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Published on Febbraio 19th, 2015 | by sally

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Cenerentola: la conferenza stampa

Mercoledì 18 Febbraio, di ritorno dal Festival di Berlino, il cast di Cenerentola ha incontrato la stampa nella lussuosa cornice dell’hotel Principe di Savoia a Milano. Protagonisti dell’incontro sono stati l’acclamato regista Kenneth Branagh, Lily James —nel film Cenerentola— e Richard Madden —il principe azzurro—.

In qualità di regista quali scelte ha dovuto operare affinché il suo Cenerentola si distinguesse dai precedenti? Quali sono state le sue idee guida?

Kenneth Branagh: L’idea da cui sono partito è duplice. Da un lato, ho voluto portare il linguaggio e l’aspetto visivo classico, magnificamente conferito da Dante Ferretti e Sandy Powell, alla nostra Lily James, e dall’altro ho cercato di trovare in Cenerentola un’anima umana. Ho voluto mescolare il contemporaneo con il classico e il tradizionale.

Credete che gli ideali con cui avete caratterizzato questa nuova Cenerentola, cioè gentilezza e bontà, possano essere validi e perseguibili per il mondo femminile, specialmente oggi?

Lily James: Credo che la potenza di questo messaggio sia straordinaria, così semplice e universale al tempo stesso. Ricordo quando ho letto nella sceneggiatura l’invito che la madre di Ella le rivolge, poco prima di morire, ad essere sempre buona e gentile con le persone. È un’idea estremamente profonda e rivoluzionaria, soprattutto in un mondo come il nostro, in cui viviamo freneticamente e pare che quasi non si abbia più il tempo di soffermarsi a riflettere su bontà e gentilezza. Credo anche io, come il personaggio che interpreto, che queste siano le uniche cose che contano davvero.

Kenneth Branagh: Concordo con quello che Lily ha detto e aggiungo che personalmente amo molto meditare. Sebbene siano quasi 15 anni che mi dedico a questa attività due volte al giorno, questa pratica non è diventata più semplice o banale, ma è anzi sempre più necessaria e fondamentale. Credo che il nostro film e i sentimenti che lo muovono vogliano far breccia attraverso il cinismo oggi imperante.

Quanto del suo background shakespeariano c’è in questa storia, e in che modo ha influenzato il suo modo di dirigere?

Kenneth Branagh: Shakespeare ha sempre guardato con interesse ad altri grandi narratori e soprattutto verso la fine della sua carriera si è rivolto a storie che possono sembrare, ad un primo sguardo, più semplici. Credo di potere affermare che gli ultimi lavori che ha scritto siano quasi delle fiabe, opere di puro e semplice intrattenimento ma che ai suoi occhi avevano molto da insegnare.

Cenerentola è un archetipo, una fiaba con una tradizione lunghissima. Come è stato confrontarsi con una figura immortale della tradizione fiabesca occidentale?

Kenneth Branagh: la prima domanda che mi sono posto è stata cercare di capire che cosa ci attrae e ci coinvolge così profondamente in questa storia: sembra che ogni generazione e ogni lettore e spettatore vi contribuisca con qualcosa di soggettivo e personale. Per quel che riguarda me, è soprattutto il personaggio di Cenerentola a toccarmi in questa vicenda. In passato si è erroneamente pensato che la sua fosse una figura sostanzialmente passiva, in attesa dell’arrivo del cavaliere. Ma così non è, può essere completamente trasformata e farsi attiva, mutare in un personaggio moderno ed estremamente volitivo. Sono stato ammaliato dalla possibilità di trasformare gli aspetti più classici della storia in rivoluzionari, dipingendo Cenerentola come un’eroina al passo coi tempi, nonché possibile fonte di ispirazione per molte donne.

Cenerentola

In occasione della première berlinese del film, Cate Blanchett, che nel film interpreta la perfida matrigna, ha raccontato come durante la scena del ballo alcuni attori presenti sul set siano scoppiati in lacrime…

Richard Madden: Dante Ferretti è stato in grado, come sempre d’altronde, di creare dei set così belli e sorprendenti che non c’è stato alcun bisogno di recitare o immaginare. La sala del ballo includeva una ventina di lampadari realizzati per noi appositamente a Venezia, con quasi 5000 candele a olio, ciascuna delle quali doveva essere accesa a mano.. Per non parlare delle quasi seicento comparse presenti, fra attori e ballerini. Calarmi nell’atmosfera ė stato più che sufficiente per respirare la magia di cui doveva essere avvolta la scena del ballo..e certamente vedere Lily comparire sulle scale, è stato magnifico. Non c’è bisogno di recitare quando la si vede.

