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The Kirishima Thing: la recensione | CineZapping





Recensioni

Published on maggio 24th, 2013 | by Elide Messineo

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The Kirishima Thing: la recensione

The Kirishima Thing: la recensione Elide Messineo
Voto CineZapping

Summary:

2.5

Film Mediocre


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Firenze in questi giorni offre un’ampia scelta di opere made in Japan, tra queste anche “The Kirishima Thing“, film di Daihachi Yoshida, che in patria ha ottenuto un successo strepitoso.

Nel 2012 è stato il film che ha ottenuto più riconoscimenti, tra cui quello come miglior film ai Japan Academy Awards. La trama è ambientata all’interno di una scuola, attraverso l’obiettivo il regista analizza i fragili equilibri che si sono instaurati tra i ragazzi e che via via si sfaldano; nemmeno la gerarchia dell’intero sistema scolastico riesce più a stare in piedi, se non in forma precaria.

Tutto parte dall’improvviso abbandono della squadra di pallavolo di Kirishima, uno degli studenti più dotati della scuola. Di lui non conosciamo nulla, se non questi pochi dettagli, ma sappiamo che dal giorno del suo abbandono, nemmeno per i compagni le cose sono state più le stesse. Continuando a cercarlo senza ricevere mai una risposta, in assenza di Kirishima i compagni iniziano a mettere in discussione tutti i loro rapporti e l’intero sistema scolastico.

The Kirishima Thing

The Kirishima Thing

Daihachi Yoshida analizza dei micromondi all’interno della sua opera, così conosciamo le varie tipologie di studenti, dai più secchioni agli sportivi; i loro rapporti si rimescolano e, una volta rivalutato tutto, cambiano anche i loro comportamenti. Su tutti spicca un giovane che sogna di diventare regista, con la sua 8mm si aggira per la scuola con l’intento di realizzare un film horror, pur senza il permesso del professore. La storia di tutti gli altri protagonisti passa anche attraverso i suoi occhi e la sua cinepresa, tra flashback e situazioni raccontate sotto diversi punti di vista, qui espressi attraverso diverse angolazioni di ripresa e diverse distanze.

In “The Kirishima Thing” giocano un ruolo fondamentale i “bukatsu“, ovvero le attività extracurriculari che nel sistema scolastico giapponese hanno un valore molto importante. Per apprezzare un’opera del genere, bisogna conoscere la cultura nipponica molto da vicino: Daihachi ci offre uno sguardo intenso sul sistema scolastico in genere e poi uno sguardo più dettagliato sulle singole vite di questi ragazzi, che vivono intere giornate all’interno della scuola ed iniziano a scoprire che i rapporti tra loro sono più fragili di quanto pensassero, analizzano sentimenti ed emozioni. Non sappiamo perché Kirishima abbia abbandonato la scuola nonostante i suoi successi, ma il suo addio crea una sorta di rivoluzione, un nuovo modo di vedere il mondo da parte di tutti i suoi compagni che, dopo l’avvenimento dei fatti narrati, non saranno più gli stessi.

Voto:

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