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Recensioni

Published on maggio 12th, 2019 | by sally

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Tuca & Bertie: la recensione della nuova serie animata di Netflix

Di alzarmi non ho voglia/ Oggi non combatto con nessuno / A volte è solo questione di fortuna.

(La fine dei vent’anni – Motta)


Tuca & Bertie” è la nuova serie animata uscita su Netflix e se vi ricorda molto da vicino “BoJack Horseman” è perché la disegnatrice è la stessa. Lisa Hanawalt qui ha il controllo su tutta la linea e la sua creatività esplode in tutto il suo splendore. Se già con BoJack il pubblico aveva avuto modo di apprezzare, “Tuca & Bertie” dal punto di vista dell’animazione sono un’espansione – ed anche una riconferma. L’animazione, qui, si fa ancora più allucinata e la fantasia corre libera: animali e piante antropomorfi (e praticamente zero umani) sono protagonisti indiscussi e ancora una volta si fa leva sulle loro caratteristiche per giochi di parole, sketch comici e, soprattutto, per definire le loro personalità. La serie è creatività allo stato puro, un’evasione continua, che non pone limiti alla fantasia. Un’ondata di idee inarrestabile, che passa dagli 8 bit alla stop motion regalando una sorpresa ad ogni scena. “Tuca & Bertie” è un viaggio vorticoso e lisergico nel mondo di due amiche alle prese con “la fine dei vent’anni”, ma è anche un viaggio profondo e maturo, nonostante l’apparente superficialità.

Il consiglio principale è quello di non limitarvi al pilot, che potrebbe essere destabilizzante e poco convincente. Questa storia, tutta al femminile, si sviluppa meglio dopo i primi episodi ed è un continuo sdoganamento di tabù, è una serie fatta da donne che parla alle donne. Gli uomini, infatti, hanno un ruolo marginale, la serie si concentra prevalentemente sulle due protagoniste. L’impatto iniziale, quindi, potrebbe non essere amore immediato ma bisogna sapere aspettare, una capacità sempre più rara e preziosa ai tempi del binge watching.



La trama di Tuca & Bertie

Bertie (Ali Wong) va a convivere con Specke (Steven Yeun) e Tuca (Tiffany Haddish)* si trasferisce al piano di sopra. Un cambiamento così radicale sconvolge le vite di entrambe, abituate a vivere in simbiosi e a supportarsi (e sopportarsi) in qualunque momento. Tuca è un tucano dall’irresistibile accento afroamericano, che prende la vita così come viene, senza troppe preoccupazioni e senza mai porsi dei limiti. Bertie è l’esatto opposto, è un usignolo ansioso, con grandi aspettative, soprattutto su se stessa. Le due, essendo completamente diverse, si compensano perfettamente e per questo sono indispensabili l’una per l’altra.

Per quanto sia leggera, questa nuova serie Netflix non risparmia qualche piccolo dramma e sintetizza perfettamente la crisi dei trent’anni. Racconta quella fase della vita in cui non c’è più alcuna giustificazione per sentirsi un ibrido e bisogna iniziare a farsi carico di svariate responsabilità, volenti o nolenti. Lisa Hanawalt non tralascia nessun argomento e, sempre con incredibile creatività, passa dalle questioni più scomode e spinose alle più piccole banalità del quotidiano. Le donne sono sempre al centro di tutto ed è ricorrente, su tutti, il tema delle molestie sessuali. Per strada, sul lavoro (geniale la fuga del seno di Bertie), finalmente non si vede una protagonista che, uscendo di casa, incontra un mondo che le sorride manco fosse Amélie Poulain, perché il mondo reale non è così. Il mondo reale è fatto di imperfezione, di specchi impietosi che ti mostrano tutti i difetti che farai fatica ad accettare (ma che dovrai accettare), di personaggi inopportuni e difficoltà. Il mondo reale è fatto di persone pronte a farti lo sgambetto ma, per fortuna, è fatto anche di amicizie vere e autentiche, di amori, sorprese e rivelazioni, di paure finalmente superate. La normalità è proprio questa, anche quando è scomoda e disturbante e la Hanawalt la racconta con estrema naturalezza. L’amicizia tra Tuca e Bertie si evolve al passare degli episodi e le sfide da affrontare sono tante. Dieci episodi non bastano per scavare troppo a fondo ma vengono già svelati diversi avvenimenti che ci dicono di più sul carattere dei personaggi. La sensazione, alla fine, è quella di aver trascorso del tempo con un gruppo di amici un po’ fuori di testa e di avere voglia di conoscerli ancora.

Voto: ⭐️⭐️⭐️⭐️

* è consigliato guardare la serie in lingua originale, anche solo per il doppiaggio della Haddish.

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