Lily James: Indubbiamente la scena del ballo era quella al cui riguardo ero più agitata, dovevo impersonare una principessa, diventare una regale! Inoltre questa è la scena più iconica di tutta la vicenda, presente nell’immaginazione di tutti gli spettatori. Sebbene fossi molto tesa, mi è bastato aprire quella porta per trovarmi in una atmosfera da fiaba..Non c’è davvero bisogno di recitare quando ci si trova su un set del genere. L’unico problema è stato l’abito, per cui ringrazio ancora la costumista Sandy Powell. La gonna aveva un diametro talmente ampio che pareva dotato di vita propria, mentre io e Rich ballavamo, rischiavamo di inglobare chiunque ci passasse appresso. Inoltre le musiche di Patrick Doyle, composte appositamente per noi ed eseguite da un’orchestra hanno aiutato a rendere l’atmosfera ancora più magica.

Richard, ha sentito la responsabilità di interpretare il principe azzurro, cioè colui che nell’immaginario collettivo sarebbe il sogno delle donne di tutto il mondo?

Richard Madden: certo, ma oltre a un onore immenso è stato anche un certo onere. Per prepararmi al meglio alla parte ho riguardato il personaggio rappresentato nel film di animazione, sebbene compaia in pochissime scene. Il mio obiettivo era cogliere l’idea che tutti hanno di questo principe. Io e Kenneth abbiamo creato il principe partendo da zero, e infatti nella nostra Cenerentola oltre che come regnante viene presentato anche come figlio, amico, soldato, innamorato…ho cercato di dare vita a questo personaggio che però volevo che fosse all’altezza di una protagonista femminile eccezionale.

Come è stato essere diretti da Kenneth Branagh?

Lily James: Kenneth mi ha affascinata fin dal primo provino, era chiaro che aveva una visione estremamente forte e decisa del film. É sempre stato molto gentile generoso con noi attori, siamo stati accolti accompagnati e benvoluti. Nel mio caso poi, non posso negare di essermi sentita davvero un principessa.

Richard Madden: Kenneth è stato l’elemento che mi ha spinto a partecipare. All’inizio non ero molto convinto, ma in un secondo momento, saputo che a dirigerlo ci sarebbe stato Branagh, non ho più avuto alcuna esitazione. É stato un grandissimo onore condividere un’esperienza del genere con uno un attore e regista del suo calibro. Lavorare con lui è stato come partecipare a una masterclass tutti i giorni.

Kenneth Branagh: dopo tutti questi complimenti sarò costretto a dare copiose somme a entrambi i miei attori! È molto commovente sentire queste parole, sono persone fantastiche oltre che grandi attori. È un po’ presto per parlarne ma…Spero di poter girare con loro Romeo e Giulietta di Shakespeare. Penso che questa nostra collaborazione sia solo l’inizio di una lunga, anzi, lunghissima, conversazione. Spero che potremmo collaborare in più occasioni in futuro.

Vi siete ispirati a personaggi letterari o principi e principesse particolari, per interpretare al meglio i vostri personaggi?

Richard Madden: non ho basato il mio personaggio su un principe in particolare. Insieme al regista abbiamo esaminato vari principati e monarchie, concentrandoci specie sui più piccoli, cercando di estrapolare gli elementi universali che accomunano i rappresentanti delle case regnanti.. E abbiamo scoperto che comune a tutti sembra essere il potere mettere a proprio agio le persone che sono attorno, quasi fosse una caratteristica innata dei regnanti. Ho letto Marco Aurelio e Macchiavelli perché secondo Kenneth sono i libri che un regnante dovrebbe leggere.

Kenneth Branagh: vorrei concludere questo piacevole incontro ringraziando i per l’ospitalità. Amo profondamente la vostra terra e siamo tutti sinceramente felici di essere qui. Sono legato a questo paese fin da quando, molti anni fa, abbiamo girato Molto rumore per nulla. È un grandissimo piacere venire a presentare questo film qui, e sono convinto che in Italia ci siano tante donne forti che si identificheranno con la nostra principessa e con il nostro principe..

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