da 375 HP a San Francisco, in California. Dopo essersi fermato a un bar per motociclisti per comprare della benzedrina e aver fatto una scommessa con uno spacciatore su quanto tempo impiegherà per arrivare a San Francisco, esce da Denver. La polizia inizia a inseguirlo quella stessa mattina, giunto dalle parti di Glenwood Springs, in Colorado. Kowalski attraversa – nonostante sia braccato – il Colorado, lo Utah e il Nevada, mentre la polizia è sempre più incapace di acciuffarlo. Per tutto il tragitto, Kowalski ascolta la stazione radio K.O.W., che trasmette nei pressi di Goldfield, Nevada. A questo punto entra in gioco Super Anima, il disc jockey della radio, che per aiutare Kowalski inizia a trasmettere informazioni false ai poliziotti. Con l’aiuto di Super Anima, che definisce Kowalski come “l’ultimo eroe americano”, Kowalski scende sotto i riflettori come un eroe di culto tra i contadini delle regioni che sta attraversando. Motociclisti ehippie iniziano a radunarsi a Goldfield, luogo da cui Super Soul trasmette, e nelle città attorno, per augurare buona fortuna a Kowalski.

Kowalski è l’eroe perdente per eccellenza e poco c’è da dire su quello che, assieme a pochi altri film, fa parte della mia personale top ten cinematografica. La fotografia è forse imprecisa e lungi da capolavori classici, ma anche questo contribuì a farne un successo, perché assieme alla splendida colonna sonora, riuscì a raccontare quello che di solito al cinema non era il caso, come prima solo il già citato “Easy Rider” aveva fatto. Essenziale.

Voto:

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Scrittore, disegnatore, attore e poeta lo-fi.



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