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Saving Mr. Banks: la recensione | CineZapping





Recensioni

Published on Gennaio 6th, 2014 | by sally

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Saving Mr. Banks: la recensione

Saving Mr. Banks: la recensione sally
Voto CineZapping

Summary: John Lee Hancock divide equamente il film tra flashback, dramma e commedia, lasciando lo spettatore immerso in un lago di malinconia, coinvolgendolo in una storia che promette lacrime.

4

Malinconia, nostalgia, sorrisi


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Saving Mr. Banks” è la storia di un sogno che Walt Disney ha inseguito per vent’anni e Pamela L. Travers ha inseguito per tutta una vita: il primo ha una promessa da mantenere, la seconda un passato da riscattare.

Il film di John Lee Hancock si divide in maniera equilibrata tra flashback, dramma e commedia, lasciando lo spettatore immerso in un lago di malinconia ed una sorta di nostalgia appena tangibile, coinvolgendolo pienamente in una storia che promette lacrime a chiunque si avventurerà nella visione.

Saving Mr. Banks” è la classica pellicola della Disney che promette di far piangere, ridere, sorridere e meditare e in questo caso l’effetto è ancora più forte, perché si tratta di una storia realmente accaduta. Walt Disney (Tom Hanks) per vent’anni ha inseguito la scrittrice britannica Pamela L. Travers (Emma Thompson) per ottenere i diritti del suo libro di successo, “Mary Poppins” e farne un film, come ha promesso alla figlia. Non c’è un tempo per mantenere le promesse, purché si mantengano, così il genio del mondo dell’animazione ha portato pazienza per decenni prima di ottenere il risultato concreto. La signorina Travers è una donna dura e problematica, che deve fare i conti con un passato difficile, la morte del padre che tanto amava e dal quale ha preso il nome, poi traspositata in un libro che, a differenza della realtà, era in grado di offrirgli un lieto fine. L’incontro con Walt Disney non è dei più facili, nella Los Angeles del cinema, con il sole e con un té anni luce lontano dalla bontà di quello inglese doc, in mezzo a pupazzi di Pluto e Topolino, la signorina Travers riesce ad apprezzare solamente la compagnia dell’autista Ralph (Paul Giamatti), tenero e comprensivo, paziente quanto basta da non farla volare via dalla limousine con tutti i suoi capricci.

Colin Farrell in Saving Mr. Banks

Colin Farrell in Saving Mr. Banks

Solo ripensando al passato, rielaborandolo e lasciandosi ammorbidire da trascinanti canzonette, registrando tutto parola per parola, la Travers riesce finalmente a concedere a Walt Disney il suo sogno, salvando il Mr. Banks del libro, regalandogli la libertà che avrebbe sempre meritato ed anche l’amore del pubblico.

John Lee Hancock ha fatto un ottimo lavoro, avvalendosi anche di un cast che funziona molto bene: il fascino principale della pellicola, oltre al fatto di essere una storia vera, risiede anche nei tempi in cui si svolge, negli anni d’oro di Hollywood, con il mito di Walt Disney, ancora vivo e sempre pieno di idee, instancabile, perennemente ispirato. A prestargli il volto è Tom Hanks, basta il nome per capire che la performance è impeccabile, riesce a caratterizzare bene il suo personaggio che con la sua ironia ed un carisma inimitabile è riuscito a convincere una donna dura e chiusa come la Travers. In questo caso impersonata da un’Emma Thompson all’apice della sua bravura, nel riportare ogni minimo gesto, tic nervoso, manie compulsive, della scrittrice che prima del suo viaggio “mistico” verso Hollywood non era mai stata in grado di elaborare l’assenza del padre tanto amato (qui interpretato da Colin Farrell).

Saving Mr. Banks

Saving Mr. Banks

La storia di “Saving Mr. Banks” si alterna tra momenti che fanno sorridere ed altri molto più malinconici, coinvolgendo lo spettatore in tutto e per tutto, portandolo ad un finale liberatorio e in cui è inevitabile perdersi in commozione e lacrimuccia al seguito. Bellissimo, una storia reale che si confonde con ispirazioni astratte che si contrastano con la dura realtà, musiche, idee e con la capacità di non smettere mai di sognare. Importantissima.

 

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One Response to Saving Mr. Banks: la recensione

  1. Mirko says:

    Bella recensione. Ammiro la Thompson da anni e spero che quest’anno sia nominata all’Oscar dopo l’ultima nomination che risale ormai a diciotto anni fa. Non vedo l’ora di vedere Saving Mr Banks per lei e per la storia.

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