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Published on gennaio 11th, 2018 | by Elide Messineo

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The End Of The F***ing World: la recensione della prima stagione

The End Of The F***ing World: la recensione della prima stagione Elide Messineo
Voto CineZapping:

Summary: "Moonrise Kingdom" che incontra "Natural born killers".

5

Deliziosamente british.


User Rating: 5 (1 votes)

Su una cosa non c’è dubbio: gli inglesi sono bravissimi a raccontare il disagio e “The End Of The F***ing World” ne è la prova definitiva.

La serie, sbarcata su Netflix, è l’adattamento della graphic novel di Charles S. Forsman ed è precedentemente andata in onda su Channel 4. I protagonisti sono i due giovani attori Alex Lawther (già visto in “Black Mirror”) e Jessica Barden (The Lobester), nei panni di James e Alyssa. Due solitudini che si incontrano nel mezzo della noiosa routine di un paese in cui non c’è nulla da fare. La desolata e grigia Inghilterra fa da sfondo alla loro avventura, composta da 8 episodi di breve durata (in media 20 minuti ciascuno) e a ritmo serrato. Moonrise Kingdom” che incontra “Natural born killers”. Due giovani incompresi, con un pesante fardello sulle spalle, due vite completamente diverse ma entrambe poco clementi, due esclusi perenni a caccia di guai. Odio e amore, una perfetta sintesi dell’adolescenza in chiave dramedy, accompagnata da un’impeccabile colonna sonora.

Ogni episodio mostra tutto quello che passa per la testa dei due teenager, le loro reazioni esterne e quello che scaturisce dentro di loro, emozioni che prendono il sopravvento e talvolta si rivelano travolgenti e incontrollabili. Un amore insolito, sopra le righe, attraversato da un filo di ironia e numerosi flashback che approfondiscono i profili degli aspiranti criminali. L’amore per cui vale la pena mettersi contro il mondo intero. Nonostante ci siano violenza e sia i protagonisti che i personaggi che li circondano siano disturbati, “The End Of The F***ing World” è una delle ultime serie uscite che meriti davvero d’essere vista. Scorre velocemente, è piacevole, diretta da Jonathan Entwistle e Lucy Tcherniak e sceneggiata da Charlie Covell. Una rappresentazione alternativa del mondo dell’adolescenza che negli ultimi anni emerge come sempre meno edulcorato. Lontanissimi dai drammi d’amore di “Dawson’s Creek” e “The O.C.”, siamo sulla scia di “Skins” (non a caso un’altra serie inglese) in cui la realtà è ben più cruda e disagiata. Niente favole ma tematiche importanti, come quella del suicidio (affrontata in modo decisamente diverso rispetto alla discutibile “Tredici“), la depressione e un pizzico di sociopatia, che non guasta mai. Nonostante i loro innegabili difetti, non si può fare a meno di amare James e Alyssa che, dietro tutta la loro follia, nascondono ancora quel velo di ingenuità e smarrimento che rendono l’adolescenza una fase tanto unica quanto difficile. A loro possiamo perdonare tutto. Con dei temi simili per le mani non era un risultato così scontato, “The End Of the F***king World” è perfettamente equilibrata tra violenza, romanticismo, tristezza, ironia e perfino i volti inespressivi dei due attori rivelano un’intensità perfetta per esprimere il loro malessere.

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