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Published on agosto 24th, 2017 | by Andrea Lupia

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Cattivissimo me 3: la recensione

Cattivissimo me 3: la recensione Andrea Lupia
Voto CineZapping

Summary: Un film pieno di possibilità inesplorate, da vedere in mancanza di qualcosa di meglio.

3

Un'occasione mancata


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Siamo andati a vedere per voi Cattivissimo me 3, il più recente capitolo delle avventure di Gru e famiglia. Diretto da Pierre CoffinKyle Balda ed Eric Guillon, il film vede Gru e Lucy continuare la caccia ai supercriminali, ma questa volta devono scontrarsi con uno dei più bizzarri e pericolosi: Balthazar Bratt, un genio del crimine un tempo star televisiva negli anni ’80. Gru e Lucy però non riescono a catturarlo, vengono licenziati e nel frattempo Gru ritrova anche il suo fratello gemello a lungo perduto, Dru.

Cattivissimo me 3 contiene tutti gli ingredienti ai quali i precedenti capitoli, Cattivissimo me, Cattivissimo me 2 e Minions, ci hanno abituato: una sequenza quasi priva di soluzione di continuità di gag e sketch divertenti e numeri musicali. Gli immancabili Minions si sobbarcano come al solito il compito di cercare di accattivarsi le simpatie del pubblico con la loro comicità quasi surreale e i protagonisti restano grossomodo fedeli a sé stessi e alla loro personale direzione. E qui sta il problema.



Il film, che potrebbe essere tutto sommato niente male, è nettamente inferiore ai precedenti (sicuramente a Cattivissimo me e a Cattivissimo me 2). Le motivazioni sono molteplici. Innanzitutto si resta molto in superficie, su tutta la linea. Se nei precedenti capitoli avevamo una vera e propria evoluzione dei personaggi (condizione fondamentale perché possa un personaggio funzionare), in questo episodio non ne abbiamo neanche l’ombra. Tutti, ma proprio tutti, restano uguali a se stessi senza smuoversi di un millimetro e questo ha reso l’intero cast di personaggi mille volte più bidimensionale rispetto alle volte precedenti. A questo si aggiunga anche un villain che come gli altri già non riesce davvero a emergere e, per di più, viene ulteriormente schiacciato dal suo ruolo di escamotage citazionistico. Essendo infatti un ex bambino prodigio degli anni ’80, Balthazar Bratt diventa ben presto una specie di macchina sputa ammiccamenti alla cultura pop di quel periodo, che già ci tocca sopportare da qualche anno e che per quanto apprezzabile, comincia a essere un po’ pesante. Dopo pochi minuti di film infatti la quantità di citazioni e ammiccamenti diventa tanto esagerata quanto gratuita, distribuiti con la precisione chirurgica di una betoniera su un pubblico non sempre pronto a coglierle. Sono infatti più i papà e le mamme a ridere di questi inserti, mentre i bambini restano più affezionati alla commedia immediata dei Minions fatta di schiaffoni, peti e numeri musicali.

Non è tutto da gettare via, naturalmente. Il comparto tecnico regala meraviglie come al solito e in alcuni momenti si nota un ulteriore innalzamento degli standard qualitativi. La colonna sonora, mettendo da parte le motivazioni dietro certe scelte, è di prim’ordine e regala hit a cui praticamente tutti sono affezionati da Bad di Michael Jackson a Into the Groove di Madonna, passando per A-HA e Dire Straits e molti molti altri. Resta mattatore della colonna sonora il sempre bravissimo Pharrell Williams che firma la maggior parte dei pezzi non classici del film. In conclusione Cattivissimo me 3 non è certo un film brutto, ma è impossibile non provare una certa delusione nel notare un brusco calo della qualità dovuto, pare evidente, a una faciloneria che ha avuto come risultato predominante la superficialità che ha poi compromesso il risultato finale. Da vedere, ma solo se non c’è niente di meglio.


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Scrittore, disegnatore, attore e poeta lo-fi.



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