Non è solo cinema, è una presa di posizione. Domani, 25 aprile le luci in sala si spegneranno per lasciare spazio al rombo dei motori dell’idrovolante rosso di Hayao Miyazaki, il pubblico non assisterà a una semplice proiezione nostalgica.
Grazie alla visione di Lucky Red, il ritorno al cinema di Porco Rosso si trasforma in un atto civile. In un’epoca di streaming compulsivo, riportare sul grande schermo l’asso dell’aviazione dal volto suino proprio durante la Festa della Liberazione significa dare un peso specifico a ogni fotogramma.
La scelta della data non è figlia del caso, ma di una coerenza narrativa che lega la Resistenza italiana all’antifascismo romantico e disilluso del protagonista.
I precedenti tour nelle sale dei capolavori Ghibli hanno già dimostrato che il pubblico ha fame di queste storie: cinema di qualità che riempie le platee e genera riflessioni che restano addosso ben oltre i titoli di coda.
“Meglio maiale che fascista”: l’etica del volo contro l’oscurità del regime
Siamo nell’Italia degli anni ’20, tra le acque cristalline dell’Adriatico e i cieli che portano ancora le ferite della Grande Guerra. Qui si muove Marco Pagot, un ex pilota che ha scelto di rinunciare alla propria umanità, diventando, appunto, un maiale antropomorfo, piuttosto che piegarsi alle logiche di un mondo che corre verso il baratro dei totalitarismi.

Il cuore pulsante del film risiede in quella battuta fulminante, diventata ormai un vessillo: “Meglio essere un maiale che un fascista”. Non è un semplice slogan, ma il manifesto di chi sceglie la libertà individuale, la solitudine dei cieli e un codice d’onore privato contro l’omologazione forzata.
Miyazaki, partendo dal suo manga Hikōtei jidai, ha saputo intrecciare la passione per l’ingegneria aeronautica (citando marchi reali e collaborazioni storiche, come quella con i fratelli Pagot) a una critica feroce e attualissima alla guerra, resa ancora più cupa dalle tensioni che negli anni ’90, periodo di produzione della pellicola, scuotevano i Balcani.
Dalle sale storiche di Roma come il Quattro Fontane, fino al Nazionale di Torino e al Metropolitan di Napoli, l’evento del 25 aprile chiama a raccolta chi crede ancora che l’animazione possa essere il veicolo più potente per raccontare la Storia. Rivedere Porco Rosso collettivamente è un promemoria: si può volare alto anche quando il mondo prova a tagliarti le ali.








