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Il buongiorno del mattino: la recensione | CineZapping





Recensioni Il buongiorno del mattino

Published on Marzo 7th, 2011 | by sally

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Il buongiorno del mattino: la recensione

Il buongiorno del mattino: la recensione sally
Voto CineZapping

Summary: Commedia che scorre leggera, anche se di pecche ne contiene parecchie, a partire dalle lacune della sceneggiatura.

3

Buon Film


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What’s the story? Morning Glory” cantavano gli Oasis. In Italia l’accostamento suonerà inizialmente incomprensibile, visto che “Morning Glory” si è trasformato in “Il buongiorno del mattino“. Si tratta del nuovo film con protagonista Rachel McAdams, ambientato nelle spietato mondo televisivo, di cui già ci aveva dato un assaggio poco tempo fa Robert Luketic con “La dura verità” (con Kaherine Heigl e Gerard Butler). Alla regia troviamo Roger Michell, già regista dell’apprezzata commedia romantica “Notting Hill“, unica opera di rilievo presente nella sua filmografia, senza tener conto della qualità, che non è di certo eccelsa, per quanto piacevole.

Il buongiorno del mattino

Il buongiorno del mattino

In questo caso alla produzione c’è qualcuno che il mondo della tv lo conosce molto bene, ovvero J. J. Abrams e la sua Bad Robot Productions. Abrams, infatti, ha dato vita a serie di successo come “Lost“, “Alias” e “Fringe“. Inoltre alla sceneggiatura troviamo Aline Brosh McKenna, che può vantare di aver scritto la sceneggiatura de “Il Diavolo veste Prada“. Peccato, però, che questa volta la commedia non sia così brillante come quella in cui Anne Hathaway si destreggiava tra costosissimi abiti, fingendo a suo modo di essere la sfigatella di turno. La protagonista di questa storia è Becky Fueller (Rachel McAdams), una giovane produttrice televisiva appena licenziata che viene ingaggiata da un network televisivo in declino per risollevare gli ascolti di Daybreak, il telegiornale del mattino. Appena arrivata, Becky licenzia il conduttore del tg e decide di chiedere alla leggenda del giornalismo Mike Pomeroy (Harrison Ford) di entrare a far parte del programma, accanto a Colleen Peck (Diane Keaton). I due colleghi non si amano particolarmente e si punzecchiano di continuo, inoltre Becky e Pomeroy hanno prospettive completamente diverse: lui punta al giornalismo serio, di qualità, socialmente e politicamente impegnato; lei punta alla leggerezza, al gossip ed a notizie che possano attirare l’attenzione del pubblico, in modo tale che gli ascolti possano risollevarsi e che la trasmissione non venga chiusa. Becky fa del suo lavoro il centro dell’universo e riesce a malapena a gestire la sua neonata relazione con Adam Bennett (Patrick Wilson), un affascinante produttore che cerca di comprendere i sacrifici della ragazza per riuscire al meglio nel suo lavoro.

Il buongiorno del mattino 2

Il buongiorno del mattino

Il buongiorno del mattino” è una commedia che scorre leggera ed anche abbastanza piacevolmente, anche se di pecche ne contiene parecchie, a partire dalle lacune della sceneggiatura. La trama non è cucita bene, le storie dei personaggi non vengono approfondite, ma vengono affrontate superficialmente. Al centro di tutta la storia ovviamente c’è Becky, interpretata da una Rachel McAdams sicuramente in forma nella parte della caotica e confusa giornalista. Anche il suo rapporto con Pomeroy viene affrontato in maniera abbastanza ampia, senza esagerare troppo con l’approfodimento, e nei panni dello scorbutico giornalista troviamo un Harrison Ford più serioso che mai, che dimostra però di stare bene anche all’interno di una commedia leggera. Quel che non viene approfondita, invece, è la figura dello stesso Pomeroy, della quale vengono accennati appena i problemi personali ed il suo rapporto odi et amo con la collega Colleen. Tanto per concludere, il rapporto tra Becky e Adam passa quasi in secondo piano e non riceve il giusto spazio. Nei panni di Adam troviamo l’affascinante Patrick Wilson, biondone standard hollywoodiano già visto in “Due cuori e una provetta“, ma la storia d’amore tra lui e la protagonista viene raccontato in maniera molto superficiale, ciò che prende tutto lo spazio è il destino della trasmissone. Al contrario de “La dura verità“, in cui tutto lo spazio viene concesso alla storia d’amore nata tra i due protagonisti, in “Morning Glory” è il lavoro ad avere la meglio. Il fulcro del film sembra essere quasi la stessa trasmissione e la sua condizione precaria, la sua sopravvivenza traballante. “Il buongiorno del mattino” è sì una pellicola simpatica e piacevole, di certo non si contraddistingue per l’originalità della trama, ma finisce per avere alcuni “buchi” nella sceneggiatura che a tratti annoiano e lasciano morire il film, per arrivare poi ad un finale più che scontato, ma comunque dovuto.

 

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