Basta poco" è una commedia diretta da Andrea Muzzi e Riccardo Paoletti" /> Basta poco: la recensione | CineZapping





Recensioni Basta poco

Published on Aprile 28th, 2015 | by sally

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Basta poco: la recensione

Basta poco: la recensione sally
Voto CineZapping

Summary: Muzzi e Paoletti regalano una commedia semplice, realizzata con ingredienti altrettanto semplici.

3

Semplice ma non scontato


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Basta poco” è una commedia diretta da Andrea Muzzi e Riccardo Paoletti che affronta il difficile tema della felicità con una semplicità disarmante, a partire dal titolo del film. Perché su questo non c’è dubbio, basterebbe poco per essere felici, se solo ci focalizzassimo sulle cose giuste e riuscissimo a non essere sempre troppo superficiali.

Basta Poco” racchiude in sé delle tematiche più attuali che mai: la depressione che imperversa e il continuo bisogno di tutti noi di aggrapparci alla felicità (ognuno ha la propria, ma di certo ne ha una ad attenderlo da qualche parte), la disoccupazione, una generazione di quarantenni allo sbando proprio come il protagonista della storia, Sergio (Andrea Muzzi). Separato e con un figlio, vive ancora con il padre, Mario (Marco Messeri), che però sta conoscendo una sorta di nuova giovinezza. Sergio fin da piccolo ha sempre avuto la capacità di inventare cose bizzarre e per uscire dalla situazione di stallo decide di coinvolgere l’amico Fulvio (Massimiliano Galligani) in una nuova avventura: aprire l’agenzia “Felici & Contenti“, offrendo un servizio innovativo, aiutare le persone ad essere felici dando loro quello di cui hanno bisogno. E attraverso il suo nuovo lavoro Sergio si rende conto che in effetti basta davvero poco per rendere felici gli altri, anche se durante il suo percorso non mancheranno degli intoppi e ci sarà qualche bugia di troppo. Si sa, come in ogni favola a lieto fine che si rispetti, le bugie non fanno mai bene.

Andrea Muzzi e Riccardo Paoletti hanno costruito “Basta poco” su una serie di sketch che coinvolgono i personaggi più disparati: dall’uomo ricco e solo alla vigilessa temuta da tutti passando per la donna che ha bisogno di sentirsi sensuale e desiderata, mettendo su un cast composto da Daniela Poggi, Isabella Cecchi, Daniela Morozzi, Annalisa Aglioti, Ninni Bruschetta, Paolo Hendel ed anche una piccola chicca, l’apparizione di Dino Zoff nei panni di se stesso.

La comicità di Muzzi e Paoletti è semplicissima ma altrettanto efficace. “Basta poco” non racconta nulla di nuovo, si attiene a tematiche estremamente attuali, che in un modo o nell’altro ci colpiscono tutti da vicino. Nel tentativo di rimanere sempre semplice e lineare, senza eccedere, la regia a volte perde il senso del ritmo, seppure la narrazione risulti piacevole. A tratti la commedia appare confusa alla pari dello spettatore medio, cercatore di felicità professionista, incapace però di guardare nella direzione in cui essa realmente si trova. Si finisce così col perdere di vista i veri obiettivi, esattamente come succede a Muzzi-Paoletti a metà sceneggiatura, dove sembra rimanere incerta l’idea di approfondire o non approfondire troppo le singole storie dei clienti dell’agenzia.

Ci sono tanti ingredienti nel calderone e tutti con un grande potenziale, forse quel che manca è la giusta dose di maestria e polso fermo per domarli tutti, amalgamarli bene, manca la destrezza del burattinaio esperto. È vero, tuttavia, che per trovare la felicità a volte basta poco, ma dipende anche dal concetto di felicità che uno si costruisce e quanto punta lontano con le sue ambizioni. In “Basta Poco” anche le bugie hanno un ruolo importante, prima o poi a tutti ne scappa qualcuna e il messaggio di Muzzi-Paoletti è positivo, perché non è con le bugie che si crea la felicità. Per quanto banale possa sembrare, se ci guardiamo intorno ci rendiamo conto che non è un concetto poi così diffuso o scontato, soprattutto in Italia. Qui l’affermazione sembra provenire dalla bocca di un bambino con tutti i sogni intatti che non si è ancora reso conto – per fortuna – del cumulo di bugie su cui cammina ogni giorno. È con questo tono scanzonato, un po’ ingenuo e sognante, che procede l’intero film, delineando la figura di Sergio: un sognatore da bambino, che non è mai riuscito a perdere il vizio.

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